Johannes Brahms – Sinfonia n. 4 in Mi minore, op. 98: IV. Allegro energico e passionato – Guida all’ascolto

Brahms_Sinfonia4_AllegroEnergicoPassionato-1Il quarto movimento, Allegro energico e passionato, della Sinfonia n. 4 in Mi minore, op. 98 di Johannes Brahms è, come del resto tutta la sinfonia, una cosa che spiazza fin dall’inizio, soprattutto se si cerca in questo movimento, lo schema di una sinfonia … classica, diciamo così.

Perché?

Perché qui Brahms ci propone una ciaccona, cioè una forma musicale molto usata in epoca barocca (Bach ne è uno dei massimi esperti) ma assolutamente fuori moda alla fine dell’800.

La caratteristica di questa forma musicale è che abbiamo un tema breve (in questo caso di otto battute) che viene continuamente ripetuto per la durata dell’intero movimento e ogni volta è variato e cambiato.

In questo movimento Brahms ci ripropone tutta la drammaticità della vita che ci aveva proposto fin dall’inizio di questa sinfonia e l’uso della ciaccona gli permette di avere un punto fisso, il tema, che ogni volta deve fare i conti con le circostanze in cui l’esperienza umana si trova a vivere (le variazioni).

Il tema di otto battute verrà ripetuto per un totale di trentacinque volte (di cui le ultime quattro fungono da Coda) che, come in un cammino,

ci porta in sfere in cui l’uomo si piega davanti a ciò che è eterno

(kretzschmar, critico di Brahms), in modo energico e passionato, come è scritto all’inizio di questo movimento.

Il tema qui usato da Brahms è tratto dalla Cantata BWV 150 Nacht dir, Herr di Johann Sbastian Bach ed è presentato, all’inizio, in forma accordale dai fiati.
Nelle variazioni che seguono, questo tema viene proposto dal basso o dalle voci superiori, distribuito tra le varie sezioni orchestrali o, ancora, nascosto tra le note di una linea melodica.

Brahms, come dicevo prima, ci conduce in un cammino, quindi tutto il movimento viene percepito, all’ascolto, come lo svolgersi di un percorso musicale con situazioni di volta in volta diverse; non si sente, perciò, un tema con trentacinque variazioni.

Ma ora andiamo a vederlo insieme nel dettaglio.

Come dicevo qui sopra, il tema viene proposto dai soli fiati con otto accordi  fortissimo: ci troviamo esattamente a 33:47 del nostro video.

Viene quindi ripreso dagli archi in pizzicato (forte) a 34:11, a cui si sovrappone, in mezzopiano, una dolce melodia dei legni, a 34:27.

La quarta variazione, a 34:45, ripropone il tema di nuovo con accordi forte e ben marcato (è scritto in partitura) per lasciarlo poi agli strumenti gravi dell’orchestra (fagotti, violoncelli e contrabbassi) contrappuntati dai violini primi con gli arpeggi degli accordi, a 35:04.

Arpeggi che ritroviamo nelle due variazioni successive, a 35:23 e a 35:40, in quest’ultima con l’inserimento della terzina nei violoncelli, mentre i contrabbassi hanno le note lunghe come all’inizio.

Nella variazione successiva, a 36:01, Brahms introduce un ritmo puntato ai fiati alti, lasciando sempre il tema agli strumenti gravi, così come succede subito dopo, a 36:21: qui il ritmo diventa più incalzante in quanto vengono aggiunte ai violini le semicrome e successivamente, a 36:40, le sestine di semicrome.

Dopo questa corsa, che Brahms ci fa fare in queste ultime cinque variazioni, ci si riposa a 36:59, con il ritorno degli accordi (questa volta in piano, con note lunghe come era successo all’inizio: il tema qui viene proposto dagli archi a cui i legni rispondono a canone.

Un’ultima variazione (piano molto dolce è scritto in partitura), a 37:20, chiude la prima sezione di questo movimento.

La variazione successiva, la dodicesima, a 37:46, apre una specie di movimento lento: in essa troviamo il tema dapprima dissimulato nella melodia espressiva (è scritto in partitura) del flauto a cui si aggiungono, a 38:40, l’oboe e il clarinetto.

Questo poi viene proposto dai tromboni, in pianissimo, a 39:20 e da tutti i fiati a 40:05, sempre in pianissimo, quasi una specie di corale religioso.

A 40:57 abbiamo una nuova ripresa degli accordi iniziali in forte proposti, come all’inizio, dai soli fiati a cui si sovrappongono, nella seconda metà, anche gli archi con una scala discendente: da qui parte una seconda serie di variazioni.

Siamo più o meno a metà, in quanto le variazioni sono trentacinque in tutto, ma le ultime fanno parte della Coda, e la variazione che troviamo qui a 40:57 è la sedicesima.

Possiamo vedere, quindi, questa variazione come l’inizio di una ripresa dopo la parte lenta che abbiamo sentito nelle ultime quattro variazioni.

Ripresa che però non è una … ripresa 🙂

Infatti nelle variazioni successive vediamo che il tema continua ad essere modificato e vengono introdotti altri elementi: i tremoli degli archi a 41:12 e a 41:24, crome staccate a 41:35, terzine a 41:48 e a 42:14 con, in mezzo (a 41:59) una variazione basata su rullo di timpani e volatine di flauti e archi inframmezzate da accordi in fortissimo di tutta l’orchestra.

In queste variazioni spesso il tema è nascosto.

Nella ventitreesima variazione, invece, a 42:26, esso torna ai corni in fortissimo e questa variazione è seguita dalle variazioni 2 (a 42:39) e 3 (a 42:56) che ora vengono proposte con delle trasformazioni che tengono conto di quanto successo subito prima.

La variazione ventisei, a 43:14 è di nuovo più lirica (per scaricare tutta la tensione accumulata finora, con un dialogo, in piano, tra corni e oboi sopra un tappeto degli archi.

Dello stesso clima le tre variazioni seguenti (a 43:29, 43:44 e 43:57) in contrasto con l’ultima variazione prima della Coda finale, a 44:13: qui troviamo dodici battute al posto delle otto canoniche usate finora, e sulle ultime quattro troviamo l’indicazione, in partitura, di “poco ritard.” per preparare l’ascoltatore all’inizio della grande Coda (a 44:36) che sarà Più Allegro, in cui il fortissimo e gli accordi prevalgono fino alla fine.

Johannes Brahms: Sinfonia n. 4 in Mi minore, op. 98 – Partitura

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