Franz Joseph Haydn: La Creazione (Parte seconda, numeri 12 – 14) – Guida all’ascolto

Haydn_La-Creazione2-2Il numero 12 della seconda parte dell’oratorio La Creazione di Franz Joseph Haydn riprende con un recitativo non accompagnato di Raphael: Und Gott sprach: Es bringe die Erde hervor (E Dio disse: La terra generi esseri viventi) in cui viene annunciata la creazione degli animali (siamo esattamente a 54:54 del nostro video).

Il recitativo successivo, ma questa volta accompagnato, sempre di Raphael (Gleichöffnet sich der Erde Schoss, Subito si apre il grembo della terra), a 55:28, è un recitativo lungo e legato, in qualche modo, al recitativo della prima parte riguardante, questa volta, gli animali (e non gli uccelli del cielo).

Questo potrebbe essere considerato come il più famoso recitativo accompagnato descrittivo de La Creazione con il ruggire del leone, i salti della tigre, la tenuta fiera del cervo e la corsa del cavallo: i bovini pascolano nel prato, gli insetti ronzanti volano e i vermicelli si muovono a livello del suolo.

Siamo alla fine del quinto giorno della creazione.

L’aria successiva, sempre di Raphael, a 58:39, Nun scheint in vollem Glanze der Himmel (Ora il ciclo risplende del massimo fulgore), Maestoso in re maggiore e in tempo di 3/4, è una pagina luminosa con trombe e timpani: viene evocata la perfezione della Creazione, il mondo già creato è splendido, ma … Dem Ganzen fehite das Geschöpf, das Gottes Werke dankbar sehn, des Herren Gute preisen soll, Al tutto mancava ancora quella creatura che guardasse grata l’opera di Dio, che lodasse la bontà del Signore e il peso degli animali sulla terra è affidato al fagotto e controfagotto con sonorità fortissimo proprio sulla parola Last (pesanti), a 59:37.

L’aria finisce su queste parole annunciando l’imminenza di un avvenimento molto importante.

Il recitativo successivo, a 1:01:35, è affidato ad Uriel: Und Gott schuf den Menschen nach seinem Ebenbilde (E Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza): questo avvenimento atteso, la creazione dell’uomo, è annunciato con la più grande semplicità e con un effetto drammatico … ancora più grande.

L’aria di Uriel che segue, Mit Würd und Hoheit angetan (Pieno di dignità e nobiltà), a 1:02:27, un Andante in tempo di 4/4, è in do maggiore, tonalità abbandonata alla fine della prima parte, viene essenzialmente ripresa per quest’aria.

Possiamo notare, qui, un’incredibile progressione iniziale ascendente ed una modulazione a la bemolle, a 1:03:58, sulle parole des Schöpfers Hauch und Ebenbild (dal suo chiaro sguardo traspare lo spirito, il soffio e l’immagine del Creatore).

Nella seconda parte dell’aria, consacrata alla donna, trombe e timpani tacciono e sono sostituiti da un violoncello solo che canta serenamente fino alla fine (a 1:04:40).

Da notare, sempre in questa seconda parte, i dolci assoli di oboe e flauto che simbolizzano l’armonia e la felicità della coppia.

Il tutto finisce pianissimo.

A 1:05:52 ritroviamo un nuovo recitativo di Raphael: Und Gott sah jedes Ding, was er gemacht hatte (E Dio vide ogni cosa che aveva fatto): la creazione è finita e il coro celeste si prepara a cantare la fine del sesto giorno della creazione.

Il coro, Vivace in si bemolle maggiore, a 1:06:21, Vollendet ist das grosse Werk, (La grande opera è compiuta) è un brano di grande energia, omoritmico all’inizio e in stile fugato, a cominciare dal basso, sulle parole Auch unsre Freud (Esultiamo anche noi), a 1:06:52: è un brano piuttosto breve in quanto è la prima parte di un trittico.

Qui si sente l’influenza di Johann Sebastian Bach.

A 1:07:49 il Poco Adagio, molto più lento del coro precedente, Zu dir, O Herr, blickt alles auf (Tutto, o Signore, volge lo sguardo a Te) è affidato ai solisti: è una sezione tripartita in mi bemolle maggiore, dal tempo di 3/4.

Le prime battute sono presentate dai fiati soli prima di accompagnare il canto di Gabriel e di Uriel.

Nell’episodio centrale, a 1:09:35, in mi bemolle minore, invece si ascolta Raphael (che canta in sol bemolle maggiore) e gli archi.

Il terzo episodio, a 1:10:39, ritorna nella tonalità mi bemolle maggiore: ora i tre solisti cantano insieme, accompagnati soprattutto dai fiati, cantano il ringiovanimento e la potenza della terra dopo che è soffiato di nuovo lo spirito di Dio.

Pochi passaggi di Haydn come questo trio si ispirano così chiaramente a Mozart, soprattutto a quello de Il flauto magico.

Una semicadenza di dominante conduce al coro successivo, a 1:12:38, che più o meno riprende il Vivace proposto precedentemente: la differenza è che qui non c’è l’introduzione orchestrale (quindi attacca subito il coro con una ritmica un po’ più veloce rispetto alla prima volta) e Haydn inserisce una grandiosa doppia fuga, a 1:12:55, sulle parole Alles lobe seinen Namen (Sia lodato il Suo nome).

Ti segnalo l’uso molto moderno degli ottoni che qui sono destinati a prevalere e non a fondersi con le voci e il finale con i timpani anch’essi in primo piano.

Franz Joseph Haydn: La Creazione – Partitura

Franz Joseph Haydn: La Creazione – Struttura dell’opera

Franz Joseph Haydn: La Creazione – Testo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

CLICCA QUI e scarica subito l'E-BOOK GRATUITO: “Guida all’ascolto dello Stabat Mater di Antonín Dvorák”

Segui guidaallascolto sui Social Network!

Come trovi questo sito?

Eccellente
Ottimo
Buono
Così così
Scadente
Pessimo
No comment