Wolfgang Amadeus Mozart: Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K 551 – Introduzione

WolfgangAmadeusMozartIl 10 agosto 1788 a Vienna Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791) dà l’ultimo tocco alla sua ultima sinfonia, la n. 41 in do maggiore, K 551.

Dopo la lotta ardente della Sinfonia n. 40, qui troviamo il trionfo.

Intanto nella scrittura, in quanto il contrappunto e l’armonia sono usate con una maestria che si dissimula più che mai sotto una facilità sorprendente.

Nella costruzione poi: una struttura idealmente equilibrata, le cui vaste dimensioni formano un ensemble assolutamente proporzionato, di una logica formale sorprendente (soprattutto quando sono fatte tutte le riprese).

Le ultime tre sinfonie mozartiane (di cui questa è l’ultima) sono state scritte in pochissimo tempo, in un’epoca di ristrettezze economiche per un musicista a caccia di successo, dopo il fiasco del Don Giovanni a Vienna.

Qualcuno parla di un ciclo di tre sinfonie, ma non vi è nessuna certezza a riguardo, tanto che prevale l’ipotesi della mancanza di soldi di Mozart.

Non si sa se la Sinfonia n. 41 sia stata suonata mentre Mozart era ancora vivo.

Secondo Otto Erich Deutsch, in quest’epoca Mozart si preparava ad organizzare una serie di Concerti al Casino in un nuovo casino della Spiegelgasse gestito da Philipp Otto.

Mozart inviò anche un paio di biglietti per questa serie al suo amico Johann Michael Puchberg.

Ma è impossibile sapere se la serie di concerti ebbe luogo o fu annullata per mancanza di pubblico.

Dopo la morte di Mozart, l’opera (soprattutto il finale) fu considerata come una dei brani sinfonici più riusciti e ha ricevuto il titolo di sinfonia con fuga finale.

Nell’Allgemeinen musikalischen Zeitung del 1808, si dice che a Leipzig l’opera era in quel momento

suonata come il brano preferito dagli amanti d’arte della città al punto che ogni anno non la si poteva loro rifiutare”.

A Londra l’opera fu oggetto di un’accoglienza calorosa.

La partitura fu stampata qui da Cianchettini & Sperati nel 1810 e la sinfonia fu salutata come “il più grande trionfo della composizione strumentale”.

Oltre al titolo di sinfonia con fuga finale, che oggi non è più usato come sottotitolo principale, la sinfonia ricette il titolo di Jupiter o Sinfonia Jupiter, che, invece, è diventato un titolo comunemente usato.

Nei giornali dell’editore inglese Vincent Novello e di sua moglie Marie, che fecero visita nel 1829 a Constance Mozart a Salisburgo, si può leggere alla data del 7 agosto, una nota secondo la quale il figlio di Mozart disse che l’organizzatore di concerti Johann Peter Salomon diede all’opera il soprannome di Jupiter.

Kurt Pahlen racconta un’altra leggenda secondo la quale il soprannome verrebbe dal pianista Johann Baptist Cramer, per ricordare la perfezione divina della composizione.

Il titolo Sinfonia Jupiter è apparso per la prima volta nel programma del Festival di musica di Édimburgo nel 1819, poi nel programma della London Royal Philharmonic e nel giugno 1822 il corrispondente a Londra dell’Allgemeinen musikalischen Zeitung scrive:

il terzo [concerto] del 25 marzo ( … ) cominciò qui con la popolare Sinfonia in do maggiore di Mozart, conosciuta sotto il nome di Jupiter”.

Nel 1822, Muzio Clementi pubblicò una riduzione per pianoforte della sinfonia che viene chiamata Jupiter nel titolo.

Questo accostamento al dio Giove, re degli dei, rappresentato in trono sulle nuvole che tiene nelle mani il tuono e il fulmine è assolutamente appropriato: la potenza di minacciosa e l’incontrastabile autorevolezza sembrano qui essere rappresentate e descritte con grande naturalezza dal compositore.

Nonostante le dimensioni importanti, l’opera non ha niente di rivoluzionario.

Essa obbedisce generalmente alle abitudini del tempo: il quadro formale è quello comunemente usato in quattro movimenti che si oppongono e si equilibrano allo stesso tempo (tempo veloce, lento, danzante e molto veloce).

L’uso della forma sonata nei movimenti 1, 2 e 4 (di lunghezza più o meno uguale) è la testimonianza di un senso di proporzioni armoniose ed equilibrate tipicamente mozartiano.

La struttura del Menuetto (decisamente più corto rispetto agli altri tre movimenti) con i suoi gruppi, corrisponde alla forma binaria con ripresa ereditata dalle danze antiche.

L’opera è marcata da una profusione melodica, come ad esempio l’apparizione di un tema contrastante nella codetta del primo movimento totalmente nuovo e inaspettato in quel momento della forma musicale.

La maggior parte dei motivi principali, poi, ricompaiono all’interno di diversi episodi, usati come elemento melodico principale, come controcanto, come linea di basso o come semplice figura d’accompagnamento, tale e quale o variata: nonostante questo essi sono sempre riconoscibili grazie alla loro identità ritmica.

Così il Menuetto è formato da cinque temi elaborati sulla base delle quattro battute iniziali del terzo movimento.

La scrittura contrappuntistica è onnipresente nella sinfonia tanto che la maggior parte dei temi sono oggetto di trattamenti polifonici.

Nel finale, la forma sonata integra diversi episodi fugati, quasi fosse un esercizio di contrappunto fiorito a quattro parti 🙂

La coda vede sovrapporsi il motivo di base del movimento, una successione di quattro semibrevi, con tre altri motivi la cui identità melodico-ritmica è particolare: Mozart introduce ogni motivo in una parte diversa della battuta per rendere percettibile la sovrapposizione.

La ricchezza ritmica è notevole soprattutto nel secondo movimento: ogni tema è caratterizzato da un ritmo proprio.

Certi passaggi, poi, sorprendono per le sovrapposizioni ritmiche piuttosto inedite a quell’epoca.

La Sinfonia K 551 appartiene perfettamente al suo tempo: infatti non sono le novità tecniche della composizione che la rendono … super (come direbbero i francesi 🙂 ), ma soprattutto la qualità eccezionale con la quale queste tecniche sono usate.

Uomo di teatro, Mozart ha la tendenza a drammatizzare il discorso musicale, annunciando il romanticismo nascente, tramite il suo equilibrio formale e tonale o la grazia dei temi principali propria del classicismo.

L’opera è piena di colpi di scena inaspettati: l’introduzione su un motivo d’ispirazione lirica nel primo movimento, il passaggio al modo minore del tono principale nel ponte del movimento lento, successione di opposizioni dinamiche e timbriche nello sviluppo del finale.

La coda stessa della sinfonia ha un approccio lirico della forma dove, come in tutta l’opera buffa dell’epoca, i temi/personaggi si riuniscono per festeggiare la risoluzione dell’intrigo e la fine della rappresentazione.

All’apice del suo genio, Mozart mette dunque il punto finale alla sua ultima sinfonia, unendo con grande audacia (e mai eguagliata) il rigore dello stile fugato dei grandi maestri precedenti con la limpidezza della forma sonata.

Si è voluto vedere, nelle tre ultime composizioni sinfoniche, il suo testamento.

Ma la sua determinazione, in questo periodo in cui comincia l’estrema miseria che vincerà su di lui tre anni più tardi, dà a queste pagine il tono di un’affermazione lucida, di un’altezza e di una grandezza rare.

Anche se il tentativo di un uomo solo può sorpassare il suo dramma intimo, è l’eco della sua vittoria che, ancora oggi, ci tocca dritto al cuore e dà a queste ultime sinfonie tutto il loro valore universale.

La sinfonia dura un po’ più di mezz’ora ed è formata dai seguenti quattro movimenti:

  1. Allegro vivace (4/4, do maggiore, 313 battute)
  2. Andante cantabile (3/4, fa maggiore, 101 battute, con gli archi con la sordina)
  3. Menuetto e Trio (3/4, do maggiore, 87 battute)
  4. Molto allegro (2/2, do maggiore, 423 battute)

L’organico usato da Mozart per questa sinfonia è formato da flauto, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni in do, 2 trombe in do, archi e timpani in do e in sol.

Da notare l’assenza del clarinetto, strumento che tuttavia appassionava Mozart.

Wolfgang Amadeus Mozart: Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K 551 – Partitura

Wolfgang Amadeus Mozart – Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K 551: Allegro vivace – Guida all’ascolto

Wolfgang Amadeus Mozart – Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K 551: Andante cantabile – Guida all’ascolto

Wolfgang Amadeus Mozart – Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K 551: Menuetto e Trio – Guida all’ascolto

Wolfgang Amadeus Mozart – Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K 551: Molto allegro – Guida all’ascolto

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