George Gershwin – Rapsodia in blue: Introduzione

GeorgeGershwinLa Rapsodia in blue, una delle più famose composizioni musicali di George Gershwin (1898 – 1937), fu scritta dall’autore a soli ventisei anni.

Il titolo originario della prima versione di questo brano era American Rhapsody e fu composta, tra la fine del 1923 e l’inizio del 1924, come brano per due pianoforti.

In seguito il brano fu orchestrato da Ferde Grofé, l’arrangiatore di Paul Whiteman, direttore dell’orchestra jazz di New York.

In questa versione per pianoforte e orchestra jazz, Rapsodia in blue venne eseguito, dopo soli pochi giorni di prove, il 12 febbraio del 1924 all’Aeolian Hall di New York, con lo stesso Gershwin al pianoforte e con l’orchestra di Paul Whiteman (con l’aggiunta di una sezione di archi) all’interno di un concerto intitolato An Experiment in Modern Music: il successo fu immediato e il brano fu applaudito da musicisti come Fritz Kreisler, Igor Stravinsky, Sergej Rachmaninov, Leopold Stokowski, John Philip Sousa e Jascha Heifetz.

La partitura in questa versione per pianoforte e orchestra fu realizzata solo l’anno successivo ad opera di Grofé, alla quale seguirono altre due orchestrazioni, sempre ad opera di Grofé, nel 1926 e nel 1942, ogni volta per un’orchestra più grande.

Infatti l’orchestrazione del 1924 è per un flauto, un oboe, clarinetti, un fagotto, sassofoni, 2 corni, 2 trombe, 2 flicorni soprani, un euphonium, 2 tromboni, un trombone basso, una tuba, 2 pianoforti, una celesta, un banjo, tamburi, timpani, una batteria, violini, contrabbassi et una fisarmonica.

L’orchestrazione del 1942, invece, prevede il pianoforte solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti in si bemolle, un clarinetto basso in si bemolle, 2 fagotti, 3 corni in fa, 3 trombe in si bemolle, 3 tromboni, una tuba, timpani, percussioni (crash, caisse claire, grosse caisse, gong, triangolo, campane et cymbales), pianoforte, 2 sassofoni contralto in mi bemolle, un sassofono tenore in si bemolle, un banjo e strumenti a corde (violini, viole, violoncelli e contrabbassi).

Quest’ultima versione è, ad oggi, quella più eseguita, tanto da diventare un classico del repertorio.

Parecchie sono le registrazioni effettuate di questo brano, così come l’uso che ne è stato fatto: è stato inserito dalla Disney in Fantasia 2000, è la musica di Nodame Cantabile, un dramma giapponese, è l’introduzione al film Manhattan di Woody Allen ed è stato ripreso dal gruppo Liquid Tension Experiment.

Nella sua orchestrazione, Grofé lasciò praticamente intatte le caratteristiche ritmico-melodiche della versione originale del brano, tipiche del linguaggio jazzistico: anzi, vennero ancor più valorizzate dall’arrangiatore.

In Rapsodia in blue, infatti, si ha la fusione e l”incontro tra la musica jazz e la musica classica, con l’inserimento in un linguaggio classico di sonorità e elementi tipici del jazz come i ritmi e le inflessioni melodiche e armoniche (questo infatti è il significato della parola blue che compare nel titolo del pezzo).

George Gershwin – Rapsodia in blue: Partitura

George Gershwin – Rapsodia in blue: Guida all’ascolto

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