Johannes Brahms: Variazioni su un tema di Haydn op. 56a – Introduzione

JohannesBrahmsLe Variazioni su un tema di Haydn, op. 56a di Johannes Brahms (1833 -1897) costituiscono la prima grande opera di Brahms dedicata all’orchestra, una specie di prova generale 🙂

Prima di questo lavoro, infatti, possiamo trovare qualche lavoro orchestrale come la Serenata op. 11, il Concerto per pianoforte op. 15 o il Deutsches Requiem.

Quindi Brahms ha atteso di avere già una buona maturità musicale per affrontare il problema dell’orchestra, problema al quale Schumann, in un articolo pubblicato nel 1853 sulla Neue Zeitschrift für Musik, lo credeva particolarmente dotato.

Le quattro sinfonie e le due ouvertures non tarderanno ad arrivare e segneranno la seconda parte della sua carriera.

Le Variazioni op. 56a hanno dunque, nella produzione brahmsiana, un significato tutto speciale in quanto aprono la sua era sinfonica propriamente detta.

Era il maggio 1873, quando Brahms si trovava nel villaggio di Tutzing, vicino Monaco di Baviera, sulle rive del lago Sternberg, dove aveva la possibilità di fare delle escursioni in montagna che lui amava particolarmente.

Di questo lavoro esistono due versioni: l’op. 56a per orchestra, che è quella che andremo ad ascoltare, e l’op. 56b per due pianoforti, molto probabilmente la prima ad essere scritta, seguita subito dopo dalla versione per orchestra.

Per Brahms era importante che la versione per due pianoforte non venisse considerata come una riduzione di quella per orchestra né che la versione orchestrale venisse considerata come un’orchestrazione della precedente versione: da qui il fatto che lo stesso autore diede due numeri d’opera diversi alle due versioni.

Brahms ha scelto la forma del tema con variazioni, scelta alquanto strana e inusuale per un organico orchestrale, probabilmente per provare le sue forze e le sue capacità sinfoniche con un’opera dove le risorse dell’orchestra vengono trattate in se stesse, in modo sperimentale e sistematico.

Ma Brahms usa la forma della variazione di cui conosce a fondo la tecnica, per la quale sa di essere particolarmente dotato e che ha utilizzato in modo eccellente nei lavori pianistici.

Egli non ha dunque, qui, problemi di forma e quindi tutto il suo sforzo e la sua attenzione saranno dedicati all’orchestrazione e alla tecnica della strumentazione.

Questo lavoro è conosciuto come lo stesso Brahms lo aveva indicato, su un tema di Haydn.

In realtà il tema non dovrebbe essere affatto di Haydn, ma Haydn l’ha utilizzato in uno dei suoi divertimenti per strumenti a fiato e Haydn stesso l’avrebbe preso in prestito da un antico corale di pellegrini, il Corale in onore di S. Antonio dal carattere processionale di marcia come suggerisce senza dubbio il suo ritmo iniziale.

Il lavoro di Brahms è formato dal tema seguito da otto variazioni e un finale, venne eseguito per la prima volta alla Großer Musikvereinsaal di Vienna il 2 novembre 1873, dall’Orchestra Philharmonic di Vienna sotto la direzione dello stesso autore e fu pubblicato l’anno successivo dall’editore Simrock di Berlino.

Ecco la successione delle varie parti:

  1. Tema. Andante (si bemolle maggiore)
  2. Variazione I. Poco più animato (si bemolle maggiore)
  3. Variazione II. Più vivace (si bemolle minore)
  4. Variazione III. Con moto (si bemolle maggiore)
  5. Variazione IV. Andante con moto (si bemolle minore)
  6. Variazione V. Poco presto (si bemolle maggiore)
  7. Variazione VI. Vivace (si bemolle maggiore)
  8. Variazione VII. Grazioso (si bemolle maggiore)
  9. Variazione VIII. Presto non troppo (si bemolle minore)
  10. Finale. Andante (si bemolle maggiore)

L’organico orchestrale è composto da ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, 2 trombe, timpani, triangolo e archi.

Johannes Brahms: Variazioni su un tema di Haydn op. 56a – Partitura

Johannes Brahms: Variazioni su un tema di Haydn op. 56a – Guida all’ascolto

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