Wolfgang Amadeus Mozart – Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K551: Andante cantabile – Guida all’ascolto

Mozart_Sinfonia-41-K551_Andante-cantabileL’Andante cantabile della Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K551 di Wolfgang Amadeus Mozart è in fa maggiore e in tempo di 3/4.

Questo movimento lento di tradizionale riposo, senza timpani e senza trombe (strumenti in quest’epoca di solito usati nei movimenti veloci), evoca una grande serenità, grazie alle sonorità molto intime, che danno luogo ad una calma e tranquilla atmosfera dei fiati, rinforzata anche dall’uso delle sordine negli archi che portano tuttavia una sottile malinconia sovrannaturale.

Questa serenità tuttavia viene turbata dall’intervento di un do minore pieno di angoscia che aggiunge un’intensità drammatica e un momento di grande tensione.

Anche qui abbiamo una struttura di forma sonata con tre temi, come nel primo movimento.

Sono i violini primi ad esporre subito il primo tema lirico (A), sereno e cantabile, che ricorda il finale de Le nozze di Figaro, composta due anni prima ci troviamo esattamente a 13:46 del nostro video).

Come il primo tema del movimento precedente, è costruito su una simmetria formata da quattro battute con lo stesso elemento di due battute due volte.

Alla sua seconda apparizione, a 14:36, la melodia passa ai violoncelli e ai contrabbassi, mentre ai violini è affidato un disegno delicato fatto di curve sinuose, elemento che poi verrà sviluppato in seguito.

Tre note scoperte dei fiati in piano introducono il secondo tema (B) a 15:09, completamente contrastante con il tema precedente e che ha più la funzione di transizione: una brusca modulazione in do minore, le sincopi dei violini e il cromatismo melodico danno un carattere affannoso a questa sezione, lasciando scendere un’angoscia profonda.

Questo tipo di momento ci fa entrare nel periodo del romanticismo delle opere della fine del XVIII secolo, che annunciano molto da vicino Beethoven.

Ma quest’angoscia si dirada lentamente, poco alla volta, per fare posto alla calma del terzo tema (C), a 15:50, arioso e impalpabile, con il suo accompagnamento di terzine e nella tonalità luminosa e rassicurante di do maggiore.

Ancora più doloroso, il secondo tema ritorna nello sviluppo (molto breve), a 20:39, nella tonalità della relativa minore (re minore), i cui accenti lamentosi sembrano ripetersi all’infinito; e questo cambia completamente la luce del primo tema al suo ritorno, a 21:43, più grave e pesante ma, allo stesso tempo, marcato della certezza, come una marcia che niente può fermare.

Qui ora troviamo uno sviluppo del motivo secondario della prima parte, in biscrome, che ora di colpo prende il sopravvento diventando un elemento di grande importanza.

Il ritorno del terzo tema in fa maggiore, a 22:53, e della sua imponente calma lo conferma: è la pace che regna qui, in questo dialogo luminoso tra gli archi e i fiati che prelude alla breve e toccante coda (“una delle più belle che Mozart abbia mai potuto immaginare”, secondo lo scrittore e drammaturgo francese Germain-François Poullain de Saint-Foix), a 24:07, che riprende l’incipit del tema (A).

Uno dei temi di questo movimento è stato ripreso da Joseph Haydn nel movimento lento della sua Sinfonia n. 98 scritta poco dopo la morte di Mozart.

Wolfgang Amadeus Mozart: Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K 551 – Partitura

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