Franz Joseph Haydn: Sinfonia n. 101 in re maggiore, “L’orologio” (o “La pendola”) – Introduzione

Cominciata in Austria nel 1793, la Sinfonia n. 101 in re maggiore (nota come L’orologio o La pendola) di Franz Joseph Haydn (1732 – 1809) fu terminata a Londra nel 1794 (queste due date compaiono nell’autografo: in Austria furono scritti gli ultimi tre movimenti mentre nella città inglese fu terminato il primo movimento) ed eseguita per la prima volta il 3 marzo di quello stesso anno durante il quarto concerto Haydn-Salomon alle Hanover-Square Concert Rooms di Londra, sotto la direzione del compositore stesso al clavicembalo e con Johann Peter Salomon come primo violino.

Essa fa parte delle dodici sinfonie cosiddette londinesi o Salomon Symphonies (dal numero 93 al numero 104), composte per l’impresario e violinista tedesco Johann Peter Salomon (1745 – 1815) durante i due soggiorni di Haydn a Londra (nel 1791 – 1792 e nel 1794 – 1795), città dove era molto famoso e rinomato.

Il (quasi) sessantenne Haydn, infatti, era ora libero dal suo impegno trentennale alla corte degli Esterhàzy, dopo la morte del principe Nicolaus II, nel settembre del 1790.

Il figlio Anton, suo successore, non amava la musica come il padre e presto tagliò i costi del compositore di corte e dell’orchestra formata da 20 elementi; tuttavia mantenne ad Haydn un incarico solo nominale e un onorario annuo di quattrocento fiorini.

Quindi Haydn rimase … senza lavoro.

Dopo qualche tentennamento, dovuto all’offerta di un nuovo impiego presso Ferdinando IV a Napoli o altre corti europee come Parigi, Berlino e persino in Austria, il compositore austriaco si lasciò convincere dalla proposta di Salomon e si recò in Inghilterra.

Con le sinfonie londinesi, Haydn portò la sinfonia classica al suo più alto grado di perfezione: per la loro qualità, il loro respiro e la loro ricchezza d’invenzione, esse rappresentano la sintesi, il culmine di circa mezzo secolo di musica e, nello stesso tempo, aprivano nuove prospettive ai compositori che sarebbero venuti dopo di lui, tra cui Beethoven, che sarà l’erede di questa tradizione classica.

In queste sinfonie troviamo l’uso stabile di clarinetti, trombe e timpani, strumenti usati finora solo in sinfonie solenni, così come nette sono le divisioni fra canto e accompagnamento e parti solistiche.

La Sinfonia n. 101 è la nona delle sinfonie londinesi.

Il soprannome della sinfonia, orologio o pendola, (apposto alla sinfonia a posteriori dall’editore viennese Johann Traeg) deriva dal ritmo in crome, scandito e regolare, proposto dai fagotti raddoppiati dai pizzicati dei contrabbassi, violoncelli e violini secondi, che apre il secondo movimento e che richiama il ticchettio di un orologio a pendolo.

Essa è scritta per 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani ed archi ed è divisa in quattro movimenti:

  • Adagio. Presto
  • Andante
  • Minuetto: Allegretto e Trio
  • Finale (Vivace)

La sinfonia fu pubblicata nel 1799 dall’editore André di Offenbach.

Franz Joseph Haydn: Sinfonia n. 101 in re maggiore, “L’orologio” (o “La pendola”) – Partitura

Franz Joseph Haydn: Sinfonia n. 101 in re maggiore, “L’orologio” (o “La pendola”) – Guida all’ascolto

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