Franz Liszt: Rapsodia Ungherese n. 2 – Guida all’ascolto

Liszt_Rapsodia-Ungherese-2La Rapsodia ungherese n. 2 di Franz Liszt, in do diesis minore, è probabilmente la più conosciuta di tutta la raccolta.

Pochi altri brani solistici per pianoforte hanno avuto una così grande popolarità e fama, offrendo al pianista la possibilità di mostrare grandi competenze virtuosistiche, dando comunque all’ascoltatore un impatto musicale immediato e irresistibile.

Questa composizione è stata molto usata nei cartoni animati, sia nella sua versione pianistica che in quella orchestrale.

I suoi temi sono anche serviti come base per molte canzoni popolari.

Composta nel 1847 e dedicata al conte László Teleki, la Rhapsodie hongroise n. 2 fu pubblicata, nella versione pianistica, nel 1851 da Senff e Ricordi.

L’immediato successo portò ben presto il compositore (con l’aiuto di Franz Doppler) a farne una versione orchestrale, pubblicata da Schuberth, e una versione per pianoforte a quattro mani nel 1874 (pubblicata sempre da Schuberth l’anno successivo).

In questo brano (siamo esattamente al minuto 13:53 del video che ho scelto per fare questa guida all’ascolto) c’è una notevole differenza fra le parte lenta (lassan) della czarda iniziale (grave e drammatica) e la successiva friska (Vivace è scritto sullo spartito, a 19:06) e questo, insieme all’alternanza dell’armonia dominante-tonica e i ritmi ben marcati che in certi momenti fanno restare, letteralmente, senza fiato, entusiasmano l’ascoltatore (almeno me 🙂 ).

La particolarità, non molto usuale, di questo pezzo è che il compositore lascia libero l’interprete di improvvisare la sua propria cadenza, a 23:07, libertà che la maggior parte dei pianisti … non prendono, tanto che la cadenza non viene suonata, come nel video in questione 🙂

Ma andiamo a vedere un po’ più da vicino questa rapsodia.

Essa è formata da due parti distinte:

  • la prima è il lassan o lento (Andante mesto, a 14:29), preceduto da una breve ma intensa introduzione Lento a capriccio (è scritto sullo spartito).
    Anche se inizia con un accordo di do diesis maggiore, tuttavia quello di do diesis minore diventerà la regola, imponendosi nel lassan.
    In seguito, il compositore modula liberamente.
    Il carattere generale di questo lassan è piuttosto cupo e malinconico, anche se, qui o là, ha dei passaggi più giocosi
  • la seconde, più lunga della prima, è la friska allegra (Vivace, a 19:06): abbiamo qui prima un’introduzione al famoso tema della rapsodia che arriva, dopo un crescendo e un accelerando a 11:59, con un Tempo giusto. Vivace.
    Ora il compositore si sbizzarrisce e ci propone abbellimenti, controtemi e fantasie.

Franz Liszt: Rapsodia Ungherese n. 2 – Partitura

Franz Liszt: Rapsodia Ungherese n. 2 – Video

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