Franz Liszt: Rapsodie Ungheresi S. 244, R106 – Introduzione

FranzLisztLe Rapsodie ungheresi S.244, R106 di Franz Liszt (1811 – 1886) sono un insieme di 19 pezzi per pianoforte basati su temi propri del folklore zigano e composti tra il 1846 e il 1853 e tra il 1882 e il 1885.

Molti infatti sono i temi che Liszt aveva sentito nella sua città natale ungherese, e che credeva essere parte della musica folklorica del suo paese, che ritroviamo in queste Rapsodie.

Questi temi, in realtà, erano stati scritti da membri della classe media ungherese o da compositori come József Kossovits, e spesso suonate dai popoli zigani (come per le Danze ungheresi di Brahms c’è una certa confusione nei termini, in quanto il folklore ungherese in realtà era quello proprio dei popoli zigani).

E quanto fosse importante questo patrimonio ce lo dice lo stesso autore nel suo scritto “Des Bohémiens et de leur musique en Hongrie”:

Ho voluto realizzare una sorta di epopea nazionale della musica zingaresca.
Con la parola Rapsodia alludo all’elemento fantasticamente epico che ho pensato di riconoscervi.
Tutti questi frammenti sembrano fare parte di un ciclo poetico.
Certo, non narrano alcun fatto, ma chi sa intendere scoprirà la presenza di alcune disposizioni di spirito caratteristiche di una nazione.
Ho chiamato ungheresi queste Rapsodie poiché non sarebbe giusto separare per il futuro ciò che non lo era stato in passato.
I magiari hanno adottato gli zingari come loro musicisti nazionali. Non avrebbero potuto fare a meno di ascoltarli …
È un’arte legata profondamente alle più gloriose memorie della patria, ai più personali ricordi di ogni ungherese
”.

La struttura delle Rapsodie è stata influenzata dalla verbunkos, una danza ungherese in sette parti, ognuna con un tempo diverso.

Di questa struttura Liszt ha conservato i due elementi strutturali principali delle improvvisazioni tipiche zigane: il lassan (lento e malinconico) e la friska (rapido e vivace).

Nello stesso tempo Liszt integra un certo numero di effetti timbrici particolari, tipici del suono delle orchestre zigane, in particolare l’equivalente pianistico del cimbalom, e le scale minori zigane.

In questi brani Liszt da’ prova della sua grande capacità virtuosistica; da’ ampio spazio alle diverse sonorità, con un’enorme ricchezza sul piano dinamico e agogico, usa sapientemente i tempi con una notevole libertà di scrittura che si vede nell'esposizione dei temi e nello stile improvvisativo, con una tendenza al climax finale.

Lo stesso Liszt ne fece delle trascrizioni per orchestra, per pianoforte a quattro mani e per duo o trio con pianoforte, così come altri autori fecero degli arrangiamenti e adattamenti (ad esempio le Rapsodie numero 2, 5, 6, 9, 12 e 14 furono arrangiate per orchestra da Franz Doppler).

La numero 14 fu usata dal compositore come base per la sua Fantaisia ungherese S. 123 per pianoforte e orchestra.

Nella loro forma originale per pianoforte, le Rapsodie ungheresi sono famose per la loro grande difficoltà tecnica (Liszt è stato uno dei più grandi pianisti virtuosi del suo tempo, con delle mani … enormi).

Le prime 15 vennero eseguite per la prima volta nel 1853, mentre le altre 4 tra il 1882 e il 1885.

Oggi questi brani sono tra i più famosi e popolari della musica di Liszt e grazie ad essi l’autore ha fatto conoscere al mondo intero il ritmo sincopato, caratteristico delle melodie della Puszta e il temperamento impetuoso della ciarda.

La rapsodia numero 2 è stata usata, nel 1946, come sottofondo musicale nel cortometraggio della MGM The Cat Concerto con Tom & Jerry.

Franz Liszt: Rapsodia Ungherese n. 1 – Guida all’ascolto

Franz Liszt: Rapsodia Ungherese n. 2 – Guida all’ascolto

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One thought on “Franz Liszt: Rapsodie Ungheresi S. 244, R106 – Introduzione

  1. Bruno Lotti said:

    Liszt mi entusiasma specialmente in questo periodo disastrato.
    Infonde la forza per vincere questo isolamento obbligato dal virus.

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