Wolfgang Amadeus Mozart – Krönungsmesse (Messa dell’Incoronazione) K 317: Credo – Guida all’ascolto

Mozart_Kronungsmesse-CredoIl Credo della Messa dell’Incoronazione (Krönungsmesse) K 317 di Wolfgang Amadeus Mozart è molto più delicato da eseguire ed interpretare.

Comincia come una sinfonia energica (Allegro molto), solo strumentale, a cui segue l’affermazione certa del dogma, della misericordia che entra nella storia, proposta dal coro: Credo.

Siamo esattamente a 16:16 del video che ho scelto (che è quello l’esecuzione secondo me “storica” fatta da Herbert von Karajan alla testa della Vienna Philharmonic Orchestra il 29 giugno 1985 durante la Messa celebrata dal papa Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro a Roma): qui tutto è saldo, solido, tutto è chiaro.

Su un ostinato degli archi che fa da sostegno, gli ottoni sono potenti, il coro predilige un’unica nota e comunque l’omoritmia prevale sulla polifonia (forse per dare maggior risalto al testo, per esprimere meglio questa certezza che il popolo ha), tutto è forte e gioioso, certo, sicuro.

A livello formale abbiamo il tema principale che arriva fino alle parole et invisibilium, a 16:48, mentre da et in unum Deum (a 16:56) abbiamo un secondo tema e un fugato alle parole descendit de coelis, a 18:07, in cui, ovviamente, prevalgono delle scale discendenti.

Ma a 18:29, con l’Adagio, cambia il clima, l’atmosfera: tutto si ferma, il coro lascia il posto ai solisti, i violini con sordina hanno una linea melodica formata da volatine di biscrome, il resto dell’orchestra praticamente tace (c’è solo qualche intervento degli oboi che sono più di riempitivo che altro).

Et incarnatus est dice il testo in questo momento e la baldanza sentita fino a questo punto lascia il posto allo stupore: Dio, che è origine di tutto, si è fatto carne, è entrato nella storia, è diventato uomo in tutto simile a noi, è venuto sulla terra e ha condiviso la nostra natura umana.

E anche qui le voci sono omoritmiche: tutto è focalizzato su quel Bambino in braccio a sua Madre, tutti gli sguardi sono rivolti a quel punto preciso, senza distrazioni, anche se l’armonia minore ci porta a pensare ad un qualcosa di drammatico che potrebbe succedere.

In questo momento le voci cantano in una tessitura che va verso il grave; tuttavia la nota più acuta cantata dal soprano (mi bemolle) Mozart la pone sulla sillaba Vir- di Virgine (a 18:58), come una luce che illumina quello che c’è intorno.

La stessa omoritmia la ritroviamo a 19:26, ma qui interviene il coro in un grido straziante: crucifixus.

Quell’Uomo, il Figlio di Dio, viene accusato e ucciso ingiustamente dal popolo che Lui stesso si è scelto.

A 19:58 il coro ci invita a guardare quello che sta succedendo: passus e sepultus est, con la fatica di stare davanti a questi fatti, tanto che la parola sepultus viene espressa in pianissimo, quindi praticamente sotto voce, e le sillabe sono divise da pause (a 20:29), cioè dal pianto del popolo che non riesce nemmeno a dire quella parola.

Ma la certezza del Credo iniziale ritorna di nuovo a cominciare dalla parola est: a 20:36 il Tempo I ci propone la ripresa dell’inizio.

Et resurrexit canta ora il coro: la morte non ha più l’ultima parola, accade ora l’imprevedibile, una cosa mai successa nella storia.

E la ripresa iniziale ci guida e ci fa strada fino alla fine del brano, con la stessa baldanza e sicurezza con cui questo pezzo era iniziato, tanto che, curiosamente, Mozart lo fa terminare con le parole Credo in unum Deum, (a 23:17) seguite dall’Amen proposto due volte in modo omofonico.

Wolfgang Amadeus Mozart: Krönungsmesse (Messa dell’Incoronazione) K 317 – Partitura

Wolfgang Amadeus Mozart: Krönungsmesse (Messa dell’Incoronazione) K 317 – Testo (Messale in latino con traduzione in italiano)

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