Franz Schubert – Fantasia in do maggiore D760 “Wanderer” (Il viandante): II. Adagio – Guida all’ascolto

Schubert _Wanderer2L’Adagio della Fantasia in do maggiore op. 15 D 760 “Il viandante” (Wanderer Fantasie) di Franz Schubert è il secondo movimento, se vogliamo chiamarlo così, dell’intero pezzo.

È la prima volta che Schubert inserisce un Adagio al centro di una su opera; di solito, infatti, egli preferisce gli Andante o gli Andantino.

Questo movimento, che contiene il tema del lied “Der Wanderer (Il Viandante)” D 493 e cinque variazioni, come ho già detto nell’introduzione a questo brano, è molto intenso e ricco di emozione.

È come se qui ci si ferma per riflettere sulla strada che è stata imboccata nel primo movimento, sul cammino fatto finora e in ogni variazione Schubert è come se approfondisse il centrale del lied che ha usato: “sono straniero ovunque”.

Questo viandante è talmente immerso in questo pensiero che teme di … non arrivare: ogni variazione è come se avvicinasse sempre di più questa probabilità anche grazie all’accelerazione ritmica che Schubert da’, tanto che si ha l’impressione, in questo Adagio, che la velocità del brano aumenti man mano che passano le variazioni, ma senza che il tempo cambi.

Il tema originale è lungo 8 battute ed è usato in forma di corale (siamo a 06:27 del nostro video), proposto in pianissimo: siamo di fronte ad una marcia mesta, lenta, stanca, quasi tormentata che però, qui e là, ha qualche guizzo pieno di speranza.

Il ritmo è derivato dal tema iniziale della Fantasia, anche se molto rallentato.

E tutto questo Schubert lo raggiunge creando anche un’instabilità a livello tonale.

Nella prima variazione, a 07:38, il tema, presentato nella regione media del pianoforte, è leggermente ornato su un accompagnamento di semicrome che fanno da tappeto, rendendo questa variazione fluida e leggera, quasi cullante, direi.

La seconda variazione, a 08:48, è più libera ed è costruita su un accompagnamento di biscrome che vanno molto presto nella regione grave del pianoforte, rendendo questo passaggio cupo e piuttosto angosciante, quasi misterioso: il clima rasserenante della prima variazione viene qui di nuovo interrotto dall’incertezza e dalla malinconia.

A questo momento, che potrebbe essere più di collegamento tra la prima e la seconda variazione vera e propria, ne succede un altro, a 09:10, dove gli accordi in semicrome sono suddivisi tra le due mani, creando un’interruzione continua.

La terza variazione, a 09:36, è in do diesis maggiore e mette in risalto il tema ornato su un ricco accompagnamento di semicrome in forma sestina che propone ampi arpeggi: ritmicamente abbiamo dunque un crescendo, un aumento considerevole di note suonate e tutto questo porta con sé che la tensione emotiva aumenta.

La quarta variazione, a 10:32, è molto virtuosistica, con le biscrome che hanno una ricca fioritura tra il tema e il basso che propone arpeggi staccati in semicrome: in questa variazione si ha quasi l’impressione che la testa … voli, riempiendosi di pensieri.

Nella quinta ed ultima variazione, a 11:00, Schubert usa le semibiscrome alla destra e le biscrome alla sinistra e il tema praticamente non c’è più: ora prevale l’incertezza e il dubbio.

Sullo stesso movimento della mano sinistra, a 12:11, Schubert lo ripropone di nuovo, come una specie di Coda.

Franz Schubert: Fantasia in do maggiore D 760 “Wanderer” (Il viandante) – Partitura

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