George Gershwin: Un americano a Parigi – Introduzione

GeorgeGershwinUn americano a Parigi (An American in Paris è il titolo originale) è un’opera sinfonica del 1928 del compositore americano George Gershwin (1898 – 1937) che si ispira al soggiorno che il compositore fece a Parigi alla fine della prima guerra mondiale.

Infatti Un americano a Parigi ha la forme di un poema sinfonico che rievoca i luoghi e la vita parigina negli anni ’20, appunto.

Il brano fu eseguito per la prima volta dalla New York Symphony Society diretta da Walter Damrosch alla Carnegie Hall di New York il 13 dicembre 1928 davanti ad un pubblico molto numeroso (al termine dell’esecuzione un’ascoltatrice disse: “Si sentono i passanti che ti sfiorano”).

Nel 1951, Un americano a Parigi fu adattato al cinema da Vincente Minnelli con Gene Kelly e Leslie Caron e vinse diversi Oscar.

Nella partitura di questo poema sinfonico troviamo un’orchestra arricchita da strumenti che in quel periodo ancora non avevano trovato posto nell’orchestra classica, come ad esempio i sassofoni.

Troviamo inoltre una celesta, una batteria con diversi strumenti a percussione e, cosa simpatica, ben quattro clacson tipici dei taxi parigini che, sembra, Gershwin stesso andò ad acquistare in un negozio di accessori per automobili a Parigi e che furono portati a New York, per la prima esecuzione, dal compositore.

L’orchestrazione, fatta dallo stesso Gershwin, risente della musica di Stravinsky, Puccini, Prokof’ev, Schoenberg, autori che egli conosceva molto bene grazie alla familiarità che aveva con le loro opere.

Possiamo dividere Un americano a Parigi in tre parti principali:

  1. la prima che ci descrive la passeggiata di un turista americano nei quartieri più tipici della città in una mattina soleggiata di maggio: gli Champs-Élysées, il  Grand Palais, la Senna, la Rive Gauche, il Quartiere Latino, il Moulin Rouge
  2. un blues (tema nostalgico) su un assolo di tromba ci porta nel parco del giardino del Lussemburgo, dove l’americano pensa al suo paese natale
  3. la terza parte dove il turista incontra un altro americano con il quale scambia le sue impressioni.

Molti sono i temi e gli spunti tematici che si intrecciano in quest’opera, dove possiamo riconoscere chiaramente i rumori del traffico (e dei clacson dei taxi), un motivo di una musica di inizio secolo, un tema nostalgico, un charleston…

Ecco cosa dice Gershwin di Un americano a Parigi:

Questa nuova opera, un vero balletto rapsodico, è scritta liberamente.
È la musica più moderna che io abbia mai scritto.
La prima parte si sviluppa in uno stile tipicamente francese, alla maniera di Debussy e dei Sei, benché le melodie siano tutte originali.
La mia intenzione è quella di descrivere le impressioni di un americano in visita a Parigi che, passeggiando per la città, ne ascoltando i suoni e i rumori, impregnandosi dell’atmosfera francese.
Come in altre mie opere orchestrali, non ho cercato di presentare delle scene precise.
La rapsodia è a programma ma ognuno può leggere nella musica tutte le immagini che preferisce
“.

George Gershwin: Un americano a Parigi – Partitura (riduzione per pianoforte)

George Gershwin: Un americano a Parigi – Guida all’ascolto

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