Gioacchino Rossini: La gazza ladra (Ouverture) – Guida all’ascolto

Rossini_La-gazza-ladraL’Ouverture de La gazza ladra di Gioacchino Rossini (che potremmo dire essere seconda dopo quella del Giullaume Tell in quanto alla potenza creativa, alla ricchezza dell’orchestrazione e all’attenzione ai particolari) si apre con tre rulli di tamburo su un tempo Maestoso marziale che ci introducono fin da subito nell’ambiente militare che troveremo poi durante tutta l’opera.

Il tema di marcia che entra subito dopo, a 00:21 del video che ho scelto per fare questa guida all’ascolto, risulta essere molto solenne grazie agli accordi ribattuti e alle armonie scandite nel tempo.

A 02:07 ritroviamo di nuovo il rullo del tamburo che ci porta, da un pianissimo scritto con tre p ad un fortissimo, alla fine di questa prima parte: gli strumenti gravi dell’orchestra (fagotti, tromboni e contrabbassi) hanno degli arpeggi discendenti su note tenute lunghe dagli altri fiati mentre violini e viole hanno delle semicrome staccate molto frenetiche prima di avere quattro accordi staccati che chiudono definitivamente questo Maestoso marziale.

Voglio farti notare che in tutta questa conclusione l’unico accordo che Rossini usa è quello di si, cioè della dominante di mi maggiore, tonalità usata fin dall’inizio di questa ouverture.

A 02:34, dopo una breve pausa di silenzio, inizia l’Allegro ma questa volta nella tonalità di mi minore: qui ritroviamo uno dei temi più famosi di Rossini, inserito in una forma musicale che il compositore usa spessissimo e cioè una forma-sonata senza lo sviluppo centrale e con la coda finale che di solito è più veloce del resto del brano.

All’inizio dell’Allegro troviamo solo gli archi: i violini primi e le viole ci presentano il tema formato da terzine staccate (nel primo caso) o con le prime due note legate (nel secondo) che si fermano su una nota lunga accentata : sembra propria che Rossini voglia fin da subito far pensare al volo della gazza, il personaggio principale dell’opera.

Come d’abitudine nel compositore pesarese, questo primo tema viene proposto, a mano a mano, da altri strumenti che si aggiungono e si sovrappongono a quelli già presenti: è il famoso crescendo rossiniano.

La cellula tematica usata viene anche spezzettata e usata in piccoli frammenti con combinazioni orchestrali e coloristiche sempre diverse fino a raggiungere l’apice sul fortissimo a 03:30.

A 04:06 tutto si ferma su di un’unica nota, re, suonata da tutta l’orchestra a cui fa eco, subito dopo, la stessa nota re ma suonata pianissimo solo da violini secondi, viole, violoncelli e contrabbassi, a cui fanno seguito degli accordi (pianissimo sotto voce è scritto in partitura) con note tenute lunghe da fagotti, corni e tromboni.

A questo punto, a 04:27, l’oboe presenta un grazioso motivo (che possiamo benissimo far risalire al tema principale sentito fin dall’inizio), anche questo molto conosciuto e famoso, a cui rispondono i flauti e i violini primi con una scala discendente proposta da crome staccate.

Una seconda riproposta di questa stessa situazione sfocia, ora, a 04:44 in un nuovo motivo (anch’esso imparentato con il tema iniziale), proposto da flauti, clarinetti e fagotti.

Dopo una ripresa di questa sezione, a 04:52, ora è la volta dei corni e del tamburo a proporre una nuova idea tematica (a 05:17) che cresce piano piano sempre di più (sia come volume che come organico strumentale) fino ad una breve pausa di silenzio a 06:26.

Abbiamo ora la ripresa dell’Allegro con il primo tema affidato ai violini primi e alle viole in ottava, mentre a 07:09 viene proposto dal clarinetto il secondo tema.

La coda finale, con il suo Più mosso, a 08:55, porta alla conclusione del brano.

Gioacchino Rossini: La gazza ladra (Ouverture) – Partitura

Gioacchino Rossini: La gazza ladra (Ouverture) – Trama dell’opera

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