Manuel De Falla – El amor brujo (L’amore stregone) (1° parte): – Guida all’ascolto

De-Falla_El-amor-brujo1Ciao e benvenuto/a a questa guida all’ascolto de El amor brujo (L’amore stregone) di Manuel De Falla.

Il video che ho scelto per fare questa guida all’ascolto vede solo la versione ridotta dell’intero balletto.

L’inizio, Introduzione e Scena, presenta un frammento melodico ritmico ripetuto più volte da ottavino, flauto, oboe, tromba con sordina e pianoforte, a cui rispondono gli altri legni, i corni e gli archi tutti insieme.

Come puoi sentire, già da queste poche note si sente tutto il clima della musica spagnola.

A 01:07 comincia la scena successiva (Dai gitani. La notte), in un clima completamente diverso e contrastante: inizialmente prevale il registro grave (con il tremolo degli archi a cui si aggiungono il fagotto e il corno) sul quale si inseriscono brevi frammenti melodico-ritmici sparsi qua e là:

  • a 01:36 il corno
  • a 01:51 la tromba, sempre con sordina
  • a 02:05 di nuovo il corno con il frammentino sentito subito prima (a 01:36), ma ora “accompagnato” dalla tromba, questa volta senza sordina.

Puoi sentire che, nel frattempo, agli strumenti gravi dell’orchestra si aggiungono anche gli altri archi (sempre con il tremolo), guadagnando così anche la regione acuta dell’orchestra.

Il tutto ci porta, a 02:27, alla suggestiva melodia dell’oboe, su un accompagnamento essenziale di archi e pianoforte, fatto di note lunghe e accordi tenuti.

Al minuto 03:00 c’è la prima canzone nella versione completa e quindi non andremo a sentirla (in questo video trovi la versione integrale).

Il quadro successivo (Lo spettro) è molto breve: non dura, infatti, che 15 secondi.

Tuttavia è ben caratterizzato: la prima tromba, di nuovo con sordina, ci propone un motivo piuttosto concitato, oserei dire, che alterna note ribattute ad un frammento di scala discendente, che presto lascia il posto al glissando del pianoforte accompagnato da folatine del flauto e dell’ottavino: lo spirito dell’antico amore di Candelas entra in scena e fa la sua prima apparizione.

Ma questi 15 secondi non sono altro che un’introduzione al quadro successivo: la Danza del terrore, che è costruita sullo stesso tema della tromba sentito subito prima, variato e ampliato, diviso tra vari strumenti (all’inizio, ad esempio, ritroviamo le note ribattute alla tromba e il resto del tema all’oboe, mentre subito dopo si aggiunge anche il flauto prima e il clarinetto poi).

A 03:35 un nuovo frammento tematico prende il sopravvento fino a 04:25, quando ritorna il tema dello spettro, ora molto più amplificato in quanto suonato da molti più strumenti: il ritmo si fa più incalzante man mano che si procede, i vari temi e frammenti si mescolano tra di loro, fino all’esplosione finale quando il pianoforte, a 05:16, con un glissa

ndo, quasi pone fine a questa danza frenetica.

Due accordi pizzicati degli archi in piano, due colpi di timpano in pianissimo ci portano di colpo, a 05:25, al quadro de il cerchio magico.

Sull’accompagnamento del pianoforte le trombe si alternano ai violini in un tema, questa volta, molto sereno (“Andante molto tranquillo” è scritto sulla partitura): un momento di pace dopo la frenesia (e la paura) della danza del terrore precedente tutto da ascoltare e da cui lasciarsi trasportare.

A 07:26 si sentono i 12 rintocchi della mezzanotte, l’ora delle magie e del mistero: su una nota tenuta lunga da violini primi, viole e contrabbassi, eseguita con l’armonico e in pianissimo, “Lento e lontano” (come è scritto sulla partitura) il pianoforte, il flauto, il clarinetto, i corni, il timpano e gli altri archi, scandiscono i 12 rintocchi quando, improvvisa, esplode la Danza rituale del fuoco, per scacciare gli spiriti maligni.

La Danza rituale del fuoco è sicuramente il brano più conosciuto di De Falla, dove vengono mescolati le danze rituali e i ritmi gitani.

In questo brano (che dura fino a 12:11) si alternano momenti vuoti, come l’inizio, in cui troviamo solo un trillo eseguito da pochi strumenti, a momenti molto intensi, dove tutta l’orchestra suona con ritmi sempre più incalzanti:

  • a 08:10 troviamo un tema eseguito dall’oboe e riproposto poi dagli altri strumenti
  • a 09:01 un tema contrastante con il primo, suonato con note lunghe, viene proposto da corni e violini prima e dal flauto poi
  • a 09:24 di nuovo un tema con ritmo più incalzante
  • a 09:33 una nuova melodia dell’oboe

e il tutto continua in un crescendo sia sonoro sia ritmico fino alla conclusione di questo brano.

Vorrei farti notare anche che il tutto si snoda su un ritmo quasi ossessivo del pianoforte che è sempre presente in questa Danza rituale del fuoco.

A 12:11 entriamo in un nuovo ambiente, ma questo lo puoi leggere in quest’altro articolo.

Manuel De Falla – El amor brujo (L’amore stregone): Partitura

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