Ludwig van Beethoven – Sinfonia n. 7, op. 92: I. Vivace – Guida all’ascolto

Beethoven_Sinfonia7_VivaceIl Vivace del primo movimento della Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven, che troviamo esattamente a 04:11 del nostro video, ha uno sviluppo considerevole che si svolge tutto sulla stessa idea ritmica con cui termina l’introduzione precedente del Poco sostenuto, il tutto trattato con grande intelligenza: i cambiamenti di tonalità sono frequenti e … ingegnosi, gli accordi formano gruppi e concatenamenti talmente nuovi che il brano finisce prima che l’attenzione e l’emozione che provoca nell’ascoltatore non abbia perduto nulla dell’estremo dinamismo.

Questo Vivace, in tempo di 6/8, è caratterizzato da un’alternanza di tensioni e distensioni armoniche, di volumi sonori che cambiano in modo repentino, di cambiamenti timbrici e di registro.

Non c’è qui la tradizionale contrapposizione dei temi ma tutto l’interesse si concentra sulla varietà ritmica.

Il primo tema (chiamiamolo così per usare un termine che conosciamo), inizialmente affidato ai fiati in piano, è l’espressione euforica della gioia e della serenità che, attraverso il ritmo di giga, con un crescendo coinvolge l’intera orchestra che lo ripropone in fortissimo, a 04:46.

Il clima che qui si respira è quello di una grande voglia di vivere e di una disponibilità lieta e serena verso il mondo.

Il secondo tema, a 05:02, non è altro che una variante dello stesso materiale melodico-ritmico del primo tema: esso è affidato al dialogo fra archi e fiati e non fa altro che continuare il clima di festa precedente.

Nello sviluppo successivo la figura metrica del primo tema torna continuamente, ora inserita in altre frasi o in piccole parti.

Da questo momento preferisco, più che fare una guida all’ascolto tradizionale, che potrebbe risultare noiosa dato che, appunto, non ci sono gli elementi classici, sottolineare e porre la tua attenzione su momenti o particolari inusuali usati qui da Beethoven.

Nella Ripresa, ad esempio, dopo il regolare ritorno del primo tema, a 08:48, il crescendo viene interrotto da due accordi che Beethoven mette sotto la corona, a 09:15 inserendo così una strana fermata.

Ma il tema viene riproposto subito dopo, in piano, trasformato e sotto una nuova luce più delicata e raffinata, che non fa altro che rafforzare il clima sereno precedente.

Vorrei farti notare anche il curioso crescendo a 11:35, nella Coda, che Beethoven usa per riproporre il suo ritmo favorito 🙂 che era stato abbandonato per qualche istante: esso è creato in due battute con una frase nella tonalità di la maggiore ripetuta undici volte di seguito dal bassi e dalle viole, mentre gli strumenti a fiato tengono il mi su quattro ottave e i violini suonano carillon le tre note mi la mi ripetute sempre più velocemente e combinate in modo da presentare sempre la dominante quando i bassi suonano il re o il si diesis e la tonica o la terza quando al basso c’è il do.

Ecco: questa combinazione è assolutamente nuova.

L’effetto armonico più discusso e incriminato, invece, è quello che si ha nella risoluzione della dissonanza nell'accordo di quinta e sesta sulla sottodominante del tono di mi.

Questa dissonanza di seconda affidata al tremolo dei primi e secondi violini nella regione acuta e in forte risolve in maniera assolutamente nuova: infatti si potrebbe tenere il mi facendo salire il fa diesis al sol, oppure tenere il fa e far scendere il mi sul re.

Beethoven non fa né l’una né l’altra cosa: senza cambiare il basso unisce le due parti dissonanti a distanza di ottava sul fa naturale, facendo quindi scendere il fa diesis di un semitono e il mi di una settima maggiore.

Il brusco passaggio poi dal forte al piano, al momento preciso di questa singolare trasformazione dell’armonia, dà al passaggio stesso una fisionomia più conclusiva, raddoppiando la grazia e la dolcezza.

Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 7, op. 92 – Partitura

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