Gustav Mahler: Sinfonia n. 3 in re minore – Introduzione

GustavMahlerLa Sinfonia n. 3 in re minore di Gustav Mahler (1860 – 1911) fu composta tra l’estate del 1893 (con i primi abbozzi dei movimenti centrali) e l’estate del 1896 a Steinbach am Attersee, nelle Alpi del Tirolo (il compositore poteva dedicarsi pienamente alla composizione soltanto nei mesi estivi, durante le vacanze dal suo lavoro principale di direttore d’orchestra e di teatro).

È la più lunga delle sinfonie del compositore, con i suoi cento minuti circa, ed è anche la seconda sinfonia più lunga di tutto il repertorio classico (la prima è la Sinfonia n. 1 di Havergal Brian che dura circa due ore).

Dopo i dubbi, le battaglie e i tormenti metafisici della prima e della seconda sinfonia, Mahler risolve tutte le sue contraddizioni e le forze ancora contenute in quest’opera-fiume, che è come un grande inno alla natura: il compositore qui elabora i numerosi rumori della natura circostante e riprende le tappe della Creazione: il primo movimento, infatti, doveva simbolizzare le forze telluriche, il secondo la vegetazione, il terzo gli animali, il quarto la nascita dell’uomo, il quinto gli angeli (interpretato da un coro di voci bianche) e l’ultimo l’amore.

Un settimo movimento doveva concludere il lavoro, ma questo fu utilizzato come finale della quarta sinfonia.

E tutto esplode in quest’opera sinfonica, una delle più dense della musica occidentale, una delle rare ad “interrogarsi” sul divenire delle cose e degli esseri nella loro evoluzione, dall’estremamente piccolo all’universale, dall’immobilità delle pietre al movimento dei pianeti, dell’amore e della trascendenza.

Vari furono i titoli che inizialmente Mahler pensava di apporre all’opera: Pan, La gaia scienza (in omaggio a Friedrich Nietzsche), La mia gaia scienza, La vita felice, Sogno di un mattino d’estate, Sogno di un mezzogiorno d’estate e Sogno di una notte di mezza estate (intestazione, quest’ultima, a proposito della quale l’autore precisò ironicamente: «Non da Shakespeare. Nota per i critici e i cultori di Shakespeare»), ma alla fine essi furono tolti perché avrebbero portato fuori strada l’ascoltatore dalla musica (e anche perché per Mahler la musica a programma, considerata come un problema storico, non significava più nulla).

Mahler compose per primo il secondo movimento, poi lo Scherzo e il canto di Nietzsche, l’aria del Wunderhorn e il grande oceano di sentimenti che è il finale che resta la parte più incredibile dell’opera.

Il primo movimento, una specie di piena musicale, con questo mondo in ebollizione pieno di conflitti e di caos, fu composto alla fine: lo stesso compositore era dubbioso se fosse necessario usare qui un così grande insieme strumentale e se fosse necessario impiegare più di trenta minuti per descrivere tutto questo, ma alla fine ritenne che … si, era necessario 🙂

La Sinfonia n. 3 è composta dai seguenti movimenti:

  1. Kräftig. Entschieden (Con forza, Deciso)
  2. Tempo di Menuetto. Sehr mäßig (Tempo di minuetto: molto moderato)
  3. Comodo. Scherzando. Ohne Hast (Comodo, Scherzando, Senza fretta)
  4. Sehr langsam. Misterioso. Durchaus ppp (Molto lento, Misterioso “Uomo sta’ attento”)
  5. Lustig im Tempo und keck im Ausdruck (Allegramente nel ritmo e vivace nell’espressione “Cantarono tre Angeli”)
  6. Langsam. Ruhevoll. Empfunden (Lento, Tranquillo, Sentito).

Essi sono raggruppati in due parti, chiamate Abteilungen: la prima contiene solo il primo movimento (al termine del quale è prescritta in partitura una pausa di almeno cinque minuti) mentre la seconda raggruppa degli altri cinque, che si susseguono senza soluzione di continuità: i primi due sono strumentali, il terzo e il quarto vocali, l’ultimo nuovamente strumentale.

Il quarto movimento fa intervenire una voce di contralto che canta un testo tratto dal Così parlò Zaratustra di Friedrich Nietzsche.

Nel quinto movimento al contralto si aggiunge un coro di voci bianche che riprendono un tema tratto dall’antologia di antiche poesie popolari tedesche Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo).

L’ultimo movimento, l’inno all’amore, conclude la sinfonia in una pace meditativa.

Anche se i quattro movimenti interni aderiscono approssimativamente alla struttura della Sinfonia n. 2, i due movimenti esterni offrono un maggior contrasto: il primo movimento è di dimensioni e struttura tale che è impossibile farlo entrare nei limiti del concetto convenzionale; il sesto, invece, è un movimento lento concepito con audacia.

Inoltre i titoli scritti da Mahler sulla partitura (ma dimenticati nell’edizione pubblicata) indicano che l’arrangiamento dei sei movimenti è stato concepito per rappresentare l’ascensione progressiva attraverso la gerarchia cosmica.

Essi, cambiati più volte durante la stesura della Sinfonia in quanto questi seguivano la musica e non viceversa, sono:

  • Pan erwacht. Der Sommer marschiert ein (Pan si risveglia, arriva l’estate). Introduzione, fanfara e marcia giocosa
  • Was mir die Blumen auf der Wiese erzählen (Quello che i fiori del prato mi raccontano)
  • Was mir die Tiere im Walde erzählen (Quello che gli animali della foresta mi raccontano)
  • Was mir der Mensch erzählt (Quello che l’uomo -la notte- mi racconta)
  • Was mir die Engel erzählen (Quello che gli angeli -le campane del mattino- mi raccontano)
  • Was mir die Liebe erzählt (Quello che l’amore -Dio- mi racconta). Motto: “Padre, guarda le mie ferite: non abbandonare alcuna creatura“, dal Des Knaben Wunderborn.

Da notare, comunque, che questi titoli erano considerati dal compositore più come un programma interno che come un programma vero e proprio (ho detto poco sopra di come Mahler vedesse la musica a programma).

In questa sinfonia Mahler usa tutte le forme del passato, forma sonata compresa, e procede per grandi blocchi di materiale appoggiandosi sulla variazione continua.

Come ho detto precedentemente, il compositore aveva previsto un’ultima tappa che doveva chiudere l’opera: frammenti di questo movimento (che non è altro che il Lied La vita celesteDas himmlische leben-, composto tre anni prima) sono presenti nel primo movimento e soprattutto nel quinto che si può capire solo attraverso questo brano mancante.

Perché Mahler allora l’ha tolto?

Molto probabilmente per la lunghezza dell’opera e forse anche perché, dopo l’elevazione grazie all’amore universale, questa parte non aveva posto qui (la rivelazione del cielo all’uomo meritava almeno un’altra sinfonia!).

La sinfonia fu eseguita, inizialmente, per movimenti ottenendo poco successo: il secondo movimento fu eseguito a Berlino il 9 novembre 1896 dall’Orchestra Filarmonica di Berlino sotto la direzione di Arthur Nikisch, e suonato ulteriormente in diverse città della Germania.

Il 9 marzo 1897, la stessa orchestra, sotto la direzione di Felix Weingartner, interpretò il secondo, terzo e sesto movimento, accolti da applausi ma da altrettanti fischi.

La partitura fu pubblicata nel 1899 da Weinberger, a Vienna, ma l’opera fu quasi dimenticata tanto che la sinfonia completa fu eseguita per la prima volta solo il 9 giugno 1902 a Krefeld dall’Orchestra del Gürzenich di Colonia, sotto la direzione del compositore, e dal contralto Luise Geller-Wolter durante il Festival della Società musicale tedesca di Crefeld in Renania.

Questo concerto, dato in presenza di Richard Strauss, Max von Schillings, Engelbert Humperdinck, Eugen d’Albert, Willem Mengelberg e di altri, fu il primo vero trionfo di Mahler come compositore.

L’organico orchestrale è importante: esso infatti prevede contralto, coro femminile a 3 parti, coro di voci bianche, 4 flauti (3 e 4 anche ottavino), 4 oboi (4 anche corno inglese), 3 clarinetti (3 anche clarinetto basso), 2 clarinetti piccoli, 4 fagotti (4 anche controfagotto), 8 corni, 4 trombe, 4 tromboni, bassotuba, timpani, tamburello, tamburo militare, tamtam, grancassa, triangolo, piatti, frusta, 4 campane, 2 glochenspiel, 2 arpe e archi.

Gustav Mahler: Sinfonia n. 3 in re minore – Partitura

Gustav Mahler: Sinfonia n. 3 in re minore – Testo

Gustav Mahler: Sinfonia n. 3 in re minore – Guida all’ascolto

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