La nota musicale

nota-musicaleLa nota musicale è un segno, un simbolo grafico che rappresenta per convenzione un suono, la sua altezza e la sua durata nel tempo.

Nel sistema musicale occidentale le note sono rappresentate con dei cerchietti vuoti o pieni (chiamati testa della nota), posti sul pentagramma, a cui possiamo trovare attaccate delle gambe e/o delle codette (come puoi vedere nell’immagine che ho messo qui di fianco) a seconda del loro valore.

Quindi una nota ci dice l’esatta altezza di un suono e l’esatta durata di quel suono nel tempo.

Ogni nota ha un nome specifico: nel nostro sistema musicale, le note sono sette e sono indicate dai nomi do (in origine ut), re, mi, fa, sol, la, si.

L’uso di questi nomi è attribuito a Guido d’Arezzo e corrispondono alle sillabe iniziali dei primi sei versetti dell’inno Ut queant laxis (espediente usato per far meglio memorizzare il nome ai cantori):

«Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum,
Sancte Iohannes»

Nei paesi anglosassoni, invece, le note vengono chiamate con le lettere (da qui la dicitura di notazione letterale o notazione anglosassone: a, b, c, d, e, f, g, che corrispondono rispettivamente alle note la, si, do, re, mi, fa, sol.

Nei paesi teutonici, infine, troviamo questa nomenclatura: a, b, c, d, e, f, g, h, che corrispondono alle note la, si bemolle, do, re, mi, fa, sol, la, si bequadro.

Il bemolle e il bequadro indicati qui sopra sono chiamati, insieme al diesis, al doppio diesis e al doppio bemolle, accidenti o alterazioni e vengono posti sul pentagramma subito prima della nota interessata: attraverso questi segni la nota diventa più alta (diesis e doppio diesis) o più bassa (bemolle e doppio bemolle) rispetto alla nota scritta, mentre il bequadro elimina l’effetto di queste quattro alterazioni.

Nel caso qui sopra, ad esempio, il si bemolle sarà una nota più bassa rispetto al si semplice, detto si naturale.

Il valore delle note si fece importante con la nascita della polifonica, quando cioè cominciò ad esserci la necessità di sapere esattamente quanto durassero i suoni di una determinata melodia rispetto a quelli di un’altra linea melodica che veniva eseguita simultaneamente.

Oggi i valori più usati sono quelli di:

  • intero o semibreve
  • metà o minima
  • quarto o semiminima
  • ottavo o croma
  • sedicesimo o semicroma
  • trentaduesimo o biscroma
  • sessantaquattresimo o semibiscroma.

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