Il Trillo

trilloIl trillo è un abbellimento musicale consistente nella ripetizione alternata e rapida della nota reale scritta e di quella superiore (mai inferiore), che è sempre per grado congiunto (quindi a distanza di tono o semitono) per tutta la sua durata, che è stabilita dal valore della nota principale.

Non è possibile quantificare, a priori, la quantità di note impiegate e il valore delle singole note perché sia il numero che la durata di queste varia a seconda dell’andamento del brano (Adagio, Allegro, ecc), dal carattere del pezzo e dalla sensibilità stilistica dell’esecutore: è possibile, ad esempio, per scelta personale o dettata dall’estetica del brano, accentuare la prima nota facendola durare più a lungo di tutte le altre note che formano il trillo.

Viene contrassegnato con la sigla “tr” seguita da una linea ondulata a serpentina lungo tutta la durata della nota o, comunque, per l’intera durata del trillo:

TrilloSimbolo

Il trillo si è affermato agli inizi del secolo XIX con i pianisti viennesi Hummel, Moscheles, Czerny; nella musica romantica, con Chopin, Schumann o Liszt, viene usato grande varietà di modi.

Il trillo può essere:

  • diretto quando comincia con la nota reale e termina con quella superiore
  • rovesciato o indiretto quando comincia con una nota (che può essere un’acciaccatura) superiore o inferiore alla nota reale
  • doppio quando è eseguito su due suoni sovrapposti, normalmente ad intervallo di terza, maggiore o minore
  • con preparazione quando ci sono delle note (tipo acciaccature scritte davanti alla nota reale) di piccolo valore prima dell’inizio del trillo vero e proprio.
    Se l’ultima nota della preparazione corrisponde alla nota superiore, questa causa il rovesciamento del trillo
  • con chiusura quando, alla fine del trillo (davanti alla nota che segue il trillo stesso), ci sono delle note di passaggio, anche in questo caso come delle acciaccature, quindi eseguite con una durata inferiore a quelle delle note del trillo stesso
  • con alterazione quando trovo un’alterazione (bemolle, diesis o bequadro) sopra il simbolo stesso del trillo che si riferisce alla nota ausiliaria
  • posto su una nota puntata: il suo valore, in questo caso, dura fino alla durata della nota reale escluso il punto, che sarà occupato dalla nota reale
  • posto su due note legate: il suo valore dura fino alla durata della nota reale esclusa la nota legata
  • misurato quando, a seconda dell’andamento del brano, ci sono figure ritmiche prestabilite
  • libero quando posso effettuare variazioni, per la durata dell’intero trillo, sia di velocità, sia di intensità di suono, sia infine di interpretazione.

Nel caso la nota successiva a quella abbellita sia uguale alla precedente, bisogna evitare di ripetere la nota reale prima di tale nota.

Nella musica vocale il trillo è uno degli abbellimenti più usati, soprattutto nelle opere in stile belcantistico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

CLICCA QUI e scarica subito l'E-BOOK GRATUITO: “Guida all’ascolto dello Stabat Mater di Antonín Dvorák”

Segui guidaallascolto sui Social Network!

Come trovi questo sito?

Eccellente
Ottimo
Buono
Così così
Scadente
Pessimo
No comment