Ludwig van Beethoven: Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in sol maggiore, op. 58 – Introduzione

LudvigVanBeethovenI primi schizzi del Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in sol maggiore, op. 58 di Ludwig van Beethoven (1770 – 1827) risalgono agli anni 1802-1803, mentre il compositore stava lavorando sulla sinfonia Eroica.

Nel 1805 scrisse una gran parte del Concerto che fu terminato nel 1806 o all’inizio del 1807.

Fu eseguito solo due volte mentre Beethoven era in vita:

  • la prima nel 1807 in modo privato nel palazzo del principe Lobkowitz
  • la seconda, in pubblico questa volta, il 22 dicembre 1808 a Vienna, al Theater an del Wien in un concerto storico, dove furono eseguite anche la Quinta e alla Sesta Sinfonia, oltre che alla Fantasia op. 80 e alcuni brani della Messa in do maggiore op. 86: in questo caso il pianista era lo stesso compositore, già colpito dalla sordità, anche se parziale.

La pubblicazione, nell’agosto del 1808 per opera del Bureau des Arts et d’Industrie di Vienna, aveva già una dedica all’arciduca Rodolfo d’Austria (di soli 19 anni e che da qualche tempo era un allievo di Beethoven).

Esiste anche una versione per orchestra da camera di questo concerto, scoperta nel 2009 e la cui data di pubblicazione resta sconosciuta.

L’organico che questo concerto richiede è notevole: oltre agli archi, abbiamo un flauto, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe e, novità, i timpani (questi due ultimi presenti solo nel Rondò).

L’opera, la cui esecuzione dura circa 35 minuti, si compone di tre movimenti:

  1. Allegro moderato (sol maggiore)
  2. Andante con moto (mi minore)
  3. Rondò (Vivace) (sol maggiore).

In questo Quarto concerto, che è sicuramente, senza nessun dubbio, un capolavoro della letteratura con pianoforte concertante, Beethoven arriva a passare i limiti del genere concerto, limiti che il compositore aveva già cominciato a mostrare nel Terzo Concerto.

Possiamo quasi dire che questo concerto sia a metà strada tra la sinfonia per orchestra e la fantasia per pianoforte e resta il più innovatore, tanto da essere considerato come la base sulla quale si svilupperà poi il concerto moderno: qui non troviamo né il patetismo né la lotta presente invece negli altri concerti beethoveniani, ma viene lasciato spazio ad una sonorità pianistica più intimistica, non brillante, con la prevalenza del cantabile nel registro acuto dello strumento.

L’orchestra non si contrappone mai al pianoforte ma lo sostiene, lo provoca e, quasi, lo coccola.

Mai (neanche in Mozart) allo strumento era stata data la possibilità di ricrearsi così liberamente tramite le improvvisazioni che qui troviamo, come se fosse svincolato da tutti i problemi formali e da tutti i limiti.

E, nel bellissimo movimento centrale (apice della partitura), il silenzio stesso sembra avere un significato così eloquente e così nuovo che ci si può benissimo immaginare quale fu la sorpresa provocata sui primi ascoltatori di questo lavoro.

Sorpresa che abbiamo anche noi oggi, a cominciare dall’inizio (ma lo vedremo nella guida all’ascolto 🙂 )!

In questo concerto troviamo due cadenze, una verso la fine del primo movimento e l’altra verso la fine del terzo movimento.

Molti sono i compositori o interpreti che hanno scritto le loro proprie cadenze per questo concerto, tra i quali possiamo nominare Eugen d’Albert, Hans von Bülow, Ferruccio Busoni, Samuil Feinberg, Leopold Godowsky, Nikolai Medtner, Ignaz Moscheles, Anton Rubinstein, Camille Saint-Saëns, Clara Schumann, Glenn Gould.

Ludwig van Beethoven: Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in sol maggiore, op. 58 – Partitura

Ludwig van Beethoven: Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in sol maggiore, op. 58 – Guida all’ascolto

 

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