Wolfgang Amadeus Mozart: Adagio e Fuga in do minore KV 546 – Introduzione

WolfgangAmadeusMozartAll’origine dell’Adagio e Fuga in do minore KV 546 di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791) troviamo una fuga per due fortepiani composta da Mozart a Vienna il 29 dicembre 1783, la Fuga in do minore KV 426.

Il soggetto di questa fuga potrebbe essere stato preso o da un quartetto in la di Boccherini oppure dal balletto Gli Orazi e Curiazi composto da Jean Georges Noverre negli anni 1770.

Più di quattro anni dopo, il 26 giugno 1788, Mozart riprese questa pagina, la trascrisse per quartetto (o orchestra) d’archi e aggiunse un preludio (un “Adagio a due violini, viola e basso per una fuga che scrissi tempo fa”, come scrisse lo stesso compositore) non molto lungo che rinforza la gravità e il carattere solenne e serio della fuga.

Non si sa esattamente il motivo di questa ripresa che potrebbe benissimo essere quello economico (in questo modo si poteva anche giustificare la vendita, nello stesso anno, delle due opere separate da parte dell’editore Hoffmeister di Vienna).

La complessità di questo pezzo mostra a che punto Mozart aveva assimilato le lezioni di Johann Sebastian Bach e di Georg Friedrich Händel, due compositori ai quali fu iniziato a Vienna dal Barone Gottfried van Swieten, diplomatico austriaco, nel 1782.

Mozart aveva già una grande cultura europea, conosceva piuttosto bene gli ambienti culturali dell’Europa, i loro gusti e le loro tradizioni, avendo viaggiato molto in questi paesi fin da piccolo e aveva già una passione per le opere di Bach e Händel così come per le opere di Carl Philipp Emanuel e Wilhelm Friedemann, figli di Bach.

Van Swieten, da parte sua, era un grande appassionato di musica (aveva anche composto delle sinfonie) nonché ambasciatore rinomato a Parigi, Varsavia e a Berlino, città dove aveva avuto la possibilità di venire in contatto con le opere di grandi compositori.

Per questo, una volta tornato a Vienna, aveva deciso di organizzare nella sua casa, in cui aveva una biblioteca molto fornita, degli incontri musicali ed esecuzioni della musica di Bach e Händel che permisero a Mozart di conoscere e studiare da vicino le loro opere contrappuntistiche, come il Clavicembalo ben temperato e l’Arte della fuga del primo e gli Oratori del secondo.

L’incontro fra i due uomini, quindi, ebbe grande importanza nell’evoluzione dello stile mozartiano: grazie infatti a questo tipo di studi, la musica di Mozart cominciò a spostarsi verso uno stile più contrappuntistico, quindi più severo ed elaborato, ben lontano dallo stile galante e dalla musica d’intrattenimento.

Complice di tutto questo anche la moglie di Mozart, Costanza, che apprezzava sempre di più lo stile contrappuntistico tanto che Mozart stesso scrisse nel 1783:

Quando Costanza udì le fughe, se ne innamorò tanto che ora desidera ascoltare solo fughe, specie di Händel o di Bach.
Avendomi sentito improvvisarne qualcuna, mi chiese se ne avevo già scritte.
Le risposi di no e lei se ne dispiacque moltissimo, specie per il fatto che avevo trascurato proprio ciò che più è bello ed artistico in musica.
E non cessò di pregarmi fino a che non ne ebbi scritta una
”.

L’Adagio e Fuga in do minore KV 546 è un’opera molto profonda, con un senso di inquietudine dentro, un brano scritto per riflettere, attraverso un cammino interiore e di meditazione (questo pezzo è stato scritto tre anni prima della sua morte, anni in cui Mozart ha avuto molti problemi economici e di salute).

Wolfgang Amadeus Mozart: Adagio e Fuga in do minore KV 546 – Partitura

Wolfgang Amadeus Mozart: Adagio e Fuga in do minore KV 546 – Guida all’ascolto

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