Ludwig van Beethoven – Sinfonia n. 7, op. 92: III. Presto – Guida all’ascolto

Beethoven_Sinfonia7_PrestoIl terzo movimento della Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven, Presto. Assai meno presto, è in fa maggiore ed è in forma di scherzo, riportandoci un po’ all’ambiente del primo movimento a livello di vivacità.

Questo Presto ha un ritmo leggero pur nel virtuosismo strumentale, è il più vivace e danzante di tutta la sinfonia e nel Trio Beethoven inserisce il tema di un canto popolare di pellegrini dell’Austria meridionale.

Anche qui l’aspetto armonico è trattato in modo nuovo: anziché terminare, alla fine della prima ripresa (che poi vedremo nel dettaglio), in tonalità standard per brani di questo tipo (come dovrebbe essere in questo caso con le tonalità di do, si bemolle, la bemolle o re bemolle maggiore, oppure re e la minore), Beethoven traspone tutto in la (naturale), cioè nella terza superiore di fa.

Un’altra novità è un crescendo affidato al secondo corno che suona nella regione grave dello strumento le due note la e sol diesis in un ritmo binario mentre il tempo del movimento è in tre tempi, con un’accentuazione sul sol diesis mentre la nota reale è il la.

Ancora: Beethoven ripropone una seconda volta il Trio dopo la ripresa della prima parte creando dunque una struttura del tipo A-B-A-B-A invece del tradizionale A-B-A.

Bene, andiamo ora ad ascoltare questo movimento.

Siamo esattamente al minuto 21:54 del nostro video.

Il tema iniziale, che coinvolge tutta l’orchestra, è vivace ed agile, basato sulla ripetizione ritmico-melodica, che può essere semplice ripetizione oppure proposta sotto forma di imitazione: dato il suo carattere, con questo tema si dissolve la tristezza dell’Allegretto precedente.

A 23:19, in re maggiore, Beethoven ci propone il Trio (che sembra contrastare, almeno apparentemente, con la sezione precedente) con un tempo Assai meno presto: è qui che viene usata la melodia popolare austriaca che però diventa quasi marziale.

Puoi sentire qui, a 24:08, il crescendo del secondo corno di cui ho parlato prima.

La caratteristica di questo Trio, se vogliamo, è quella di sembrare una pausa dopo il ritmico Presto.

Forse hai notato che, parlando del Trio, in pochissime righe ho scritto due volte il verbo sembrare: sembra essere contrastante e sembra una pausa.

In realtà c’è una grande unità anche in questo movimento: infatti il Presto termina (ogni volta che compare) sulla nota la che viene tenuta per tutto il Trio come una specie di pedale di dominante (ti ricordo che siamo in re maggiore): i violini la tengono per la maggior parte del Trio e quando questi cantano, essa passa alle trombe e ai timpani.

Per quanto riguarda la pausa, invece, con questo la tenuto possiamo dire che nel Trio l’aspetto ritmico non viene messo da parte, ma, anzi, viene trattenuto per riprendere, poi, con la ripresa del Presto con ancora più vigore.

Il resto del movimento vede, appunto, la ripresa del Presto, a 25:30, quella del Trio, a 26:56 e di nuovo il Presto, a 29:07.

A 30:19 (Coda è scritto in partitura) Beethoven inserisce quattro battute del Trio che viene improvvisamente interrotto dalla cadenza finale, in tempo Presto, formata da cinque accordi molto … sbrigativi in fortissimo di tutta l’orchestra, quasi che Beethoven voglia prendersi gioco dell’ascoltatore e di quello che quest’ultimo si aspetterebbe di sentire.

Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 7, op. 92 – Partitura

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