Franz Schubert: Improvvisi per pianoforte op. 90 D 899 – Introduzione

FranzSchubertGli Improvvisi (o Impromptus) per pianoforte raggruppano due serie di quattro pezzi ciascuna, composti da Franz Schubert ( 1797 – 1827) tra le fine dell’estate e l’inizio dell’autunno del 1827.

Schubert compose altri 3 pezzi con lo stesso spirito nel maggio 1828, subito prima della sua morte, ma ad essi non diede nessun titolo.

Sarà Johannes Brahms, nella prima edizione del 1868, dopo la morte del compositore, a chiamarli Drei Klavierstücke (Tre pezzi per pianoforte).

La composizione dei quattro Improvvisi dell’op. 90 ebbe luogo durante le vacanze che Schubert passò con l’amico Jenger, nel settembre 1827, a Graz.

Qui essi erano ospitati da Karl et Marie Pachler, un grande melomane e un’eccellente pianista (Beethoven aveva detto, nel 1817: “Non ho mai trovato nessuno che esegua le mie composizioni bene quanto voi”).

Gli Improvvisi op. 90, così avvincenti nella loro grande fantasia creatrice e di grande intensità drammatica, hanno uno charme tutto particolare e formano un ciclo nel quale il terzo sembra prolungare la meditazione del primo, mentre il secondo e il quarto hanno l’aspetto di sogno, di fantasia.

In essi Schubert dimostrò come il pianoforte, con poche note, sia capace di esprimere un’emozione, uno stato d’animo o una breve idea passeggera, sia di gioia che di tristezza: essi hanno un chiaro riferimento all’improvvisazione, in alcuni troviamo ampi sviluppi (come se Schubert volesse lasciare libera la musica di seguire il suo sviluppo) e una strutturata armonica molto articolata, anche se hanno caratteri più definiti e strutture più chiare e più limpide rispetto a quelli dell’op. 142.

L’editore viennese Tobias Haslinger pubblicò i primi due nel dicembre 1827, con l’intento di pubblicare gli altri due l’anno successivo, probabilmente dando loro il titolo di Impromptus, seguendo un po’ la moda sviluppatasi in quel periodo.

Non ottenendo però il successo sperato (la musica pianistica di Schubert non era particolarmente apprezzata dai concertisti in quanto difficile da suonare ma non … virtuosistica!), egli pubblicò gli altri due solo nel 1855, permettendosi di semplificare l’armatura del terzo trasportandolo in sol maggiore (anziché proporlo nella ostica tonalità di sol bemolle maggiore con ben 6 bemolli in chiave!) e modificando il tempo di 4/2 in 2/2, errori di giudizio oggi … corretti.

Oggi gli otto Improvvisi (op. 90 e op. 142) sono forse tra i brani pianistici di Schubert più conosciuti e più eseguiti, rispetto a molte delle Sonate per pianoforte, altrettanto incantevoli, dello stesso compositore.

Forse la fortuna di questi Improvvisi sta nel fatto che sono molto vicini al lied (genere in cui Schubert era un grande maestro), in quanto è facile trovare una voce che canta sostenuta da una base strumentale.

Inoltre la loro struttura ternaria, caratteristica della canzone, contribuisce sicuramente a confermare questa impressione.

Franz Schubert: Improvvisi per pianoforte op. 90 D 899 – Partitura

Franz Schubert: Improvvisi per pianoforte op. 90 D 899 – Guida all’ascolto

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