Frédéric Chopin: Concerto per pianoforte e orchestra in mi minore n. 1, op. 11 – Introduzione

Dedicato al celebre pianista Friedrich Wilhelm Kalkbrenner (amico del giovane compositore a Parigi), il Concerto per pianoforte e orchestra in mi minore n. 1 op. 11 di Frédéric Chopin (1810 – 1849) è in realtà il secondo ad essere stato scritto.

Ma, come il Secondo Concerto in fa minore, op. 21 (composto l’anno precedente, nel 1829), appartiene ancora al periodo polacco del compositore: composto durante la primavera e l’estate del 1830, sarà eseguito per la prima volta dall’autore (con l’orchestra diretta da Warlo Ewasio Soliwa) l’11 ottobre dello stesso anno a Varsavia, al Teatro Narodowy, durante il suo ultimo concerto nel suo paese natale prima della partenza, il 2 novembre successivo, per Vienna, Londra e Parigi, città dove si stabilirà in modo definitivo.

Questi viaggi furono intrapresi a malincuore e solo per affermarsi come pianista concertista: Chopin si era reso conto, infatti, che il clima artistico di Varsavia, più incline all’opera di gusto italiano, non gli avrebbe permesso di avere successo.

Chopin non rivedrà mai più il suo paese natale.

Il concerto non ottenne, nella stampa polacca, le stesse reazioni entusiaste del Concerto n. 2, in quanto essa è già (pre)occupata per l’effervescenza rivoluzionaria che regnava nella capitale (la Polonia si rivolterà contro la dominazione russa qualche settimana più tardi, il 29 novembre 1830).

Tuttavia esso ottenne un grande successo da parte del pubblico.

Questo Concerto (rispetto ai due) sarà pubblicato da Moritz Schlesinger per primo nel 1833 e da qui, forse, viene l’inversione cronologica tra i due lavori: sembra infatti che Chopin abbia portato con sé le due partiture nel suo viaggio, le abbia proposte ad un editore quando si stabilì a Parigi e solo l’op. 11 fu tenuta e pubblicata in quanto l’op. 21 era troppo difficile tecnicamente e non si adattava ad un pubblico di pianisti amatori.

La sua orchestrazione spesso è stata giudicata debole e di poco interesse: soprattutto André Messager ha proposto la sua revisione che qualche volta è eseguita in concerto.

Anche durante la vita di Chopin, furono proposti diversi rimaneggiamenti (tra cui quelli di Carl Tausig o Karl Klindworth, tanto per citarne qualcuno; i direttori d’orchestra, a loro volta, portano, di tanto in tanto, qualche tocco personale), soprattutto nella cadenza o nella coda.

Certo: questo concerto non è allo stesso livello di quelli di Mozart, Beethoven o Brahms per arrivare fino a Schumann, ma, come il Secondo Concerto, è un’opera giovanile e, volendo, si sente l’inesperienza (Chopin aveva allora 20 anni).

È anche vero che in quel periodo i concerti di Beethoven erano praticamente sconosciuti a Varsavia e Chopin si rifà ai compositori in voga all’inizio dell’Ottocento (Ries, lo stesso Kalkbrenner, Kummel, Field, ecc.), in cui l’orchestra ridotta era concepita (quasi) come un semplice accompagnamento dei passi espressivi o virtuosistici del pianoforte.

Tuttavia è l’opera di un genio (era stato allievo del grande maestro Jozef Elsner, famoso per le sue musiche teatrali e orchestrali) e qui si ritrova già tutta l’impronta chopiniana e non semplice pretesto per la … velocità delle dita:

In questa musica”, dirà Maurice Ravel, “i più piccoli particolari sono altamente ispirati”.

La struttura del concerto rimane quella classica in tre movimenti:

  1. Allegro maestoso, in forma-sonata
  2. Romanza (Larghetto), lento e cantabile
  3. Rondò (Vivace), pieno di brio.

L’organico orchestrale usato si compone di pianoforte solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombone, trombone, timpani e archi.

Quindi Chopin usa un organico ridotto e che si limita spesso a pochi tocchi (o tace del tutto), ad eccezione delle introduzioni, delle conclusioni e di qualche tutti che separa una sezione pianistica dall’altra.

La durata media dell’esecuzione è intorno ai 40 minuti.

Frédéric Chopin: Concerto per pianoforte e orchestra in mi minore n. 1, op. 11 – Partitura

Frédéric Chopin: Concerto per pianoforte e orchestra in mi minore n. 1, op. 11 – Guida all’ascolto

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

CLICCA QUI e scarica subito l'E-BOOK GRATUITO: “Guida all’ascolto dello Stabat Mater di Antonín Dvorák”

Segui guidaallascolto sui Social Network!

Come trovi questo sito?

Eccellente
Ottimo
Buono
Così così
Scadente
Pessimo
No comment