Frédéric Chopin: Andante spianato e grande Polacca brillante op. 22 – Guida all’ascolto

Chopin_Andante-spianato-e-grande-Polacca-brillanteL’Andante Spianato scirtto da Frédéric Chopin e anteposto alla sua Grande polacca brillante in epoca successiva, come ho detto nell’introduzione a questo brano, è scritto per pianoforte solo, Tranquillo (è scritto in partitura) ed ha forma tripartita: una prima sezione in 6/8, un notturno centrale e un trio in 3/4 su un ritmo di mazurka.

Il video che ho scelto è uno dei pochissimi che ho trovato su youtube in cui ci siano tutte e due le parti con orchestra.

Le prime quattro battute sono un’introduzione con il movimento ondulatorio della sola mano sinistra (pp sempre legato) con un arpeggio che sarà praticamente sempre presente in tutto l’Andante (ad eccezione del trio in 3/4).

In queste quattro battute l’arpeggio è sempre identico a se stesso, mentre nelle sedici successive la nota più grave resta sempre la stessa (sol) mentre cambia l’arpeggio le cui note superiori ci propongono altri accordi.

Su questo basso quasi ipnotico, una melodia radiosa si propone molto delicatamente, leggiadra, come un “canto dell’anima pura“, dice Jankélévitch.

La calma e la dolcezza della melodia si coniugano con una semplicità quasi pastorale.

A 00:53 il basso dell’arpeggio cambia e per alcune battute si sentono delle varianti della melodie con alcune modulazioni passeggere che ci riportano, a 01:28, con un a tempo scritto in partitura, ad una ripresa sia della melodia che della monotonia dell’arpeggio della mano sinistra.

Con un crescendo e un accelerando, a 02:06, Chopin introduce nella mano destra delle semicrome: a questo punto la musica diventa un delicato mormorio, in cui la contemplazione ha il suo apice.

A 02:41 la mazurka del trio (Semplice è scritto in partitura) rompe improvvisamente questo andamento ondulatorio del notturno, anche se non c’è una differenza di clima.

La melodia è molto semplice, riposante ed è costruita su frasi di tre battute ciascuna, con un’armonizzazione molto ricca e piena di accordi di settima che, pur essendo dissonanti, tuttavia risultano molto gradevoli all’orecchio.

L’ultima parte dell’Andante, a 03:42, ci ripropone le 14 battute sentite prima del trio (quelle con le semicrome) con un diminuendo progressivo che porta la mano destra ad un pianissimo scritto con tre “p”, seguite da quattro battute che non sono altro che l’inizio del trio stesso, quasi come un ricordo.

Manca perciò completamente la ripresa del materiale iniziale e del tema melodico, scelta piuttosto anticonvenzionale per l’epoca.

Chopin utilizza alla perfezione le ultime tracce di questa atmosfera con gli ultimi accordi pianissimo tenuti e prepara in questo modo l’arrivo del motivo principale dell’opera.

È a questo punto, infatti, a 04:33 , che fanno irruzione i corni, iniziando la polacca con un effetto impressionante.

Le sedici battute orchestrali (che a volte vengono omesse, soprattutto nelle esecuzioni senza orchestra), come dicevo nell’introduzione, molto probabilmente hanno solo la funzione di  passaggio dal sol maggiore dell’Andante al mi bemolle maggiore della polacca.

Nella Grande polacca brillante successiva l’attenzione è senza dubbio catturata dal pianista: nella sua forma semplice, di tipo ABA, questa polacca contiene molte ripetizioni letterali del materiale tematico e musicale già presentato.

Infatti, paragonata ad altri lavori di Chopin, in quest’opera lo sviluppo è quasi inesistente così come le modulazioni sono meno importanti.

Per questo non ha molto bisogno di spiegazione l’ascolto di questo lavoro.

Quindi ti farò notare solo alcune cose su cui, secondo me, vale la pena soffermare la propria attenzione.

Intanto il tema principale, che il pianoforte ci presenta a 04:59: è composto da una melodia straordinariamente ricca, dove le note brevi (semicrome) hanno una linea ondulante e dove praticamente quasi tutte le note sono note principali e strutturali dell’armonia, quindi non sono note ornamentali usate solo per abbellire la melodia stessa.

Un episodio interessante è quello che si presenta a 06:49: delle ottave furiose, in fortissimo, lasciano il posto, a 07:12, ad una melodia calma e serena che ricorda molto da vicino la melodia del tema principale.

Un altro episodio che voglio farti notare è quello che comincia a 07:56: con un espressivo scritto in partitura, questo forse è l’episodio più cantabile di tutta la polacca, con una melodia lirica e malinconica in do minore, che passa da una tonalità all’altra, adattandosi perfettamente all’armonia della mano sinistra.

Un ultimo episodio lo troviamo a 08:57: è armonioso ed espressivo, nonostante non ci siano elementi melodici propriamente detti.

Le quattro salite, che coprono una grande distanza, della mano destra, fanno pensare a quattro soffi o, piuttosto, a quattro sospiri a cui segue la delicatezza della scala cromatica successiva, per seste e con semicrome tutte staccate, sopra ad un accompagnamento che cambia continuamente accordo: si può cogliere, qui, tutta la finezza delle armonie.

Frédéric Chopin: Andante spianato e grande Polacca brillante op. 22 – Partitura

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