Ludwig van Beethoven: Romanze op. 40 e op. 50 per violino e orchestra – Introduzione

LudvigVanBeethovenLa prima opera di Ludwig van Beethoven (1770 – 1827) per violino solo ed orchestra è un Concerto in do composto all’inizio degli anni 1790 e abbandonato in seguito.

Il trattamento del materiale che è sopravvisuto lascia supporre che il [primo] movimento fosse probabilmente terminato

afferma Basil Deane in The Beethoven Reader (pubblicato da Arnold and Fortune).

Ed è probabile che Beethoven pensasse alluna o all’altra delle due Romanze per violino e orchestra, se non addirittura tutte e due, come da eseguire come movimento lento del concerto”.

Deane fa notare che la strumentazione è la stessa, che le tonalità delle romanze (fa maggiore e sol maggiore) sono tonalità vicine della tonalità del concerto (do maggiore) che

niente nello stile di ogni brano stona nei confronti dei frammenti del concerto”.

D’altra parte,

ritroviamo la stessa coscienza della natura degli strumenti; l’accento è messo sul registro acuto, ma il compositore è cosciente della ricchezza dei bassi che utilizza parsimoniosamente e con grande efficacia”.

Non è però da escludere che Beethoven scrisse questi due brani appositamente per qualche violinista virtuoso.

Si legge spesso che le romanze furono composte nel 1802 o nel 1803 (all’epoca in cui Beethoven componeva la Seconda Sinfonia e Le Variazioni dell’Eroica), ma alcuni indizi stilistici tendono a confermare una data di composizione anteriore, probabilmente contemporanea al Concerto per violino in do qui non è mai stato terminato.

Le due romanze sono due opere molto piacevoli e affascinanti, impregnate di una disposizione gioiosa e di un dolce lirismo che si addice bene al loro titolo.

Il carattere melodico di queste romanze strumentali proviene direttamente dall’origine vocale proprio del genere.

Già Mozart inserì una romanza nel movimento lento del suo Concerto per pianoforte in re minore.

Il solista è lasciato solo nell’annuncio del tema principale caratterizzato da un movimento su doppie corde che dà l’avvio alla “Romanza in sol maggiore op. 40”.

Leopold Auer faceva notare che la relazione tra il solista e l’orchestra doveva essere

un tenero dialogo e che, conformemente a questo stile familiare, la romanza doveva essere interpretata con un carattere di tono e di espressione privo di esibizionismo“.

La Romanza in fa maggiore op. 50 è la più conosciuta delle due (anche perché spesso è stata usata nella pubblicità).

Anche questa, come l’altra, ha una forma ternaria e comporta una sezione centrale contrastante e un po’ più intensa; ha una durata di circa sette minuti e esprime la cordialità e la dolcezza.

La Romance op. 40, pur essendo stata composta dopo la Romanza op. 50, tuttavia ha un numero d’opera inferiore in quanto fu pubblicata precedentemente rispetto alla seconda.

In entrambe le Romanze, dal carattere nettamente differente tra di loro ma imparentate come due sorelle, la parte principale del violino cresce in modo proporzionale con lo sviluppo musicale del brano, mentre l’orchestra è chiamata gradatamente lascia il ruolo di parità che aveva all’inizio per occuparsi solo dell’accompagnamento.

Quello che prevale in esse è una grande cantabilità, una semplicità nell’elaborazione musicale e una prevalenza del carattere disteso e tranquillo, ben lontano dal drammatismo che invece ritroveremo in lavori posteriori dello stesso Beethoven.

Ludwig van Beethoven: Romanza in sol maggiore op. 40 per violino e orchestra – Partitura

Ludwig van Beethoven: Romanza in sol maggiore op. 40 per violino e orchestra – Guida all’ascolto

Ludwig van Beethoven: Romanza in fa maggiore op. 50 per violino e orchestra – Partitura

Ludwig van Beethoven: Romanza in fa maggiore op. 50 per violino e orchestra – Guida all’ascolto

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