Frédéric Chopin: Preludio n. 1 in do maggiore, op. 28 – Guida all’ascolto

Chopin_Preludio01Il Preludio n. 1 in do maggiore, op. 28 (Agitato) di Frédéric Chopin ha il carattere di una toccata ed è di un gusto estremamente raffinato che ci introduce presto nelle più alte sfere dell’arte della composizione.

Non si può restare insensibili alla perfezione del dettaglio in ogni suo elemento, dal punto di vista sia formale che espressivo.

L’unica figura ritmico-melodica presente è ben delineata ed è piena di charme: essa comincia ad ogni misura nella regione grave alla mano sinistra e si innalza progressivamente, fino a che non viene ripresa dalla mano destra, per suonare, alla fine, nella regione acuta attraverso le note della sua melodia (ecco il video che ho scelto per fare questa guida all’ascolto).

Questa forma si inspira evidentemente al primo Preludio in do maggiore del primo volume del Clavicembalo ben temperato di Bach, dove possiamo trovare, allo stesso modo, una figura, anche se più modesta, che sale dalla mano sinistra e poi ripresa poi dalla mano destra.

In Chopin essa si sviluppa in un magnifico arabesco, la cui viva oscillazione esprime un sentimento di serenità e di letizia.

Possiamo notare la costruzione molto precisa di questa figura, formata da quattro voci: la voce del basso si presenta come un accordo spezzato, mentre che la voce del tenore e del soprano continuano la melodia (il tenore precede sempre il soprano sulla nota iniziale) e che la voce del contralto oscilla sulle terze.

Qui la raffinatezza armonica è data non dalle modulazioni, qui assenti, ma dalla struttura stessa dell’accordo: eccetto le misure iniziali, la maggior parte delle entrate della mano destra introducono in effetti una dissonanza melodica molto colorata, come la settima maggiore, la nona, l’”accordo chopiniano” o l’ottava aumentata.

Il colore di questa armonia dissonante si aggiunge così alla magnifica sonorità della figura pianistica, e l’insieme crea un’entità molto sofisticata, sensuale e colorata, che sorpassa di gran lunga la semplicità delle funzioni tonali che l’accompagnano.

Quanto al motivo principale della melodia, costruito sull’intervallo di seconda, Chopin lo ripete nella prima frase e lo fa salire seguendo la scala diatonica; nella seconda frase, al contrario, lo fa scendere sui gradi della scala pentatonica sol – la – si – re – mi.

Nel periodo successivo, a 00:15, questa melodia segue delle successioni cromatiche da cui proviene immediatamente la tensione, senza che comunque si possa parlare di tono drammatico.

Niente di più sorprendente qui che la distensione proposta nel climax, a 00:21, quando la melodia torna di nuovo al diatonismo.

Alla melodia non resta allora che spegnersi dopo essere dolcemente ridiscesa dal suo apice, a 00:26, mentre l’armonia diviene talmente calma che essa si addormenta sulla tonica, restando sul basso che non cambia più nelle ultime dieci misure.

Frédéric Chopin: Preludi op.28 – Partitura

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

CLICCA QUI e scarica subito l'E-BOOK GRATUITO: “Guida all’ascolto dello Stabat Mater di Antonín Dvorák”

Segui guidaallascolto sui Social Network!

Come trovi questo sito?

Eccellente
Ottimo
Buono
Così così
Scadente
Pessimo
No comment