Ludwig van Beethoven – Messa in do maggiore op. 86: Credo – Guida all’ascolto

Beethoven_Messa-in-do_CredoIl Credo della Messa in do maggiore op. 86 di Ludwig van Beethoven comincia, sempre in do maggiore, Allegro con brio in tre tempi, in un clima grave ed intenso, quasi turbato (il tremolo degli archi gravi sostiene un motivo ondulante e ripetuto dei violoncelli e fagotti): siamo esattamente a 16:36 del nostro video.

Anche in questo brano, come nel Gloria, Beethoven usa una scrittura polifonica per le voci che vengono affiancate da un’orchestrazione più libera a livello tematico e armonico, il tutto con una successione di frasi brevi e nette.

Dopo due battute identiche, il coro annuncia il Credo, ripetendo questa parola quattro volte di seguito su un ritmo sempre più breve che porta all’affermazione dell’unicità di Dio: si comincia piano per crescere sempre di più su questa parola che è sicuramente una parola importante della fede cristiana.

A 17:47 una transizione di tre battute piano sull’accordo di mi bemolle maggiore tenuto dagli strumenti gravi (archi e fagotti) introduce il Deum de Deo, proposto da una voce alla volta che entrano in successione a mo’ di canone, che tratta in maniera solenne e modulante l’affermazione della consustanzialità di Cristo (accentuata anche con degli unisoni in fortissimo) con il Dio creatore di tutte le cose: qui Beethoven riprende il motivo iniziale del Credo ma con una grande intensità sonora.

Dopo una rarefazione musicale, a 18:37, le voci gravi, accompagnate dagli archi, a 18:52, dicono la parola descendit sul ritmo iniziale del Kyrie in una tessitura sonora molto semplice.

A 19:35 un breve frammento discendente, calmo e arpeggiato del clarinetto solo, introduce l’Et incarnatus est in tempo Adagio, in mi bemolle maggiore e in due tempi: queste parole vengono cantate in imitazione dalle quattro voci soliste prima che il tenore solo propone, a 20:22, l’Et homo factus est, ripetendo tre volte di seguito la parola homo su un motivo modulante che rimbalza anche tra clarinetti, fagotti e violini.

Questo accento messo sull’uomo è immediatamente seguito, a 20:48, dal Crucifixus etiam pro nobis declamato in maniera intensa e con un’armonia tesa dai bassi del coro, che danno inizio ad un passaggio imitativo sui tremoli degli archi e sulle sincopi rinforzate dagli sforzati dei legni: qui i vari colori armonici usati sono sicuramente di grande suggestione.

Qui vorrei farti notare i ribattuti degli archi proprio sulla parola Crucifixus: non possiamo forse pensare ai colpi che vengono dati ai chiodi nel momento della crocifissione?

Questo ritmo piuttosto concitato ci porta al passus successivo, a 21:33, proposto prima dai solisti e poi ripreso da tutto il coro in un clima sonoro tragico, soprattutto per la brevità del ritmo: in questa configurazione musicale Beethoven vuole mettere in risalto il Dio che si è fatto uomo per salvare l’umanità.

Dopo questo passaggio tragico irrompe il gioioso Et resurrexit, a 23:44, in tempo Allegro ma non troppo in do maggiore e in quattro tempi: queste parole vengono affidate, inizialmente, al basso solista e poi riprese in imitazione dalle differenti voci del coro.

È interessante qui notare come Beethoven usi una scala ascendente che va dal basso verso l’alto, per sottolineare, appunto, la resurrezione l’assunzione in cielo di Cristo.

Dopo lo scambio tra il coro e i solisti, in un episodio piuttosto omogeneo che termina sull’evocazione della morte, inizia, a 26:44, in tempo Vivace, sempre in do maggiore e in due tempi, una fuga che ci porta ad un episodio molto intenso, musicalmente parlando, sulle parole Et vitam venturi saeculi: qui viene evocata la nuova vita dell’uomo nel regno divino.

Questa fuga veloce e rapida, nel corso della quale le voci e i vari timbri strumentali si sostengono e si rinforzano a vicenda in maniera però molto fine e delicata, portano all’Amen finale del Credo, a 27:46 che in alcuni momenti ha l’aspetto di un corale prima di ritrovare l’intensità dell’inizio del Credo.

Ludwig van Beethoven: Messa in do maggiore op. 86 – Partitura

Ludwig van Beethoven: Messa in do maggiore op. 86 – Testo (Messale in latino con traduzione in italiano)

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