La politonalità

politonalita'La politonalità è un procedimento compositivo apparso verso la fine del XIX secolo, grazie al quale vengono sovrapposti simultaneamente due o più elementi musicali appartenenti ognuno ad una tonalità differente all’interno della stessa composizione.

I compositori che hanno usato questo procedimento lo hanno fatto più per una ricerca nello sviluppo del linguaggio contrappuntistico e armonico piuttosto che per rinnovare il sistema tonale classico e contrapporsi ad esso, dando così una nuova interpretazione ampliando il discorso tonale che non viene abbandonato nei suoi principi teorici.

Si trovano alcuni esempi di brani politonali già prima del XIX secolo, ma sono brani isolati in cui questo procedimento viene usato per raggiungere scopi precisi (spesso parodistici o comici) o per ottenere particolari effetti coloristici.

Troviamo un procedimento bitonale in Der Judentanz (1544) di Hans Neusiedler, in Battaglia (1673) di Heinrich Ignaz Franz Biber o in Ein Musikaler Spass (1787) di Wolfgang Amadeus Mozart.

Le prime manifestazioni della politonalità moderna le troviamo in alcune opere della fine dell’ ‘800, come Il sogno di Alfred Bruneau o La vocazione, secondo pezzo de Il figlio delle stelle di Erik Satie.

Ma è a partire dal primi anni del ‘900 che lo sviluppo di questa tecnica compositiva comincerà a crescere per arrivare al suo periodo di maggior uso, intorno al 1923, con le composizioni di Béla Bartók (Quattordici bagatelle, 1908), Charles Ives (Variations on America), Igor Stravinskij (Petrushka, 1911) e Claude Debussy “Preludi, Libro II, 1913).

I più grandi compositori del XX secolo (in particolare i compositori appartenenti alle correnti neoclassiche del ‘900) si sono cimentati con essa, ognuno in modo assolutamente personale: Claude Debussy, Erik Satie, Charles Koechlin, Albert Roussel, Charles Ives, Maurice Ravel, Igor Stravinsky, Arthur Honegger, Alexandre Tansman, Émile Goué o ancora Darius Milhaud che userà la politonalità come un principio usuale di scrittura musicale.

Ma l’opera che rese famosa la bitonalità è il balletto Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij dalla quale furono influenzati ed ispirati altri compositori, come Béla Bartók, con il suo Il mandarino meraviglioso, o i componenti del Gruppo dei Sei in modo particolare.

Oggi la politonalità non è più largamente usata; tuttavia essa è usata dai compositori neo-tonali o postmoderni come alternativa all’atonalità, alla dodecafonia o al serialismo.

Due esempi sono Philip Glass e John Adam.

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