Maurice Ravel: Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore – Introduzione

Dei due concerti per pianoforte, concepiti simultaneamente da Maurice Ravel (1875 – 1937) verso la fine del 1929, il Concerto in sol maggiore (la penultima partitura della sua produzione) fu terminato nell’autunno del 1931.

Esso fu richiesto al compositore da Sergej Aleksandrovič Kusevickij (1874 – 1951) -, che voleva celebrare il cinquantesimo anniversario dell’Orchestra sinfonica di Boston durante la stagione 1930 – 1931 con un festival di nuove opere.

Fu eseguito per la prima volta il 14 gennaio 1932 a Parigi, ai Concerts Lamoureux della Sala Pleyel sotto la direzione del compositore con Marguerite Long, a cui il concerto è dedicato, al pianoforte.

Presto Ravel cominciò, insieme alla sua interprete, una tournée di tre mesi in tutta l’Europa per presentare il concerto, accolto ovunque con grande successo.

Il compositore inizialmente voleva intitolare l’opera divertissement ed è vero che il virtuosismo della scrittura pianistica non è equiparabile a quella dell’orchestra (in particolare quella dei fiati).

Ravel, comunque, voleva mettere in rilievo la struttura classica del genere e, nelle sue intenzioni, fece riferimento sia a Mozart, il suo modello assoluto sul piano formale, sia a Saint-Saëns per l’effetto brillante, da cui, alla fine, optò per chiamarlo Concerto,

considerando che questo titolo è abbastanza esplicito per quanto riguarda il carattere della musica dalla quale è formato”,

dice lo stesso compositore.

A questo proposito, in un’intervista al giornale olandese De Telegraaf, Ravel disse:

È un “divertissement” nel quale due movimenti vivaci inquadrano un movimento lento.
La scrittura armonica e contrappuntistica sono in equilibrio, l’una non ha il sopravvento sull’altra.
Non bisogna fare su questo concerto delle ipotesi pretenziose che esso non soddisferebbe.
Quello che Mozart ha scritto per il piacere dell’orecchio è perfetto, secondo me, e lo stesso Saint-Saëns ha raggiunto questo obiettivo, anche se ad un livello inferiore
”.

In un’altra intervista, questa volta concessa al Daily Telegraph, disse:

È un concerto nel vero senso del termine, scritto con lo stesso spirito di quelli di Mozart o Saint-Saëns.
Io credo che la musica di un concerto possa essere brillante e gioiosa, senza dover per forza tendere a una particolare profondità o ad effetti drammatici
”.

In questo concerto, come nel Concerto per la mano sinistra, si sente anche l’influenza del jazz: il compositore infatti aveva fatto un viaggio di cinque mesi negli Stati Uniti nel 1928, durante il quale aveva conosciuto Gershwin.

Quindi abbiamo una composizione leggera, briosa e scorrevole (non ci sono tratti di aggressività), piena di effetti virtuosistici, dove il pianoforte predomina sull’orchestra e non cerca in modo particolare un dialogo con essa, come invece avviene nei concerti di tradizione classica.

Opera originale (con, ad esempio, nell’ultimo movimento, innovazioni inaspettate nel trattamento della forma sonata), il Concerto in sol maggiore è uno dei capolavori di Ravel: alla ricerca della scrittura pianistica e all’orchestrazione abbondante, si aggiunge la tensione drammatica che viene dal contrasto fra l’ineffabile poesia del movimento lento e l’arditezza e la foga dei movimenti estremi.

Equilibrato, accattivante, che nasconde l’abilità tecnica dietro l’espressione più vera, si capisce bene perché l’opera figuri regolarmente tra le programmazioni di concerti.

Il concerto si compone di tre movimenti separati:

  1. Allegramente
  2. Adagio assai
  3. Presto.

L’orchestra, molto classica e meno carica rispetto al Concerto per la mano sinistra, quasi cameristica e … alla Mozart se vogliamo, comprende pianoforte solista, ottavino, flauto, oboe, corno inglese, clarinetto piccolo, clarinetto, 2 fagotti, 2 corni, tromba, trombone, timpani, tamburo, piatti, grancassa, triangolo, wood-block, frusta, arpa e archi (Ravel specifica esattamente il numero degli strumentisti ad arco -trentadue- per bilanciare la sezione dei fiati).

Maurice Ravel: Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore – Partitura

Maurice Ravel: Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore – Guida all’ascolto

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