Igor Stravinskij – Le sacre du printemps (La sagra della primavera): Il sacrificio – Guida all’ascolto

Stravinskij _Le-sacre-du-printemps2La seconda parte, come la prima, de Le sacre du printemps di Igor Stravinskij, Il sacrificio, si divide, come ho già detto nell’introduzione in sei sezioni:

  1. Introduzione
  2. Cerchi misteriosi delle adolescenti
  3. Glorificazione dell’Eletta
  4. Evocazione degli antenati
  5. Azione rituale degli antenati
  6. Danza sacrificale dell’Eletta

Andiamo ora a vederle insieme nel dettaglio.

Nell’Introduzione, siamo esattamente a 16:20 del nostro video, gli archi divisi con i violini nell’estrema regione acuta (in cui Stavinskij da uso anche degli armonici), ci immettono fin da subito in un’atmosfera glaciale, siderea.

Insieme agli echi dei corni, si fa strada una nenia lenta e misteriosa, una melodia di grande lirismo a 17:36.

Lo stesso clima lo ritroviamo nel brano successivo, Cerchi misteriosi delle adolescenti, dove vengono amplificati i temi rituali che diventano molto ripetitivi, quasi ipnotici.

Tre corni con sordina, che si aggiungono ad un sibilo acutissimo dei flauti (già presente), a 19:53, ci portano direttamente al tema dei cerchi misteriosi delle adolescenti, a 20:28, proposto da sei viole sole che vengono accompagnate dal pizzicato dei violoncelli: viene scelta la vittima, l’Eletta, che deve essere sacrificata in onore della primavera.

A questo inizio fa seguito una linea melodica proposta prima dal flauto e poi, a turno da altri strumenti dell’orchestra.

Un “crescendo e accelerando”, è scritto in partitura, improvvisi, a 23:19, con violenti colpi di timpani e archi, ci portano alla Glorificazione dell’Eletta, 10 secondi più tardi: una danza travolgente, basata su un’accentuazione ritmica asimmetrica, dove i bassi vengono usti solo come sostegno agli strumenti acuti che invece hanno slanci verso le loro regioni più acute.

Questo brano fu chiamato da Stravinskij, nei suoi abbozzi, Danza selvaggia, forse pensata inizialmente come una furiosa cavalcata di amazzoni.

Questa parte sembra porsi in contrapposizione con i brani successivi.
A 24:58 infatti troviamo l’austera Evocazione degli antenati, grandiosa, dall’andamento processionale, con il suo corale proposto dagli ottoni subito dopo una pausa di silenzio dell’intera orchestra e un colpo di timpani.

Questo corale viene poi proposto da tutta l’orchestra con un andamento assolutamente omoritmico dell’orchestra: viene richiamata la natura religiosa del sacrificio.

Nell’Azione rituale degli antenati, a 25:37, sotto glissandi e arabeschi di corno inglese e flauto, appare il tema delle trombe con sordina, a 26:46, che ben presto diventa ossessivo anche grazie al crescendo che ci porta, a 27:59, ad un ostinato ritmico delle percussioni e degli archi.

Inaspettatamente, però, a 28:22, la tromba propone il tema concludendo questa parte con una grande inquietudine, preparandoci così all’ultima parte: gli spiriti degli antenati si dissolvono per lasciare spazio all’Eletta, alla prescelta che, nella Danza sacrificale dell’Eletta, a 29:08, deve danzare fino al suo esaurimento che la porterà alla morte perché possa riprendere il ciclico rinnovarsi della natura.

Una scala cromatica discendente del clarinetto basso, a 29:05, ci introduce direttamente a quest’ultima parte, in cui

per la prima volta nella storia della musica il ritmo assume qui un valore costruttivo e sostituisce in un certo senso il vecchio sviluppo tematico”,

scrisse Alfredo Casella.

In questo finale, infatti, manca praticamente del tutto qualsiasi spunto melodico; ritroviamo solo ritmi e accenti combinati insieme da Stravinskij con grande abilità e padronanza.

A 33:48 un glissando ascendente dei flauti in piano, un fischio fortissimo di flauti (e ottavino) e archi acuti e un ultimo colpo fortissimo di corni, tromboni, timpani e archi gravi sigillano il compimento del sacrificio.

Igor Stravinskij: Le sacre du printemps (La sagra della primavera) – Partitura

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