Robert Schumann: Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54 – Introduzione

Finita la Prima sinfonia all’inizio del 1841, Robert Schumann (1810 – 1856) compose per la moglie Clara una Fantasia in la minore per pianoforte e orchestra.

È questo pezzo che diventerà, quattro anni più tardi, il primo movimento del Concerto per pianoforte e orchestra (unico concerto per pianoforte portato a termine dal compositore), terminato nel 1845, pubblicato da Breitkopf & Härtel di Lipsia nel 1846 e dedicato al pianista e compositore Ferdinand Hiller.

Questo perché l’editore si rifiutò di pubblicare il solo Allegro affettuoso, considerandolo poco … vendibile!

E sarà Clara Schumann che lo eseguirà diverse volte: per la prima volta all’Hotel de Saxe di Dresda il 4 dicembre 1845 con l’orchestra diretta da Ferdinand Hiller, il 1° gennaio 1846 alla Gewandhaus Saal di Leipzig, sotto la direzione di Felix Mendelssohn e, in seguito, a Vienna e a Praga sotto la direzione dello stesso Schumann.

Il Concerto per pianoforte e orchestra, un unicum nella sua concezione e composizione intima, nella quale la melodia si sviluppa con spontanea abbondanza, è tra le opere più belle e più significative della genialità schumanniana.

Lontano dalla drammaticità beethoveniano e dalla virtuosità che andava di moda in quel momento, la partitura è “qualcosa tra il concerto, la sinfonia e la grande sonata”, secondo lo stesso Schumann, una sorta di poema musicale al quale il pianoforte concorre accordato ad un’orchestrazione trasparente tipica della musica da camera, mai invadente, dialogando piacevolmente con ogni gruppo di strumenti, senza nessuna volontà di dominazione da parte sua.

E proprio per la mancanza di virtuosismo il concerto non ebbe, per la critica, un successo immediato (mentre fu apprezzato dal pubblico sin dalla prima esecuzione): Schumann, la cui mano destra era rovinata dal 1832, si era infatti allontanato dalla virtuosità nelle sue opere (aveva confidato a Clara: “Non posso scrivere un concerto virtuosistico: bisogna che immagino qualche altra cosa”).

Nonostante ciò, questo capolavoro oggi ha un posto preponderante nel repertorio dei concertisti, come il favore di un pubblico continuamente conquistato dal suo straordinario lirismo.

Il concerto è diviso in tre movimenti (Allegro affettuoso in la minore, Intermezzo: Andantino grazioso in fa maggiore e Allegro vivace in la maggiore, che si collega direttamente all’Intermezzo senza interruzione) e vede un organico orchestrale composto da 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani e archi oltre, ovviamente, al pianoforte solista.

Il primo e il terzo movimento sono in forma-sonata, mentre l’Andantino grazioso centrale è in in forma di lied con l’aggiunta di una Coda finale.

Il tema iniziale del primo movimento, che ritroviamo alla fine del secondo, si inspira ad uno dei temi principali dell’Olandese volante di Richard Wagner.

Il manoscritto autografo del Concerto, solo esemplare conosciuto, di circa 200 pagine, fu venduto da Sotheby’s a Londra nel 1989, fu acquistato dal libraio e violinista dilettante di Oxford Albi Rosenthal per la somma de 880.000 livres ed oggi è consultabile in una biblioteca tedesca.

Schumann: Concerto per pianoforte e orchestra op. 54 – Partitura

Robert Schumann: Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54 – Guida all’ascolto

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