Ludwig van Beethoven – Messa in do maggiore op. 86: Gloria – Guida all’ascolto

Beethoven_Messa-in-do_GloriaIl Gloria della Messa in do maggiore op. 86 di Ludwig van Beethoven (che troviamo a 05:57 del nostro video) si divide in tre parti concatenate tra di loro:

  1. Allegro: “Gloria in Excelsis Deo” (coro), “Laudamus Te” (coro), “Gratias Agimus Tibi” (tenore e coro) e “Domine Deus” (tenore e coro)
  2. Andante mosso: “Qui Tollis” (mezzosoprano, coro e gli altri solisti), “Qui Sedes” (coro) e “Miserere Nobis” (coro)
  3. Allegro ma non troppo: “Quoniam” (coro) e “Cum Sancto Spiritu” (grande fuga eseguita da coro e solisti).

Nella prima parte sia le voci che l’orchestra hanno un tema che ci introduce in un’atmosfera festosa e quasi trionfale.

Ma l’et in terra pax, a 06:24, e il laudamus Te, a 06:48, sono molto più intimi, direi, con un piccolo fugato sulle parole bonae voluntatis.

A 07:41 il tenore solista (che ora si alterna con il coro) intona il Gratias agimus tibi con un tema piuttosto calmo e rilassato.

In tutta questa parte, che ci porterà fino al Qui tollis successivo (e quindi alla seconda parte del Gloria) è sicuramente interessante notare l’orchestra con il suo andamento ondulante: qui Beethoven crea un qualcosa di nuovo, sempre diverso con portamenti espressivi tali che gli ascoltatori dell’epoca non erano assolutamente abituati a sentire.

A 09:10, con un Andante mosso, ha inizio la seconda parte sulle parole Qui tollis peccata mundi: questa sezione è sicuramente la più espressiva del Gloria: in questo caso è il mezzosoprano che inizia, con una melodia implorante su un andamento sincopato dell’orchestra che ci dà l’idea di un affanno, quasi il timore di chiedere perdono a Colui che può togliere i peccati.

E questo andamento continua anche sul miserere nobis successivo, a 09:32, cantato dal coro, e sul nuovo qui tollis, a 09:47, eseguito ora dal quartetto dei solisti.

Il successivo Qui sedes ad dexteram Patris, a 10:54, proposto dal coro, interrompe momentaneamente il ritmo sincopato dell’orchestra: qui si riconosce e si acclama la forza, la potenza e la misericordia di Dio.

E anche il successivo miserere nobis, a 11:08, che inizia piano, a mano a mano si fa sempre più energico in quanto ora il timore del perdono lascia il posto alla certezza di essere perdonati.

A 12:39 inizia la terza parte con un Allegro ma non troppo: ora è l’orchestra che introduce il Quoniam tu solus sanctus con una specie di ripresa dell’atmosfera trionfale dell’inizio.

La vivacità e la brillantezza che Beethoven usa per musicare queste parole, ci conduce direttamente all’interessante e coinvolgente fuga finale del Cum Sancto Spiritu, a 13:12, eseguita dal coro e dall’orchestra mentre i solisti intervengono solo alla fine (a 15:34).

Ludwig van Beethoven: Messa in do maggiore op. 86 – Partitura

Ludwig van Beethoven: Messa in do maggiore op. 86 – Testo (Messale in latino con traduzione in italiano)

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