Sergej Rachmaninov – Rapsodia su un tema di Paganini op. 43: Guida all’ascolto (var. 19-24)

Rachmaninov_Rapsodia-su-un-tema-di-Paganini3Ciao,

terminiamo, con questo articolo, la nostra guida all’ascolto della Rapsodia su un tema di Paganini di Sergej Rachmaninov, andando ad ascoltare quello che in teoria è considerato come l’ultimo movimento (il finale) del brano: le variazioni che vanno dalla numero 19 alla numero 24, l’ultima della serie.

Partiamo dunque dalla Diciannovesima variazione che troviamo al minuto 16:34 del video che ho scelto per fare questa guida all’ascolto.

Questa variazione è costruita sugli arpeggi del pianoforte eseguiti nella regione acuta dello strumento; gli archi punteggiano qua e là con qualche accordo, mentre clarinetti e corni si inseriscono due volte con qualche notina in piano.

A 16:58, con “Un poco più vivo, inizia la Ventesima variazione: sull’ostinato dei violini in quartine di semicrome, il pianoforte fa sentire il tema originale di Paganini ma in modo scheletrico, cioè mettendo solo le note principali, diciamo così.

In questo modo Rachmaninov introduce un nuovo elemento ritmico (una nota croma, una pausa semicroma e una nota semicroma) che caratterizza tutta questa variazione: ovviamente questa figurazione ritmica è ricavata dal tema originale.

Essa viene poi ripresa, nella seconda parte della variazione, dalle viole e dai violoncelli mentre l’ostinato dei violini passa ai flauti e ai clarinetti.

Sopra questo movimento, l’incipit del tema paganiniano viene proposto sia dai fiati che dai violini.

Nella variazione successiva, la Ventunesima che troviamo a 17:33, le quartine di semicrome lasciano il posto alle terzine di crome del pianoforte.

Queste terzine saranno riprese dagli altri strumenti dell’orchestra qui e là per sottolineare qualche passaggio particolare, mentre negli archi ritroviamo, di tanto in tanto, l’incipit del tema di Paganini.

La Ventiduesima variazione, (Un poco più vivo), a 17:57, inizia con timpani, pianoforte (che ha solo accordi staccati da eseguire in modo “marziale”, scrive Rachmaninov in partitura), violini secondi e violoncelli, in pianissimo nella regione grave degli strumenti.

Le viole e i violini primi, in alternanza, propongono l’incipit del tema originale.

A mano a mano si aggiungono altri strumenti, la regione acuta dell’orchestra viene guadagnata e gli accordi del pianoforte si intensificano sia ritmicamente sia come numero di note da suonare.

Dopo un accordo sforzato di tutta l’orchestra, il pianoforte propone una serie di scale prima e di arpeggi poi a cui il resto dell’orchestra si contrappone o con note lunghe, o con accordi o con il solito incipit paganiniano, finché si arriva alla cadenza solistica del pianoforte che sfocia direttamente sulla Ventitreesima variazione, a 19:35.

Il tema originale viene proposto dapprima dal pianoforte e poi dagli altri strumenti dell’intera orchestra che lasciano spazio, alla fine di questa variazione, ad una nuova cadenza del pianoforte che, anche in questo caso, ci porta direttamente alla variazione successiva, la Ventiquattresima, l’ultima di tutto il brano, a 20:24.

Ritornano le terzine di crome che inizialmente la fanno da padrone.

Il pianoforte è il protagonista e gli altri strumenti, pochi, intervengono con brevi frammenti per sottolineare questa o quella situazione.

Con un Più vivo, le terzine lasciano il posto alle quartine di semicrome del pianoforte fino a che, con un “fortissimo sforzato e pesante”, Rachmaninov propone di nuovo, agli ottoni, il tema del Dies irae.

I successivi accordi del tutti ci portano verso il finale della rapsodia che però termina, in pianissimo con un semplice arpeggio del pianoforte sul pizzicato degli archi.

Sergej Rachmaninov – Rapsodia su un tema di Paganini op. 43: Partitura

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