Wolfgang Amadeus Mozart: Exsultate, jubilate – Introduzione

WolfgangAmadeusMozartExsultate, jubilate, K. 165, è un mottetto composto da Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791) nel gennaio 1773, all’età di 17 anni.

È un mottetto per soprano e orchestra (composta da due violini, viola, contrabbasso, due oboi, due corni e organo o clavicembalo), scritto durante il terzo viaggio in Italia di Mozart per il castrato Venanzio Rauzzini che il compositore conosceva bene in quanto era stato l’interprete del ruolo di Cecilio nell’opera Lucio Silla.

Fu scritto a Milano tra il 10 e il 16 gennaio 1773 ed eseguito, per la prima volta, il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, nel convento dei Teatini che si trova presso la chiesa di Sant’Antonio Abate a Milano.

In seguito Mozart tornerà su questo mottetto rivedendolo: questa nuova versione presenta due flauti al posto dei due oboi.

Questo mottetto, della durata di circa 15 minuti, è diviso in quattro parti:

  1. Exsultate, jubilate: Allegro (in Fa maggiore) di 129 battute
  2. Fulget amica dies: recitativo di 12 battute
  3. Tu virginum corona: Andante (in La maggiore) di 115 battute
  4. Alleluja: Allegro (in Fa maggiore) di 159 battute

Guardando questa struttura (che, se escludiamo il breve recitativo, possiamo riassumere in allegro-lento-allegro), alcuni studiosi mozartiani vedono in Exsultate, jubilate la forma di una breve sinfonia, come quelle che Mozart scrisse dopo essere tornato a Salisburgo da questo viaggio italiano.

Il termine mottetto, per questo motivo, deve essere inteso secondo la definizione di Johann Joachim Quantz (nella sua opera del 1752, intitolata Versuch einer anweisung die floete traversiere zu spielen mit verschiedenen zur befoerderung des guten gesmacks in der pracktischen musik dienltchen anmerkungen begleitet und mitten exempeln erlautert), cioè una cantata per solista secondo lo schema della sinfonia italiana.

Notiamo anche che Mozart inserisce delle pause orchestrali che lasciano spazio al solista di improvvisare delle piccole cadenze, esattamente come avviene in un concerto strumentale.

Il movimento lento, “Tu virginum corona”, è un omaggio alla Vergine Maria, mentre l’allegro finale, che ha come testo la sola parola “Alleluia”, è un vero e proprio “tour de force per il solista, in quanto è pieno di vocalizzi e di prodezze vocali che portano l’esecutore a raggiungere, alla fine, un do acuto.

Qui Mozart potrebbe aver voluto inserire un riferimento al belcanto italiano, molto apprezzato nella Vienna del ‘700.

La parte solista, affidata generalmente ad un soprano, può essere interpretata anche da un mezzosoprano: è il caso di Cecilia Bartoli che ha eseguito Exsultate, jubilate sotto la direzione di Claudio Abbado (versione che ti proporrò di ascoltare).

Inoltre possiamo anche trovare esecuzioni di questo mottetto nella riduzione per voce e pianoforte o organo.

Una piccola nota prima di chiudere questa introduzione: Mozart è l’unico compositore ad aver musicato il testo dell’Exsultate, jubilate.

Wolfgang Amadeus Mozart: Exsultate, jubilate – Testo

Wolfgang Amadeus Mozart: Exsultate, jubilate – Partitura

Wolfgang Amadeus Mozart: Exsultate, jubilate – Guida all’ascolto

One thought on “Wolfgang Amadeus Mozart: Exsultate, jubilate – Introduzione

  1. Andrea said:

    L’ho sempre amato ‘sto pezzo 🙂

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