Igor Stravinskij: Le sacre du printemps (La sagra della primavera) – Introduzione

IgorStravinskijLe Sacre du printemps (La sagra della primavera, in italiano), con sottotitolo Quadri della Russia pagana in due parti, è un balletto composto dal compositore russo Igor Stravinskij (1882 – 1971).

La prima rappresentazione fu data al Théâtre des Champs-Élysées a Parigi con la coreografia di Vaslav Nijinski, creata per i Ballets russes di Serge de Diaghilev.

In quell’occasione la rappresentazione provocò un grande scandalo artistico.

Nel Sacre, Stravinskij approfondì gli elementi che aveva già sperimentato nei suoi due primi balletti (L’Oiseau de feu e Petrouchka), cioè il ritmo, con un dinamismo senza precedenti, e l’armonia, utilizzando delle aggregazioni sonore.

Oggi Le Sacre du printemps è considerata come una delle opere più importanti del XX secolo, tanto che ha ispirato numerosi coreografi (come Maurice Béjart, Pina Bausch, Jean-Claude Gallotta, Angelin Preljocaj, Martha Graham, Uwe Scholz o Emanuel Gat) che ne hanno proposto le proprie versioni.

L’idea di questo balletto venne a Stravinskij nel 1910, mentre stava lavorando a L’Oiseau de feu:

ho visto, nella mia immaginazione, lo spettacolo di un grande rito sacro pagano: i vecchi saggi, seduti in cerchio, osservano la danza, fino alla morte, di una giovane fanciulla che essi sacrificano per rendersi propizio il dio della primavera”,

scrisse il compositore nelle sue Cronache della mia vita.

Così Stravinskij ne parlò all’amico Nicolas Roerich, pittore e esperto dell’antichità slava; ne parlò anche con Diaghilev, che decise di far elaborare l’argomento ai due amici.

La composizione fu terminata il 17 novembre 1912 a Clarens (in Francia), mentre l’orchestrazione definitiva reca la data dell’8 marzo 1913.

Il balletto fu rappresentato per la prima volta, come già detto qui sopra, il 29 maggio 1913 dai Ballets russes di Diaghilev al Théâtre des Champs-Élysées a Parigi, con Pierre Monteux alla direzione dell’orchestra.

La coreografia di Vaslav Nijinski, così come la musica di Stravinskij, che vedeva il ritmo come elemento principale di tutto il balletto, provocarono in quell’occasione un baccano tale che è rimasto famoso e che qualificarono l’opera come “Massacre du printemps” (“Massacro della primavera”), anche se il giorno precedente, alla prova generale, in cui erano presenti Claude Debussy, Maurice Ravel, altri intellettuali e la stampa parigina, tutto era andato bene e la rappresentazione si era svolta nella calma generale.

Il compositore descrive così la rappresentazione nelle sue Cronache della mia vita:

ho lasciato la sala dopo le prime battute del preludio, quando sono cominciate delle risa e delle prese in giro.
Queste manifestazioni, inizialmente isolate, divennero ben presto generali e, provocando delle “contro-manifestazioni”, si trasformarono molto presto in un baccano infernale
”.

In quel momento, Nijinski, che si trovava dietro le quinte, era in piedi su una sedia gridando ai ballerini, che non sentivano più l’orchestra, le indicazioni per continuare il balletto.

Diaghilev, da parte sua, comandava gli elettricisti di accendere e spegnere le luci per cercare di calmare il pubblico.

Stravinskij scrisse più tardi, nel 1935, nelle sue Cronache, a proposito della coreografia:

L’impressione generale che ho avuto allora, e che ricordo di quella coreografia, è l’incoscienza con la quale essa è stata fatta da Nijinski.
Si vedeva chiaramente la sua incapacità di assimilare e di appropriarsi delle idee rivoluzionarie che erano proprie del “credo” di Diaghilev
”.

Tuttavia, al momento della messa in scena, Stravinskij aveva approvato quella coreografia, tanto che scrisse al compositore Maximilien Steinberg il 3 luglio 1913:

La coreografia di Nijinski è perfetta; ad eccezione di qualche piccola cosa, tutto è stato fatto come io lo volevo”.

Le Sacre du printemps è una serie di cerimonie dell’antica Russia”,

disse il compositore in un’intervista del 13 febbraio 1913 e queste erano le note del programma che gli spettatori avevano in mano alla prima rappresentazione:

Primo quadro: L’adorazione della terra
Primavera. La terra è ricoperta di fiori. La terra è ricoperta di erba. Una grande gioia regna sulla terra. Gli uomini si abbandonano alla danza e, secondo il rituale, interrogano l’avvenire. L’avo di tutti i saggi prende personalmente parte alla glorificazione della Primavera. Viene guidato a unirsi alla terra rigogliosa e orgogliosa. Tutti danzano come in estasi.
Secondo quadro: Il sacrificio
Trascorso è il giorno, trascorsa la mezzanotte. Sulle colline stanno le pietre consacrate. Gli adolescenti compiono i loro mitici giochi e cercano la grande via. Si rende gloria e si acclama Colei che fu designata per essere accompagnata agli Dei. Si chiamano gli avi venerabili a testimoni. E i saggi antenati degli uomini completano il sacrificio. Così si sacrifica a larilo (nella mitologia slava larilo è il dio della natura, “n.d.r.”), il magnifico, il fiammeggiante”.

Ognuno dei due grandi quadri inizia con un’introduzione e comprende un certo numero di danze che portano alla danza della terra alla fine della prima parte e alla danza sacrificale alla fine della seconda: in entrambi all’inizio la musica è lenta e calme mentre finiscono con un’esplosione.

I due quadri sono distinti e separati tra di loro che, a loro volta, ognuno di essi si divide in sei episodi:

  • Prima parte: L’adorazione della terra
  1. Introduzione
  2. Gli auguri primaverili – danze delle adolescenti
  3. Gioco del rapimento
  4. Danze primaverili
  5. Gioco delle tribù rivali – corteo del saggio -adorazione della terra – il saggio
  6. Danza della terra
  • Seconda parte: Il sacrificio
  1. Introduzione
  2. Cerchi misteriosi delle adolescenti
  3. Glorificazione dell’Eletta
  4. Evocazione degli antenati
  5. Azione rituale degli antenati
  6. Danza sacrificale dell’Eletta

Opera di rottura, contrariamente ad altri compositori russi che avevano accettato il linguaggio sinfonico tedesco, Stravinskij utilizza qui dei modi completamente asinfonici, con degli elementi che non vengono sviluppati: blocchi contrastanti e separati tra di loro che sono sovrapposti e avvicinati come in un mosaico, con delle singole linee che si accumulano per creare un crescendo.

I ritmi possono essere ripetitivi con degli ostinato statici e immobili, oppure molto dinamici con gli accenti continuamente spostati.

Per quanto riguarda l’aspetto melodico, anche se Stravinskij ha detto di aver utilizzato solo la melodia iniziale del fagotto, tratta dal repertorio lituano, possiamo ritrovare una dozzina di melodie slave di antichi riti e festività, che Stravinskij ha modificato.

Riguardo l’orchestra, poi, nel Sacre viene utilizzata un’orchestra sinfonica eccezionalmente grande:

  • gli archi sono spesso suddivisi in tre o quattro parti differenti
  • ogni famiglia di fiati ha cinque esecutori, alcuni dei quali suonano due se non addirittura tre strumenti (ad esempio il secondo clarinetto basso che suona anche il clarinetto in la e quello in sib)
  • negli ottoni troviamo strumenti come la tromba bassa in mib o le tube suonate dal settimo e dall’ottavo corno
  • la sezione delle percussioni è molto importante e Stravinskij inserisce le percussioni più svariate: triangoli, campane, gong, timpani e tamburi.

Nel Sacre Stravinskij lavora molto a livello timbrico, creando una notevole varietà di timbri, a cominciare dalla melodia iniziale del fagotto, con la prima nota estremamente pericolosa per lo strumento, dato il registro acuto.

Igor Stravinskij: Le sacre du printemps (La sagra della primavera) – Partitura

Igor Stravinskij – Le sacre du printemps (La sagra della primavera): L’adorazione della terra – Guida all’ascolto

Igor Stravinskij – Le sacre du printemps (La sagra della primavera): Il sacrificio – Guida all’ascolto

4 thoughts on “Igor Stravinskij: Le sacre du printemps (La sagra della primavera) – Introduzione

  1. lorenzo said:

    grazie mi siete stati utilissimi

    • barbara said:

      bene Lorenzo, mi fa piacere 🙂
      Ciao

  2. Quest’opera (erroneamente tradotta la “sacra” mentre il significtao è “Il rito della primanera”) l’ho illustrata in alcune tele che ho dipinto negli scorsi anni.
    L’ho divisa in tre parti.
    Tradurre “Le sacre” in pittura e’ stata un’esperienza affascinante.
    Grazie godpod Stravinskij.
    Fanco Brunatto Zanetti

    • barbara said:

      Grazie Franco: interessante la cosa 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

CLICCA QUI e scarica subito l'E-BOOK GRATUITO: “Guida all’ascolto dello Stabat Mater di Antonín Dvorák”

Segui guidaallascolto sui Social Network!

Come trovi questo sito?

Eccellente
Ottimo
Buono
Così così
Scadente
Pessimo
No comment