Maurice Ravel: Concerto per la mano sinistra – Guida all’ascolto

Ravel_ConcertoPerLaManoSinistraLe indicazioni dei movimenti del Concerto per la mano sinistra, per pianoforte e orchestra in re maggiore, di Maurice Ravel sono due:

  1. Lento e
  2. Allegro,

anche se si possono distinguere tre sezioni: un andante, un allegro e un finale con un breve souvenir dell’allegro centrale.

Ecco il video che ho scelto per fare questa guida all’ascolto.

Fin dalle prime battute, il tono è dato dal controfagotto e dagli archi gravi che emergono da una nebbia sonora che ricorda l’inizio de La Valse (altra opera di Maurice Ravel).

Drammatico e teso, il tema del controfagotto, il cui ritmo puntato evoca quello di una sarabanda, emerge con fatica.

Un altro tema, che i corni rivestono di grande tristezza, appare a 01:00.

La tensione ora cresce ogni istante: a 01:28 il ritmo della sarabanda e il tema doloroso lottano con energia fino all’entrata del pianoforte, a 02:25, autoritaria ed eroica, con una cadenza solistica, in cui le incursioni verso il registro grave e gli effetti di massa fanno effettivamente credere che sono due le mani che si agitano sulla tastiera.

Il tutti orchestrale, a 04:52, riprende la sarabanda ma il pianoforte rientra all’improvviso, a 06:05, con un passaggio leggero simile ad uno scherzo (Più lento).

Quando la sarabanda ritorna all’orchestra, a 07:04, (Andante), questa volta in do minore, il pianoforte conserva la sua … loquacità e solo il tamburo mette fine a questo istante di delicatezza, a 08:15.

Comincia ora l’Allegro: scandito dai pizzicati degli archi, gli ottoni e le percussioni propongono un ritmo di marcia aggressivo, che si impone con violenza, portando con sé anche il pianoforte (a 08:24) che adesso diventa un vero e proprio leader.

Tutti si lanciano in una danza selvaggia in 6/8, in cui i ritmi e gli accenti sembrano presi in prestito dal jazz, con ancora più vigore e asprezza: un episodio teso all’estremo, nel quale tuttavia l’ironia è dietro l’angolo, a giudicare dal breve istante (solo qualche battuta) dal colore orientale, a 10:06.

Un glissando del pianoforte, a 13:12 (“Tempo I”) fa ritornare la sarabanda all’orchestra, questa volta portata al suo parossismo.

A 14:14 il pianoforte fermerà la corsa del tempo con una cadenza molto virtuosistica ma che emana, nonostante tutto, una certa serenità: serenità rotta, tuttavia, dall’intrusione brutale dell’orchestra, a 17:35, con il ritmo della sarabanda.

Ma la sorpresa è grande quando, a 18:07, ricompare il 6/8 del tema di marcia dell’Allegro, come una funesta risata che lascia l’ascoltatore di fronte al più inquitante dei silenzi!.

Maurice Ravel: Concerto per la mano sinistra in re maggiore – Partitura

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