Wolfgang Amadeus Mozart: Adagio e Fuga in do minore KV 546 – Guida all’ascolto

Mozart_Adagio-e-FugaL’Adagio introduttivo dell’Adagio e Fuga in do minore KV 546 di Wolfgang Amadeus Mozart ha la funzione di preludio, drammatico, e apre la composizione con toni cupi, grazie ad un ritmo solenne, puntato, staccato, fiero e vigoroso, caratterizzato da un ampio slancio melodico verso l’alto, in forte (questo è il video che ho scelto).

Ad esso si contrappone, in piano, una seconda idea melodica a 00:22, più tenera e affettuosa che, da 00:42, si alterna al frammento melodico iniziale in un dialogo che proseguirà fino alla fine dell’Adagio.

Questo secondo elemento, al contrario del primo che ha ampi salti verso l’alto (come ho appena detto), è invece basato su intervalli molto piccoli, di seconda e di terza che conferiscono a questo frammento un andamento dolente, sommesso e accorato, il tutto suonato piano.

Si ha quasi l’impressione che con questa seconda idea Mozart voglia proporci una pausa di riflessione.

L’Adagio si chiude, a 04:05, con un accordo di dominante tenuto lungo da tutti e quattro gli strumenti.

La Fuga a quattro voci successiva, che inizia subito dopo, a 04:12 , è imponente, con una struttura dalla grande stabilità a livello costruttivo e di grande respiro ed equilibrio, ma non accademica: i procedimenti contrappuntistici barocchi sono qui rivisti da Mozart che usa il materiale musicale con grande semplicità e limpidezza per farci entrare nel suo mondo sonoro, un mondo che qui acquista un valore religioso, mistico, carico di tensione.

E in tutto questo Mozart anticipa quella che sarà la musica del secolo successivo: arte nobile, intellettuale e spirituale.

Il soggetto (nome usato per indicare il tema principale in un fuga) è molto austero ed è caratterizzato da ampi salti mentre il controsoggetto (nome dato al controcanto in una fuga) ci propone intervalli piccoli, dando a tutto l’insieme un carattere cromatico: lo puoi sentire al violoncello per la prima volta quando la viola entra proponendo il soggetto, poi sarà proposto dalla viola in contrapposizione al violino II che propone il soggetto e, infine, da questo strumento quando il soggetto è proposto dal violino I.

Le entrate del soggetto stesso, dopo questa esposizione, si susseguono senza soluzione di continuità, elaborate sempre in modo diverso, con grande cura da parte di Mozart nell’usare in modo assolutamente impeccabile i diversi strumenti orchestrali (sono sempre messe molto in evidenza nel video che ho scelto quindi non ti sarà difficile riconoscerlo).

Vengono qui usati tutti gli artifici contrappuntistici con tecnica e padronanza, segno che Mozart aveva assimilato il contrappunto bachiano.

Nonostante questo, l’elaborazione del soggetto e del controsoggetto a volte è molto personale e intima, dando all’intera Fuga una scorrevolezza, agilità e linearità nel discorso musicale che ci stupisce.

Lo stretto (nome usato per indicare la parte terminale della fuga) finale a 07:11, caratterizzato d entrate molto ravvicinate del soggetto da parte di tutte le voci, conclude la fuga in modo maestoso e solenne.

Wolfgang Amadeus Mozart: Adagio e Fuga in do minore KV 546 – Partitura

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