Wolfgang Amadeus Mozart – Grande Messa in Do minore K 427 (K 417 a): Credo – Guida all’ascolto

Mozart_Grande-Messa-K427-CredoWolfgang Amadeus Mozart ha concepito tutta la prima parte del Credo della sua Grande Messa in do minore K 427 (K 417a), fino all’incarnatus est, in un solo movimento, Allegro maestoso: l’intero pezzo si compone così di due sole parti, entrambe incomplete nell’orchestrazione.

Prima di cominciare l’ascolto, ti faccio notare che nella partitura completa di cui trovi il link alla fine dell’articolo, il Credo è messo dopo il Sanctus (esattamente a pagina 108).

Per quanto riguarda l’ascolto, siamo invece esattamente al minuto 36:07 del nostro video.

Fatta questa parentesi, torniamo ora al nostro Mozart 🙂

La parola Credo è ripetuta diverse volte come una bandiera sventolata per affermare la fede del compositore: è nella tonalità di do maggiore, la tonalità della certezza e la scrittura omofona sottolinea la certezza della fede espressa dal coro a cinque voci e sottolineata con veemenza dall’orchestra, in particolare dai corni, con un ritmo uniforme, compatto, regolare, imperterrito ed energico.

Questo brano, fin dall’inizio con la ricca introduzione orchestrale, è pieno rimandi alla musica di Händel, in particolare alle sue Ouvertures.

Ma questo ritmo impetuoso si affievolisce sulla parola descendit, a 39:20, dove una melodia discendente prende il sopravvento perché questo Dio ha deciso di venire al mondo e di entrare carnalmente nella storia dell’uomo.

L’andante Et incarnatus est, a 40:20, di cui una parte è completata con gli abbozzi della messa K 417 ritrovata da Aloïs Schmitt, è una grande aria di più di cento battute per soprano, è il più lungo di tutta la messa.

Esso esprime con una grande ricchezza musicale il mistero più profondo della religione cattolica, l’incarnazione di Dio, il suo abbassamento alla natura umana (il flauto, l’oboe e il fagotto che contrappuntano la voce evocano molto bene la pastorale del presepio, tanto che il ritmo scelto da Mozart è quello cullante della siciliana).

È un brano intenso, dolce, soave, nel quale il virtuosismo vocale diventa di un lirismo meraviglioso, come si può sentire, ad esempio, nel vocalizzo a 42:18 o a 44:53 e comunque in tutti i punti in cui le parole sono “et homo factus est”, in cui una giovane donna tiene in braccio il Dio fatto uomo, Gesù.

È l’inno di riconoscenza dell’uomo riscattato che cerca di raggiungere in cielo il canto sopracuto e libero degli angeli: queste sono tra le pagine più belle della musica religiosa mozartiana.

Questo è il cuore di tutta la messa che, secondo il biografo G. K. Nissen di Leizpig, era destinata a celebrare la nascita del primo figlio di Mozart: si capisce quindi tutta la cura che il compositore ha messo per scrivere queste pagine.

Il resto del Credo, quando c’è, è costituito da aggiunte realizzate da Robert D. Levin in seguito ad un lavoro di ricerca e di raggruppamento di vari documenti e scritti.

Wolfgang Amadeus Mozart: Grande Messa in Do minore K 427 (K 417 a) – Partitura

Wolfgang Amadeus Mozart: Grande Messa in Do minore K 427 (K 417 a) – Testo (Messale in latino con traduzione in italiano)

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