Hector Berlioz – Roméo et Juliette: Parte II – Guida all’ascolto

Berlioz_Romeo-et-Juliette-2La seconda parte del Roméo et Juliette di Hector Berlioz è formata dai successivi tre pezzi:

2) Romeo solo – Tristezza – Rumori lontani di ballo e di concerto
Grande festa in casa dei Capuleti
3) Notte serena – II giardino dei Capuleti, silenzioso e deserto. I giovani Capuleti, uscendo dalla festa, passano cantando delle reminiscenze della musica del ballo. Scena d’amore.
4) La Regina Mab o la fata dei sogni. Scherzo

Andiamo a vedere nel dettaglio ogni singolo momento.

Romeo solo – Tristezza – Rumori lontani di ballo e di concerto
Grande festa in casa dei Capuleti

Qui non dobbiamo per forza trovare una coerenza nella costruzione drammatica, in quanto Berlioz, portandoci al ballo e alla grande festa in casa Capuleti (luogo dove i due amanti si incontrano per la prima volta), dopo aver trattato la tristezza di Romeo, non se ne prende grande cura.

Qui entriamo anche nella parte essenzialmente sinfonica dell’opera, quella in cui troviamo sia le pagine più brillanti che quelle più commoventi.

E la parte della tristezza di Romeo ne è un esempio: all’inizio troviamo una bella e lunga melodia cromatica (siamo a 23:14 del nostro video), affidata inizialmente ai violini primi in pianissimo (scritto con tre “p”), dal carattere doloroso che richiama il primo movimento della Sinfonia fantastica dello stesso Berlioz e la melodia iniziale del preludio del Tristano e Isotta di Wagner.

Questa frase confluisce a 25:20 su un motivo ripetuto con insistenza, nel quale troviamo un abbozzo del tema d’amore che verrà proposto in seguito.

A 28:37 cambia l’atmosfera:ora un’aria di danza prende il sopravvento.s

La musica da ballo si fa sempre più lontana con degli eco simultanei fino a scomparire.

Si fa largo, a questo punto (a 29:02), un Larghetto estatico: un oboe espone il motivo della tristezza dell’eroe.

Il ricordo della festa a casa Capuleti, in contrasto, è costruito su un Allegro dal ritmo vivace (a 30:51): un tema di danza dal ritmo e dalla vivacità sonora piuttosto differente.

I motivi della festa e quello della solitudine di Romeo si riuscono infine insieme (a 33:17), prima della coda: a 36:25 gli ultimi sospiri dell’oboe, rotti da un fortissimo di tutta l’orchestra, concludono con un tema cadenzato.

Notte serena – II giardino dei Capuleti, silenzioso e deserto. I giovani Capuleti, uscendo dalla festa, passano cantando delle reminiscenze della musica del ballo. Scena d’amore.

Qui l’orchestra ci porta, su un tenue cromatismo e una piccola riproposta dell’atmosfera del ballo con il corno solo (a 38:47), al silenzio della notte, turbato da un breve episodio corale dei giovani che escono dalla festa (tramite un doppio coro al di fuori della scena, a 39:06).

A questo coro si collega direttamente la scena d’amore, a 41:25: un Adagio sublime che ci fa entrare nella magia dell’istante e del luogo (è il brano che Berlioz dichiarava di preferire di tutta l’opera).

Questo ampio racconto strumentale conduce, attraverso dei brevi episodi melodici successivi, attraverso l’ansimare del desiderio con viole e violoncelli in staccato, al grande tema della dichiarazione d’amore di Romeo, a 43:19 (affidata ai violoncelli).

Questo tema, di grande e profonda bellezza, provocò l’ammirazione di Wagner.

Una nuova attesa notturna, poi la proposta della frase d’amore che ora emerge in tuta la sua luminosità e ci segnala la presenza di Giulietta.

Il dialogo degli amanti è proposto, a 45:10, dall’alternanza di brevi motivi ritmici ai legni (protesta debole di Giulietta), di silenzio, di momenti di gioia dal ritmo sincopato e grande lirismo dove, anche in questo caso, il violoncello prende in prestito la voce di Romeo.

La Regina Mab o la fata dei sogni. Scherzo

Drammaticamente, questo pezzo per sola orchestra, piuttosto famoso, non avrebbe assolutamente posto in questo momento.

Ma abbiamo già detto che Berlioz non era particolarmente attento alla forma di questa sinfonia.

Infatti questo brano è un momento diversivo dove la volubilissima orchestra ci propone senza sosta l’immagine immateriale e astratta del personaggio shakesperiano.

La forma è simile a quella di uno scherzo classico.

A 1:02:37 troviamo un trio, con sonorità particolari (quasi misteriose) del flauto e del corno inglese che si concatena ad un secondo scherzo, a 1:04:03 un po’ più veloce del primo, che utilizza il ritornello che ti ho indicato prima e che ci porta velocemente ad un secondo trio centrale: a 1:04:29 il corno pianissimo e lontano crea un’atmosfera fantastica che sparisce sotto un fortissimo generale (a 1:05:17).

A 1:05:27 un terzo ed ultimo scherzo molto breve che rallenta il movimento con note lunghe e tenute: siamo nella coda con l’arpa e i suoni sgranati dei cymbales antichi.

La continuazione, con la terza parte, la trovi qui.

Hector Berlioz: Roméo et Juliette – Partitura

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