Igor Stravinskij: Petruška – Introduzione

IgorStravinskijMentre stava componendo Le Sacre du printemps Igor Stravinskij (1882 – 1971) tra l’agosto 1910 e il maggio 1911 scrisse una specie di Konzertstück per pianoforte (che doveva essere predominante) e orchestra quasi per distrarsi dall’altro lavoro: Petruška, con sottotitolo Scene burlesche in quattro quadri, edito da Édition Russe de Musique di Parigi nel 1912 e dedicato ad Alexandre Benois.

Componendo questa musica, avevo chiaramente la visione di un burattino scatenato, che attraverso le sue cascate di arpeggi diabolici esaspera la pazienza dell’orchestra, la quale a suo turno risponde con fanfare minacciose.
Segue una grande “bagarre” che, arrivata al suo culmine, termina con l’afflosciamento doloroso del povero burattino
”,

scrive lo stesso compositore nelle sue Cronache della mia vita.

Solo nel 1911 venne l’idea a Diaghilev di adattare questa musica ad un soggetto di balletto in cui l’eroe è Petruška, personaggio del teatro russo, un burattino dal corpo di segatura e la testa di legno.

Il balletto, ispirato all’opera Balagan del poeta russo Aleksander Blok, è in quattro quadri, l’azione si svolge durante il carnevale della settimana grassa e i protagonisti sono Petruška, la Ballerina, il Moro e il Ciarlatano.

Fu rappresentato per la prima volta al Théâtre du Chatelet di Parigi il 13 giugno 1911, sotto la direzione di Pierre Monteux e con la coreografia di Michel Fokine: con questa rappresentazione Stravinskij si affermò definitivamente e divenne un compositore molto famoso.

Petruška appartiene al XX secolo; questo però non impedisce a Stravinskij di rimanere fedele al folklore (soprattutto nel primo e nel quarto quadro) che è una costante culturale che si adatta tranquillamente a diversi linguaggi.

Ma anche se Petruška risulta paradossalmente più diatonica e meno cromatica di, ad esempio, l’Uccello di fuoco (sempre dello stesso Stravinskij), tuttavia è una musica che suona in maniera … nuova: l’armonia con i suoi procedimenti di sospensione degli accordi o di movimenti lineari differenti, la strumentazione con i suoi effetti che diviene stridente o grottesca oppure il ritmo, con i suoi cambi frequenti, anticipa il Sacre du printemps.

L’orchestra della versione del 1911 è molto imponente; nel 1947, negli Stati Uniti, Stravinskij rifece un’orchestrazione per un organico un po’ più ridotto, destinato sostanzialmente alle esecuzioni concertistiche con un finale opzionale in fortissimo: è in questa versione che più spesso viene eseguita e registrata.

Nel 1921, poi, il compositore aveva trascritto Petruška per pianoforte tre numeri del balletto (Danza Russa, Da Petruška e la Settimana grassa) per Arthur Rubinstein.

Esiste anche una trascrizione della Danza russa per pianoforte e violino fatta nel 1932 da Samuel Douchkine.

L’organico orchestrale della versione del 1911 prevede 2 ottavini, 4 flauti, 4 oboi, corno inglese, 4 clarinetti, clarinetto basso, 4 fagotti, controfagotto, 4 corni, 2 trombe, 2cornette, 3 tromboni, basso tuba, 2 arpe, pianoforte, celesta, timpani, grancassa, piatti, glockenspiel,rullante, tamburello, triangolo, xilofono, tam-tam, tamburello fuori scena e archi.

Igor Stravinskij: Petruška – Partitura

Igor Stravinskij – Petruška: Quadro Primo – Guida all’ascolto

Igor Stravinskij – Petruška: Quadro Secondo – Guida all’ascolto

Igor Stravinskij – Petruška: Quadro Terzo – Guida all’ascolto

Igor Stravinskij – Petruška: Quadro Quarto – Guida all’ascolto

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