Wolfgang Amadeus Mozart – Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K551: Allegro vivace – Guida all’ascolto

Mozart_Sinfonia-41-K551_Allegro-vivaceIl primo movimento della Sinfonia n. 41 in do maggiore Jupiter, K551 di Wolfgang Amadeus Mozart è un Allegro vivace in 4/4 nella tonalità di do maggiore, che segue la struttura della forma sonata, anche se qui troviamo, cosa rara per una forma sonata, tre temi molto diversi fra loro al posto dei canonici due: una marcia festosa, un tema galante e un terzo tema tipico dell’opera italiana.

Come nella sinfonia precedente, la n. 40, anche qui non è presente un’introduzione ma Mozart entra subito nel vivo del discorso (ecco il video che ho scelto per fare questa guida all’ascolto).

I tre colpi iniziali, presentati da tutti gli strumenti ad eccezione degli ottoni ad unisono, sono marcati dell’eroismo più trionfante e glorioso: si avverte subito un senso di grandiosità che è il segno caratteristico di questa sinfonia.

Essi sono seguiti da una breve risposta contrastante, più dolce ma dal carattere più dolente, dei violini primi a 00:58 e subito dopo da un ritornello energico e vigoroso animato dagli archi.

L’alternanza tra il fortissimo dell’orchestra e il frammento più dolce dei violini, prelude alla struttura del movimento: dalla loro fusione nasce il primo tema.

Vorrei farti notare qui il ritmo puntato dei fiati che dà a questo passaggio un aspetto di marcia trionfale.

Il flauto e l’oboe portano al tema, a 01:37, durante la sua riesposizione, un colore più luminoso e meno rigido; quanto alla risposta che segue, essa si amplifica e la sua importanza aumenta, fino al ritorno del ritornello che, interrompendosi sull’accordo di dominante, lascia il posto, a 02:32, al secondo tema in sol maggiore dalla melodia debordante di gioia e allegria.

E, mentre l’orchestra tace improvvisamente con una pausa teatrale, prima di esplodere con un fortissimo in una modulazione verso la tonalità minore, a 03:17, vediamo che questa breve folgore luminosa non è che passeggera: infatti l’atmosfera dolce ed affettuosa di questo secondo tema lascia presto il posto ad un tono tragico e pensoso.

Il terzo tema, a 03:51, affidato ai violini primi e secondi, che arriva anch’esso dopo una pausa, con il suo fare disinvolto di aria d’opera buffa, è tratto dall’arietta Un bacio di mano, K 541, composta tre mesi prima per essere inserita in un’opera di Pasquale Anfossi, per il basso Francesco Albertelli, l’interprete viennese del Don Giovanni.

Ed è questo tema di una gaiezza inaspettata, dopo un ritornello della prima parte lasciato alla libera interpretazione del direttore d’orchestra (nel video che ti propongo il ritornello viene eseguito), che va ad essere usato nello sviluppo che è di una vitalità … debordante.

Una breve transizione dei fiati a 07:54, e la melodia si lancia in una tonalità molto lontana dal solo maggiore che abbiamo appena sentito: mi bemolle maggiore.

Nelle sue battute finali, a 08:19, si elabora un contrappunto sempre più serrato con uno scambio alternato tra violini da una parte e viole/violoncelli dall’altra.

Tutto questo sfocia nel ritorno del tema iniziale del movimento a 09:03 in fa maggiore.

Non dobbiamo però lasciarci ingannare: questa infatti è una falsa ripresa (tanto cara ad Haydn che la usava molto spesso per ingannare gli ascoltatori) in quanto la tonalità è, appunto, fa maggiore al posto del do maggiore dell’esposizione, ed anche la continuazione mostra che siamo ancora nella sezione di sviluppo.

Questo primo tema in fa maggiore modula per gradi ascendenti sopra i cromatismi dei fiati, fino ad una cadenza di la minore, a 09:20 che marca il culmine del conflitto.

Le ultime battute riprendono la cadenza del terzo tema su un pedale di sol, a 09:37, prima della ripresa vera e propria a 09:50, più ricca nella sua strumentazione, la cui modifica principale è una trasposizione minore della seconda esposizione del primo tema, a 10,32.

Nello sviluppo Mozart non ha usato il tema di marcia, che quindi si ripresenta, nella ripresa, con rinnovata energia.

E il terzo tema, a 12,4:40, ancora più sciolto e accresciuto da una fanfara, renderà l’affermazione finale ancora più maestosa.

Wolfgang Amadeus Mozart: Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”, K 551 – Partitura

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