Richard Wagner – Der Fliegende Holländer (“L’olandese volante” o “Il vascello fantasma”): Ouverture – Introduzione

RichardWagnerDer Fliegende Holländer (opera conosciuta in italiano con il titolo L’olandese volante ma anche come Il vascello fantasma per un problema di … diritti d’autore) è la quarta opera di Richard Wagner (1813 – 1883).

Composta tra il 1839 e il 1841 e rappresentata per la prima volta al Semperoper di Dresda il 2 gennaio 1843, sotto la direzione del compositore, quest’opera, originalmente in un atto unico ma oggi rappresentata nella versione in tre atti (probabilmente per questioni pratiche, dove Wagner aggiunse due conclusioni convenzionali, come nella tradizione, alla fine di ogni atto e il finale dove il tema della redenzione si trasforma in una trasfigurazione d’impronta romantica), segna una transizione tra lo stile dominante dell’opera della prima metà del XIX secolo e la rivoluzione formale alla quale Wagner aspirava.

In essa troviamo, infatti, già alcuni dei grandi temi del mondo wagneriano, come il peregrinare, l’arrivo di un personaggio sconosciuto, il carattere leggendario dell’intrigo, del mito, il sacrificio e la redenzione grazie all’amore.

Inoltre Wagner gioca con la trama musicale inserendo dei leit-motive che tornano durante tutta l’opera.

Ancora: egli porta un cambiamento nell’ouverture tradizionale nella quale viene presentato un riassunto musicale, diciamo così, dell’azione scenica che seguirà subito dopo, mentre Wagner inserisce già la continuità orchestrale proponendo così fin da subito l’atmosfera e l’ambiente minacciante, in questo caso, che pesa sui personaggi: essa è un prologo ideale.

Qui le forme chiuse (cioè arie o recitativi) non ci sono più: la melodia (e la musica) procede quasi senza interruzioni.

La storia la si trova in una leggenda superstiziosa della letteratura nordica (che Wagner conosceva bene, secondo alcune fonti) diffusa tra i marinai in seguito al naufragio durante una tempesta di un vascello olandese il cui comandante è condannato, per non aver voluto arrendersi alla tempesta, a vagare senza posa sul suo vascello fino al giorno del giudizio spaventando i naviganti, finché l’amore di una giovane fanciulla non riesca a redimerlo.

Questa leggenda ispirò, nel 1834, una novella al poeta tedesco Heinrich Heine che, unita ad altri elementi della leggenda, servì come tema per il libretto dell’opera che Wagner scrisse durante un viaggio con la sua famiglia per nel 1839: a causa di forti debiti, egli decise di andare a Parigi ma fu costretto ad un lungo giro per scappare alla polizia.

Si imbarcò dunque su una nave commerciale in direzione dell’Inghilterra ma a causa di una grande tempesta scoppiata in mare, giorni dopo il comandante fu obbligato a fare uno scalo in un fiordo norvegese.

È in quell’occasione che Wagner sente le grida e i canti dei marinai del luogo e questo diventerà il canto dei marinai nell’opera, così come qui sente per la prima la parola tjenta (che significa ragazza) che diverrà il nome dell’eroina dell’opera: Senta.

Nel 1860 Wagner fece delle modifiche a tutta la partitura (e oggi questa è la versione rappresentata) e in particolar modo dell’ouverture, adattandola per una esecuzione in concerto a Parigi: questo pezzo ha una grande popolarità.
In essa ritroviamo l’atmosfera che riflette gli stati d’animo dei personaggi sul vascello durante la tempesta del mare, ritroviamo i vari leit-motive così come alcuni elementi musicali ricorrenti quali il cromatismo, intervalli di quarte, quinte e diminuiti, la struttura in tre parti (Allegro con brio, Andante, Allegro con brio) costruite intorno ai temi principali: il tema dell’Olandese (basato su delle quinte vuote), quello della redenzione di Senta e quello del coro dei marinai norvegesi.

In quest’opera, ogni volta che questi temi ritornano, Wagner ci mostra la situazione drammatica, il personaggio o il clima emotivo da cui sono scaturiti.

Oggi l’Olandese volante fa parte del repertorio dei più grandi teatri nazionali.

L’organico orchestrale usato vede un ottavino, 2 flauti, 2 oboi, un corno inglese, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 2 cornette, 3 tromboni, una tuba, timpani, arpa e archi.

Richard Wagner – Der Fliegende Holländer (“L’olandese volante” o “Il vascello fantasma”): Ouverture – Partitura

Richard Wagner – Der Fliegende Holländer (“L’olandese volante” o “Il vascello fantasma”): Ouverture – Trama dell’opera

Richard Wagner – Der Fliegende Holländer (“L’olandese volante” o “Il vascello fantasma”): Ouverture – Guida all’ascolto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

CLICCA QUI e scarica subito l'E-BOOK GRATUITO: “Guida all’ascolto dello Stabat Mater di Antonín Dvorák”

Segui guidaallascolto sui Social Network!

Come trovi questo sito?

Eccellente
Ottimo
Buono
Così così
Scadente
Pessimo
No comment