Johann Strauss junior: An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) op. 314 – Introduzione

JohannStraussJrLa versione corale del celebre valzer viennese Sul bel Danubio blu (An der schönen blauen Donau), op. 314, composto da Johann Strauss Junior (1825 – 1899) nel 1866, fu eseguita per la prima volta, senza successo, il 13 febbraio 1867.

I motivi di questo fiasco sono probabilmente due: intanto la non-esperienza di Strauss, in quanto questa era la sua prima opera cantata.

Il secondo motivo è da attribuire al testo stesso, scritto da un funzionario di polizia che, senza grande ispirazione, trasse spunto dalla nuova illuminazione a gas installata negli incroci viennesi: il coro si rifiutò, in un primo tempo, di cantare questo testo in quanto trovava le parole ridicole.

Fu all’occasione di una cena offerta al personale del Figaro, durante l'Esposizione universale di Parigi del 1867, che fu eseguita la versione orchestrale (senza la parte cantata) che ottenne invece un grande trionfo, tanto che fu eseguita venti volte di seguito.

Anche a Vienna ottenne un grande successo, tanto che le stampe della partitura non erano mai sufficienti per la domanda.

Questo successo permise a quest’opera di non finire nell’oblio come altre partiture dell’autore o bruciate da Edouard Strauss, suo fratello.

L’opera (il più celebre tra tutti i valzer composti da Johann Strauss Jr.) fu composta dal compositore 42enne su domanda di Johann Herbeck, direttore dell’Associazione corale maschile di Vienna.

Prima di fare il giro del mondo, all’epoca in cui era ballato durante i balli nella campagna, il valzer consisteva in una successione di sette o otto danze in tre tempi.

Gli Strauss (soprattutto Johann padre) ridussero il numero di danze a cinque o sei dando loro una grande unità aggiungendo anche un’introduzione e una conclusione.

Si trova, in questa composizione, tutto l’essenziale dell’arte di Strauss, in particolare lo sviluppo generoso delle battute introduttive (qui il famoso tema è abbozzato fin dall’inizio, ma cede velocemente di fronte ad una nuova melodia che crea attesa e conduce il valzer vero e proprio) e la grandezza della coda finale.

Ogni frase melodica del valzer è ripetuta due volte e si collega direttamente alla successiva in un flusso ininterrotto, sostenuto da un’orchestrazione “scintillante” che dà ancora più spazio al suo aspetto seducente.

La magia tutta particolare che si “sprigiona da questo pezzo è dovuta a diversi fattori:

  • un’orchestrazione ineccepibile e raffinatissima che usa fin dall’introduzione le sonorità dei corni estremamente avvolgenti e romantiche, molto vicine a quelle di Brahms
  • il tema del primo valzer si impone per il suo disegno molto morbido e agile e permette di dare grande unità all’opera in quanto è presente dall’introduzione fino alla coda finale
  • i numerosi cambiamenti di tonalità da un valzer all’altro (e all’interno di ognuno di essi) che permettono di evitare l’impressione di ripetizione.

L’orchestrazione del valzer è la seguente:

  • legni: 2 flauti (il secondo dei quali suona anche l’ottavino, 2 oboi, 2 clarinetti in do, 2 fagotti
  • ottoni: 4 corni in fa, 2 trombe in fa, 1 trombone basso, 1 tuba
  • arpa
  • percussioni: 2 timpani, 1 caisse claire, 1 gran cassa, 1 triangolo
  • archi: violini primi e secondi, viole, violoncelli, contrabbassi.

La durata totale dell’esecuzione è di circa 9 minuti e mezzo.

Questo valzer è stato usato in diversi film cinematografici, come 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick (1968), Vite vendute di Henri-Georges Clouzot (1953) e Titanic di James Cameron (1997), tanto per citarne qualcuno.

Johann Strauss junior: An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) op. 314 – Partitura

Johann Strauss junior: An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) op. 314 – Guida all’ascolto

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