Franz Listz: Dante Symphonie – Introduzione

Fu la Divina Commedia del nostro Dante Alighieri (la cui poesia Liszt ebbe modo di conoscere grazie a Marie d’Agoult, contessa e scrittrice francese, durante i numerosi soggiorni in Italia nella seconda metà degli anni 1830) ad ispirare Franz Liszt (1811 – 1886) per la partitura grandiosa della Dante-Symphonie (Eine Symphonie zu Dante’s Divina Commedia) (S. 109) che si presenta come un vasto poema sinfonico dalla forma della libera variazione e in cui i leit-motiv illustrano con precisione determinati versi specifici del poema (come si trova scritto nella partitura) e che ritornano ogni volta che si ripresenta quel dato momento psicologico ad esso correlato.

Stanco della vita di virtuoso (Liszt era un grande pianista), decise un cambiamento radicale della sua carriera musicale nel 1842, diventando kapellmeister (quindi compositore e direttore dell’orchestra di corte) a Weimar, lui che si era dedicato finora quasi esclusivamente al pianoforte, sia come compositore che come interprete.

Ed è proprio a Weimar ne nacquero i suoi poemi sinfonici, i suoi concerti per pianoforte e le sue due sinfonie a programma (influenzato soprattutto dalla Symphonie fantastique del 1830 di Hector Berlioz (1803 – 1869).

La Dante-Symphonie fu terminata nel 1856, dopo l’altrettanto grandiosa Faust-Symphonie del 1854 (ispirata, questa, dal Faust di Goethe), ed è divisa in due parti: L’inferno (Lento. Allegro frenetico. Andante amoroso) e Il Purgatorio (Andante con moto. Lamentoso).

La terza parte, Il Paradiso, non fu mai composta anche se il compositore l’aveva in programma: fu dissuaso, in questo suo progetto, da Wagner, secondo il quale il Paradiso essendo il regno assoluto di Dio, neanche la musica poteva rappresentarlo.

Così il compositore decise di sostituirlo con un Magnificat. Alleluja per coro femminile (o di voci bianche), che collegò al movimento precedente.

Questo perché quello che a Liszt interessava era la modernità del lavoro di Dante, la sua natura pittorica ed episodica e gli episodi furono scelti per il loro valore simbolico, nei quali il compositore poteva esprimere musicalmente il contrasto e la lotta tra il bene e il male, ad esempio.

Quindi non era tanto importante l’aspetto cronologico degli avvenimenti quanto la forza simbolica di alcuni frammenti.

Comunque la Divina commedia aveva già interessato Liszt in precedenza, tanto che nel 1837 scrisse un lavoro per pianoforte intitolato Fragment d’après Dante, che diventerà, rivisitato nel 1849, Après une lecture de Dante, cioè l’ultima parte del secondo volume (dedicato all’Italia) del suo Années de pèlerinage.

La prima esecuzione della Dante-Symphonie ebbe luogo il 7 novembre 1857 al Königlich-Sächsisches Hoftheater di Dresda, sotto la direzione dello stesso Liszt: essa fu un vero e proprio fiasco in parte a causa dell’orchestra (composta comunque da virtuosi per i quali Liszt aveva scritto delle parti molto difficili).

È vero, però, che questa aveva avuto la possibilità di fare una sola prova, ovviamente insufficiente per questa musica di grande ricchezza e dalle nuove esigenze strumentali.

Andò invece molto meglio l’anno successivo a Praga, dove la Dante-Symphonie ebbe un grande successo.

Il dedicatario dell’opera è Richard Wagner (1813 – 1883), amico e futuro genero del compositore, “con commossa e partecipe ammirazione, e con fedele amicizia”.

La partitura fu pubblicata da Breitkopf & Härtel nel 1859.

L’effettivo strumentale è importante e prevede ottavino, 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 2 tromboni, trombone basso, tuba, timpani, percussioni (piatti, grancassa, tam-tam), 2 arpe e archi.

Da notare l’aggiunta di un armonio e del coro femminile (o di voci bianche) nel Magnificat. Alleluja conclusivo.

La durata media dell’esecuzione è intorno ai 50 minuti.

Franz Listz: Dante Symphonie – Partitura

Franz Listz: Dante Symphonie – Guida all’ascolto

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