Franz Joseph Haydn: La Creazione (Parte seconda, numeri 9 – 11) – Guida all’ascolto

Haydn_La-Creazione2-1La seconde parte dell’oratorio La Creazione di Franz Joseph Haydn riguarda la creazione della vita secondo la descrizione che si trova nel libro della Genesi nel quinto e sesto giorno: nel quinto giorno si ha la celebrazione del regno animale, con la creazione delle creature marine, gli uccelli e tutti gli animali, mentre nel sesto giorno avviene la creazione dell’uomo.

Anche questa parte, come era successo per l’inizio, viene introdotta dall’orchestra che ci descrive il mattino nell’Eden e l’atmosfera che regna su di esso.

Ci troviamo esattamente a a 37:55 del nostro video.

Si inizia con il recitativo accompagnato di Gabriel: Und Gott sprach: Es bringe das Wasser in der Fülle hervor (E Dio così disse: “L’acqua generi in abbondanza…”), a cui segue a 38:38 l’aria (Moderato in fa maggiore) dello stesso Gabriel: Auf starkem fittische schwinget sich der Adler stolz.

Questo brano (che all’inizio serve da introduzione orchestrale, come detto qui sopra) è notevole per la sua strumentazione, con il canto degli uccelli e il loro volare messo in risalto dal canto del soprano e dagli interventi armonici: il clarinetto (che qui sostituisce l’oboe) ci richiama il canto dell’allodola, il flauto quello dell’usignolo mentre i fagotti rappresentano il tubare dei piccioni.

In questo brano è richiesta, poi, una grande tecnica vocale per i numerosi trilli inseriti da Haydn.

Nella prima parte viene evocata l’aquila, l’allodola e la colomba mentre nella seconda troviamo l’usignolo.

Il lungo recitativo successivo, profondo ed intenso, a 44:57, è affidato a Raphael:Und Gott schuff große Walfische (E Dio creò delle grandi balene).

In questo episodio, uno dei più notevoli de La Creazione, Haydn descrive l’immensità e la profondità degli oceani e il movimento, lento e maestoso, dei cetacei, grazie all’uso degli archi gravi divisi, dalle armonie quasi minacciose che evocano il mistero della fecondità.

Questo recitativo culmina sulle parole “erfreuet euch in eurem Gott” (“rallegratevi nel vostro Dio”).

Ancora a Raphael è affidato il breve recitativo che segue, a 47:42: Und die Engel rührten ihre unsterblichen Harfen (E gli angeli toccarono le loro arpe) che introduce il terzetto successivo, In holder Anmut stehn, Moderato in la maggiore, a 48:12.

L’inizio è un chiaro riferimento al La ci darem la mano del Don Giovanni di Mozart, scomparso otto anni prima.

Il carattere di questo brano è leggero e allegro: qui sono celebrate le bellezze della natura con le sue colline, i suoi ruscelli, i pesci e il Leviatan che emerge sull’onda schiumosa, come si può sentire a 50:52 nel motivo incisivo affidato a violoncelli e contrabbassi.

A partire dalle parole “Wie viel sind deiner Werk’, o Gott!” (“quanto sono numerose le tue opere, Signore”), affidate a tutte e tre le voci, a 51:12, il trio si trasforma in un canto di lode che, con una cadenza alla dominante, porta all’ingresso del coro, a 52:34, in tempo Vivace, che riprende le parole Der Herr ist groβ in seiner Macht / Und ewig bleibt sein Ruhm (Il Signore è grande nella Sua onnipotenza …).

Haydn compone qui un coro straordinario ed esteso, considerato spesso come il più … elettrizzante di tutta La Creazione.

Tromboni, trombe in re e timpani in re e la si aggiungono al resto dell’orchestra.
Le parti dei solisti, estremamente difficili, ora si incrociano ed ora si oppongono al coro.

Da notare, a 53:31, sulle parole “Und Ewig” (“in eterno”) una nota tenuta lunga per quattro battute da soprani, contralti e tenori che è impressionante (e questo passaggio viene ripetuto anche qualche battuta dopo)!

I bassi, in quello stesso punto, hanno una scala cromatica ascendente sulle parole complete ”ewig bleibt sein Ruhm” (“la sua gloria resta in eterno”): questo porta un tocco originale a questo coro che annuncia da molto vicino lo stile vocale di Beethoven.

Franz Joseph Haydn: La Creazione – Partitura

Franz Joseph Haydn: La Creazione – Struttura dell’opera

Franz Joseph Haydn: La Creazione – Testo

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