Gregorio Allegri – Miserere: Guida all’ascolto

Ciao,

come dicevo nell’Introduzione di questo pezzo, il Miserere di Gregorio Allegri è scritto per due cori, uno di 5 e uno di 4 voci, a cappella.

Questi due cori sono disposti, secondo l’usanza in voga nel Seicento, distanti tra di loro fisicamente, creando così anche un effetto stereofonico.

Inoltre il coro a 4 voci è formato da 4 solisti, mentre quello a 5 è un coro vero e proprio e questo lo possiamo sentire nel video che ho scelto per ascoltare il Miserere con te (in quest’altro video, invece, sempre eseguito dallo stesso ensemble musicale, anche il coro a 5 voci è formato da 5 solisti e puoi vedere la distanza fisica che c’è fra i due cori; qui anche il tenore solista -in questo caso due cantanti-, è spostato fisicamente rispetto agli altri cantori).

Un’ultima precisazione prima di procedere con l’ascolto: le voci femminili di entrambi i cori erano destinate, originariamente, ai bambini, in quanto nel coro della Cappella Sistina non ci sono voci femminili (anche oggi) perché le donne non cantavano in chiesa, quindi l’effetto sonoro era ben diverso da quello che possiamo sentire noi in questo video.

Bene, addentriamoci ora nell’ascolto di questo Miserere.

Il testo, il salmo 51 (50), salmo penitenziale per eccellenza, viene suddiviso nei vari versetti, affidati, come dicevamo, ai vari cori.

Le parti affidate ai due cori hanno una scrittura inizialmente omoritmica, dove tutte le voci cantano insieme la stessa sillaba restando ogni voce sulla stessa nota, mentre alla fine di ogni versetto si ha uno stile più ornamentale, dove cioè ogni voce ha una propria linea indipendente rispetto alle altre.

Questo lo ritroviamo sia nel coro a 5 voci che in quello a 4 voci.

A tale proposito ti invito ad ascoltare il coro a 5 voci da 00:00 a 00:54 e quello a 4 voci da 01:14 a 02:04: puoi sentire che, pur essendo diversi a livello di note, hanno però questa stessa struttura: omoritmia/polifonia/omoritmia/polifonia.

I tempi che qui ti indico valgono solo per il video che ti propongo io qui sotto: se cerchi altre interpretazioni probabilmente saranno diversi (non di tanto, ovviamente, ma non saranno gli stessi 😉 ).

Il secondo e il quarto versetto è affidato al tenore solista e qui lo stile è ancora diverso: abbiamo infatti la stessa linea melodica (le stesse identiche note) per i due versetti che sono cantati secondo lo stile del cantus planus, lo stile cioè del canto gregoriano, una sola voce e senza scansioni ritmiche, dove cioè quello che conta è la parola e la frase e la musica si adegua.

Puoi ascoltare questo prima da 00:55 a 01:13 e da 02:07 a 02:24.

Questo è tutto il brano: questa stessa struttura si ripete tale e quale e la ritroviamo fino a 09:18: gli unici cambiamenti sono quelli fatti per adattare la musica al testo del salmo.

La quinta volta, da 09:20, cambia la fine: come sempre il primo versetto viene cantato dal primo coro, il secondo dal tenore solista, il terzo dal secondo coro ma il quarto versetto, anziché essere cantato dal tenore solista, viene cantato prima dal coro a 5 voci (da 11:16) per concludere con i due cori che cantano per la prima volta insieme (da 11:42), sulle parole “Tunc imponent super altare tuum vitulos” (allora immoleranno vittime sopra l’altare).

Questa frase è fatta da note ripetute, come avveniva all’inizio di ogni versetto, ma acquista ancor più solennità (a me, personalmente, commuove molto 😉 ) in quanto i tempi sono dilatati, rispetto a prima, i valori musicali sono allargati e le singole sillabe sono ben cadenzate.

Tutta la musica del Miserere è pensata al servizio delle parole: il fatto che venga usata una struttura omoritmica, dove tutti ripetono la stessa sillaba nello stesso momento, o la struttura del cantus planus fanno in modo che l’attenzione dell’ascoltatore sia posta più sul testo che sulla musica.

Anche i piccoli frammenti più polifonici della fine dei versetti, in realtà hanno la stessa finalità, poiché i vari frammenti melodici che possiamo ascoltare usano comunque la stessa sillaba o la stessa parola in tutte le voci, quindi non vengono sovrapposti testi diversi che possano distogliere l’attenzione dal testo del salmo.

Inoltre Allegri usa modalità molto semplici, ma efficacissime, per dare il senso dell’ampiezza, cioè per descrivere la distanza (direi quasi la sproporzione) tra la creatura e il suo Creatore, al quale comunque essa si rivolge con fiducia: nei due cori le voci femminili cantano nelle regioni acute mentre quelle maschili cantano in quelle gravi, usando il più possibile tutta l’estensione vocale.

Questo è ancor più evidente nel secondo coro (che, tra l’altro, a conferma di quanto detto adesso qui sopra, è formato da 2 soprani, un contralto e un basso), dove il Soprano I raggiunge una delle note più acute nell’ambito vocale-corale (un do sopra il pentagramma, che puoi sentire da 01:46, nella breve linea melodica di questa voce).

Buon ascolto.

Gregorio Allegri – Miserere: Testo

Gregorio Allegri – Miserere: Partitura

6 thoughts on “Gregorio Allegri – Miserere: Guida all’ascolto

  1. Carlo said:

    Innanzitutto grazie per le tue mail, graditissime e davvero complete.
    Non conoscevo Gregorio Allegri, per me è stata una splendida novità, una musica davvero toccante.
    Grazie ancora
    Carlo

    • barbara said:

      grazie a te per questo commento, Carlo 🙂
      Mi fa piacere che, grazie a guidaallascolto, puoi scoprire brani che ignoravi.
      Ciao

  2. piero iemmolo said:

    Fantastica ed incredibilmente emozionante musica con altezze vocali inimmaginabili.
    Grazie per la competente guida all’ascolto e per il prezioso servizio che fate.

    Ho ascoltato questo brano durante e alla fine della lettura di un triller molto bello che aveva questo titolo e che più volte citava e faceva eseguire questo brano da cori di bambini (per la cronaca il libro è di Jean-Christophe Grangè e si intitola proprio “miserere”)

  3. Nicola said:

    Un brano veramente ipnotico, l’avevo ascoltato qualche giorno prima.
    Complimenti

  4. roberto berzero said:

    A proposito di “prassi esecutiva”, ho potuto ascoltare il Miserere eseguito anche con un accompagnamento (seppur sobrio) di organo. E’ una soluzione che sicuramente aiuta a non “calare” durante l’esecuzione.
    Cosa ne pensate?

    • Barbara said:

      Buongiorno Roberto,
      personalmente non “amo” l’accompagnamento su brani scritti per sole voci.
      Ciao

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