Edgard Varèse: Amériques – Guida all’ascolto

Amériques di Edgard Varèse è un brano considerato come una “colossale eruzione di musica” (Marc Vagnal) che prende tutta l’orchestra in una tensione progressiva e una vitalità che sembra … infinita.

Ho deciso di darti alcune linee-guida per poter seguire al meglio l’ascolto del brano, piuttosto che fare una guida all’ascolto classica (questo è il video che ho scelto).

L’unità dell’opera riposa sostanzialmente sulla permanenza degli intervalli proposti dall’assolo iniziale del flauto in sol: l’intervallo di 2° / 7° o quello di 4° / 5° evitano tutte le consonanze classiche.

Questo motivo iniziale (intorno al quale sostanzialmente Varèse costruisce tutto il brano), ripreso diverse volte, viene manipolato, modellato e si sviluppa alternativamente ad altri temi diversi che si creano e si oppongono gli uni agli altri.
Infatti, usando una cellula tematica per organizzare la sua opera, Varèse non pensa ad uno sviluppo tradizionale del tema, ma ad una combinazione e ad un’amplificazione di elementi del materiale musicale in una metamorfosi permanente.

Insomma: un grande movimento di cellule melodico-ritmiche che si muovono nello spazio e che continuamente si modificano, si incontrano, si allontanano o, anche, si distruggono per permettere ad altre cellule di progredire e di evolversi.

Le esplosioni di violenza dominano, nonostante un centro pieno di mistero e di lontananza, quasi impressionisti, che denotano tracce dell’influenza che Debussy esercitò sul giovane compositore.

La scrittura strumentale fa risaltare l’uso frequente dei legni nelle loro regioni acute, il gioco delle arpe con suoni metallici o con sordina, soprattutto il ruolo preponderante delle percussioni che suonano spesso da sole.

Infine l’uso della sirena

ad un’altezza definita e fissa per fare un contrasto di sonorità pure”.

Quanto al linguaggio ritmico e dinamico, prevalgono, secondo le parole dello stesso Varèse, le “fermate improvvise”, le “intensità interrotte bruscamente”, i “crescendi e diminuendi estremamente rapidi”.

Infine la coda, potente, incantatrice, porta l’opera al suo parossismo sonoro: il calpestare furioso dell’orchestra, simile ai colpi di un martello pneumatico, schiaccia senza pietà le urla di dolore della sirena.

Edgard Varèse: Amériques – Partitura

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