La dodecafonia o musica dodecafonica

dodecafoniaLa dodecafonia (o musica dodecafonica) è una tecnica di composizione musicale immaginata, pensata e sviluppata da Arnold Schönberg (1874 – 1951) a partire dai primi anni del XX secolo (prima con l’atonalità e poi con la dodecafonia vera e propria).

Questa tecnica ha come principio base quello della stessa importanza delle dodici note che formano la scala cromatica, evitando così tutti gli agganci alla tonalità, dove invece alcune note della scala sono più importanti, gerarchicamente parlando, rispetto ad altre.

La successione delle dodici note impiegate nella composizione si chiama serie dodecafonica ed è concepita come una successione di suoni che permette di farli sentire tutti e dodici ma presi una volta sola, quindi senza che qualche nota in particolare venga ripetuta due o più volte, per evitare di darle più importanza rispetto alle altre (la definizione che da lo stesso Schönberg di serie è: “Metodo di composizione con dodici note non imparentate fra loro e riferite solo l’una all’altra”).

L’ordine dato alle note (e quindi agli intervalli) della serie, che sono stabiliti dal compositore in base alle sue esigenze compositive, la rende fissa e in questa sua forma iniziale è usata per lo sviluppo di tutta l’opera.

Tuttavia essa, una volta creata e strutturata in un certo modo, può essere usata con diverse modalità:

  • nella sua forma originale, cioè così come è stata pensata e costruita
  • nella forma retrograda, dove le note vengono lette dall’ultima alla prima
  • nella sua forma a specchio, chiamata anche inversione o serie per moto contrario, dove gli intervalli sono per moto contrario, cioè quando nell’originale un intervallo sale ora scende e viceversa
  • nella combinazione delle ultime due forme, quindi una forma a specchio retrograda.

Queste quattro forme possono essere trasportate su ognuna delle dodici note della scala cromatica, quindi possono cominciare tranquillamente con una qualsiasi delle dodici note.

In questo modo alla fine si possono avere ben 48 (4 x 12) serie diverse da utilizzare come materiale per la composizione del brano, partendo da un’unica serie iniziale.

Inoltre la serie può essere usata anche in senso verticale, quindi non solo per creare le melodie (chiamiamole così), ma anche per creare gli accordi.

Numerosi musicisti hanno adottato il concetto di Schönberg adattandolo al loro stile di composizione a cominciare dai suoi due allievi più famosi: Alban Berg, che usa la dodecafonia in modo più libero, e Anton Webern, che invece la usa in modo più rigoroso.

Nel 1949, Olivier Messiaen, nel brano “Mode de valeurs et d’intensités” della composizione intitolata “Quatre Études de rythme”, usa il concetto di serie oltre che per le altezza delle note, anche per altri elementi e parametri musicali come le dinamiche, i timbri e i valori ritmici.

Da questo momento altri compositori utilizzeranno questo modo di comporre e di usare la serie.

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