Wolfgang Amadeus Mozart: Grande Messa in Do minore K 427 (K 417 a) – Introduzione

WolfgangAmadeusMozartLa Grande Messa in do minore K 427 (K 417 a) è un’opera incompleta di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791) scritta tra l’agosto del 1782 e il maggio del 1783 e considerata, insieme al Requiem, come l’apice delle sue opere religiose.

Mozart la compose a Vienna, in procinto di sposarsi con Konstanze Weber e dopo che la sua carriera di compositore di musica sacra presso il principe e arcivescovo Colloredo, a Salisburgo, era terminata.

Quindi è un’opera non scritta su commissione, anzi: è l’unica messa che non gli sia stata commissionata e nella quale il compositore può esprimere liberamente il suo sentimento religioso.

Infatti Mozart aveva fatto un voto: aveva promesso “in cuor suo” di scrivere un’opera come “azione di grazia” per la guarigione di Konstanze, dato che era gravemente malata, come scrive lo stesso Mozart in una lettera a suo padre cinque mesi dopo il suo matrimonio, lettera nella quale è scritto chiaramente che la messa non è finita.

Incompleta, dunque (e non incompiuta come invece lo è il suo Requiem), in quanto manca tutta la parte del Credo che segue l’aria “Et incarnatus est” e nello stesso Credo l’orchestrazione è incompleta (mancano gli archi).

L’Agnus Dei, poi, è del tutto assente.

Il Sanctus è in parte abbozzato.

Molte ipotesi sono state fatte sulle ragioni di questa incompiutezza.

Probabilmente Mozart dovette abbandonare in parte il suo progetto nel mese di maggio 1783, se si fa riferimento al manoscritto incompleto della Biblioteca Nazione di Berlino.

Avendo la necessità di avere un testo completo ad uso liturgico, è probabile che Mozart abbia utilizzato parti di sue messe antecedenti la composizione della messa in do minore.

Per le esecuzioni moderne, ci sono diverse edizioni e ricostruzioni disponibili.

Mozart più tardi ha riutilizzato la musica del Kyrie e del Gloria, quasi senza cambiamenti ad eccezione del testo, per la cantata Davide penitente K 469.

La struttura della messa, divisa in 14 movimenti, che riprende in modo molto tradizionale la liturgia cattolica romana della messa, è la seguente:

1. Kyrie, per soprano e coro: Andante moderato in do minore
2. Gloria, per coro: Allegro vivace in do maggiore

  • Laudamus te, per soprano: Allegro aperto in fa maggiore
  • Gratias agimus, per coro: Adagio in la minore
  • Domine Deus, Rex coelestis, per soprano e contralto: Allegro moderato in re minore
  • Qui tollis peccata mundi, per doppio coro: Largo in sol minore
  • Quoniam tu solus sanctus, per soprano, contralto e tenore: Allegro in mi minore
  • Jesu Christe, per coro: Adagio in do maggiore
  • Cum sancto Spiritu, per coro: Allegro in do maggiore

3. Credo, per coro: Allegro maestoso in do maggiore (schizzo)

  • Et incarnatus est, per soprano: Andante in fa maggiore

4. Sanctus, per doppio coro: Largo in do maggiore

  • Osanna, per coro: Allegro comodo in do maggiore

5. Benedictus, per soli: Allegro comodo in la minore

  • Osanna, per doppio coro: Allegro comodo in do maggiore

La durata è di circa 65 minuti.

La prima esecuzione avvenne a Salisburgo, nell’abbazia benedettina di San Pietro, il 26 ottobre 1783 sotto la direzione dello stesso Mozart e cantata, nella parte del primo soprano, dalla moglie Konstanze.

Questa messa, in cui troviamo combinati insieme diversi elementi come fervore, espressività, intimità, gioia intensa, è scritta per un quartetto di solisti (2 soprani, tenore e basso), un doppio coro, e una grande orchestra formata da flauto, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, archi.

Essa fa trasparire tutta la dimensione dell’opera di Mozart: possiamo ritrovare il suo amore per la vita, l’angoscia di fronte alla morte (in quel periodo suo figlio primogenito muore improvvisamente all’età di due mesi), la fiducia rassicurante in Dio, la sua religiosità e la sua umiltà, il tutto in un’opera molto lirica e spirituale, religiosa, appunto.

Questa grande messa segna una rottura totale con le usanze musicali austriache dell’epoca: ha la dimensione della Messa in si minore di Bach (del quale si sente l’impronta nei vari contrappunti utilizzati da Mozart) o della Missa solemnis di Beethoven e riassume, con il Requiem, tutto il genio del compositore all’apice della sua carriera, tanto che lo stesso Mozart è in qualche modo “trasportato” dalla musica che scrive da restarne fortemente colpito.

Ho accennato all’impronta di Bach: in effetti la vita di Mozart ci illumina su questa influenza, come di quella di Haendel, in quanto il compositore aveva approfondito lo studio di queste musiche.

E questo, ad esempio, possiamo sentirlo nella fuga dell’Osanna o in quella del Cum Sancto Spiritu, mentre possiamo trovare un’allusione all’Alleluja del Messia di Haendel sulla serie di “In excelsis” cantati dal coro ad unisono nel Gloria in excelsis Deo.

Wolfgang Amadeus Mozart: Grande Messa in Do minore K 427 (K 417 a) – Partitura

Wolfgang Amadeus Mozart – Grande Messa in Do minore K 427 (K 417 a): Kyrie – Guida all’ascolto

Wolfgang Amadeus Mozart – Grande Messa in Do minore K 427 (K 417 a): Gloria – Guida all’ascolto

Wolfgang Amadeus Mozart – Grande Messa in Do minore K 427 (K 417 a): Credo – Guida all’ascolto

Wolfgang Amadeus Mozart – Grande Messa in Do minore K 427 (K 417 a): Sanctus e Benedistus – Guida all’ascolto

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