Sergej Rachmaninov: Concerto n. 3 in re minore per pianoforte e orchestra, op. 30 – Introduzione

Eseguito per la prima volta dall’autore il 28 novembre 1909 al Metropolitan Opera House di New York, con la New York Symphony Orchestra diretta da Walter Damrosch, il Concerto n. 3 in re minore per pianoforte e orchestra, op. 30 del compositore russo Sergej Rachmaninov (1883 – 1943), contemporaneo del poema sinfonico L’isola dei morti e della prima sonata per pianoforte, fu scritto fra la primavera e l’autunno del 1909 a Ivanovka, proprietà di campagna della famiglia.

Popolare quanto il Secondo concerto, questo è di proporzioni più vaste e di una parte pianistica particolarmente … carica ed estremamente virtuosistica, facendone una tra le opere più difficili di tutto il repertorio pianistico, tanto che per la sua esecuzione in pubblico l’interprete deve dimostrare una vera e propria abilità artistica.

Rachmaninov scrisse questo lavoro per la sua prima tournée negli Stati Uniti (da cui si aspettava onori e guadagni), e anche per dimostrare il suo talento di compositore e, soprattutto, di pianista, anche se lui stesso aveva difficoltà ad eseguirlo (Josef Hofmann, pianista dedicatario dell’opera e che Rachmaninov considerava migliore di lui, non ha mai provato a suonarlo, dicendo che questo concerto “non era fatto per lui”).

L’opera fu eseguita qualche settimana dopo la prima alla Carnegie Hall, con la New York Philharmonic diretta da Gustav Mahler e fu pubblicata nel 1910 da Gutheil.

La prima esecuzione russa avvenne il 4 aprile 1910 con l’Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Evgenij Plotnikov, e il concerto fu accolto dal favore della critica (cosa non avvenuta dopo la prima esecuzione a New York).

In Inghilterra fu eseguito da George Thalben-Ball al Royal College of Music di Londra.

Nel 1996 fu usato nel film di Scott Hicks Shine, nel quale viene narrata la storia del famoso pianista australiano David Helfgott, che suona “l’opera più difficile del mondo“ durante una competizione al Royal College of Music d’Inghilterra.

Il concerto segue la struttura classica in tre movimenti:

  • Allegro ma non troppo
  • Intermezzo: Adagio
  • Finale: Alla breve.

L’ampio organico orchestrale (tardo-ottocentesco) è formato dal pianoforte solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, piatti, grancassa, tamburo e archi.

La sua esecuzione dura tra i 41 e i 43 minuti.

Sergei Rachmaninov: Concerto per pianoforte e orchestra No. 3 Op. 30 – Partitura

Sergei Rachmaninov: Concerto per pianoforte e orchestra No. 3 Op. 30 – Guida all’ascolto

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